Il Primo album di un artista.

Il Primo album di un artista.

Di: Giovanni Gulino

Mi sono sempre chiesto perché spesso i migliori album dei cantanti o gruppi sono il primo o primi pubblicati. Era una domanda snervante da ragazzino e me la facevo perché mi capitava spesso di comprare il terzo o quarto album di un artista e non apprezzarlo come il primo.
In qualche modo era come se mi aspettassi nei dischi dello stesso artista, gli stessi suoni, arrangiamenti e stile dei dischi precedenti storcendo il naso nel caso in cui le mie aspettative andavano disattese.
Quando ho iniziato a fare musica in modo professionale, a questa domanda non avevo ancora dato una risposta e continuava a tormentarmi perché questa volta il problema poteva riguardare anche me. Con il tempo il mio punto di vista si è quindi spostato da quello dell’ascoltatore a quello dell’artista e ho incominciato a inquadrare la questione da “insider”.
Ora, con le dovute e lietissime eccezioni, ecco chiara la risposta a questa domanda:
Molte volte passa davvero tanto tempo dal momento il cui hai finito di scrivere le tue prime canzoni e il momento in cui trovi una casa discografica che te le pubblica come disco. In questo lasso di tempo, che può durare anni, l’artista ha il tempo di lavorare e perfezionare le canzoni, selezionare il materiale a disposizione e limare i testi. Spesso il risultato ha una dose di incisività che è appunto il frutto di questo lungo studio. Cosa diversa è, dopo avere pubblicato il primo disco, fare il secondo album per il quale, se è andato bene il primo, gli sarà concesso molto meno tempo per scrivere il nuovo materiale, rischiando che, con le pressioni discografiche del caso, la fretta, l’ansia di doversi ripetere, il capitolo successivo non sia all’altezza del precedente.
Ma ci sono per fortuna degli esempi in cui il gruppo o l’artista incomincino a esplorare ed espandere il proprio universo musicale ricercando e raggiungendo nuove forme stilistiche che non pongono il nuovo lavoro a paragone con i precedenti ma invece aprono strade creative inedite sulle quali accompagnare l’ascoltatore in un cammino di continua scoperta artitica. Questo è avvenuto con i Radiohead, i Pink Floyd, i Cure, i Beatles e tanti altri gruppi che hanno fatto la storia.
Un altro aspetto interessante che accompagna il successo di un album di esordio è il fattore sorpresa. Quando un artista o un gruppo irrompe sulla scena musicale con un grande album di debutto si porta anche un bonus che sembra essergli concesso dal destino: Il fattore sorpresa. Più o meno come quello che decide una battaglia. Il disorientare colpendo quando nessuno se l’aspetta spesso determina la vittoria o il successo. Anche in campo musicale succede così, tutti iniziano a chiedersi chi sia questo gruppo di cui tutti parlano ma che nessuno conosce bene all’inizio. Si crea una operazione di promozione spontanea tra gli addetti al settore e fra i primi fans che passa attraverso il modo migliore di essere sponsorizzati: il passaparola. Dal secondo album in poi però questo giochino viene meno perché oramai quel nome sconosciuto è diventato celebre e quindi il successore del debut album deve giocarsi carte diverse ma altrettanto forti per vincere una nuova mano. Al Contrario, cercare di ripetersi mantenendo le stesse caratteristiche dei primi dischi di solito non porta a nulla di buono nel corso di una carriera. Solo i Rolling Stones sono stati capaci di farlo. Ma sono i Rolling Stones..


No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.