Intervista a Paolo Cattaneo

Intervista a Paolo Cattaneo

 

Abbiamo intervistato la nuova scoperta della musica italiana, il cantautore Paolo Cattaneo. Un’artista, un musicista, un compositore, ma prima di tutto un ragazzo che ha fatto della sua passione per la musica la sua ragione di vita.. e magari un giorno ne farà anche la sua unica professone..

Paolo, quando hai capito che la musica sarebbe diventato il tuo lavoro?

Ho sempre avuto la necessità interiore di esprimermi, un’implosione che poteva esser trasformata in pittura o scultura, in danza o teatro, per me era lo stesso. Durante questo percorso di ricerca mi sono accorto che con la musica riuscivo ad esprimermi in modo istintivo e limpido senza troppa testa. E’ qui che ho cominciato ad approfondire le mie capacità e capirne le potenzialità.

Come è nata in te questa passione per la musica?

Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dagli strumenti musicali, dai loro suoni e dalle loro forme. Infatti per un breve periodo della mia vita ho fatto anche il liutaio. Sono diplomato in contrabbasso e prima di comporre con il pianoforte ho suonato il basso elettrico in molte band rock… diciamo che non mi è mai mancata la passione.

Con che dischi e con che genere musicale sei cresciuto?

Potrei dividere gli ascolti della mia vita in tre distinti periodi, la musica classica quando ero più giovane, il rock e il metal nel periodo adolescenziale e tutto il resto, dal reggae al pop, dall’elettronica alla musica d’autore, lo continuo a scoprire ancora oggi. Ci sono tantissimi dischi belli e così poco tempo per scoprirli..

 

 

 

 

 

Il 20 Maggio è uscito il tuo EP intitolato “Il gioco” con l’etichetta Eclectic Circus. Come mai hai deciso di non far uscire un vero e proprio disco ma un EP?

Mi piace molto il formato ridotto dell’EP, in cui il periodo che passa dall’idea creativa al prodotto vero e proprio si riduce notevolmente. Sento che c’è molta più passione se i brani che devo promuovere sono stati composti da poco tempo. Mi ha intrigato molto il fatto di aver composto il singolo poche settimane prima dell’uscita su iTunes. E finalmente durante la promozione parlo di canzoni che hanno meno di un anno!

Come è nato questo EP?

L’idea iniziale era di fare un album, con più brani, ma proprio perché questa volta mi sono messo in “gioco” insieme al produttore Stefano Clessi, con il quale abbiamo deciso di tenere solamente i brani più significativi, concentrandoci su di loro senza perderci nella produzione di un album completo. Sono partito da alcune idee armoniche sulle quali ho costruito le melodie della voce. I testi sono arrivati come sempre dopo, a dare un senso alle note che altrimenti rimarrebbero orfane. Con Matteo Cantaluppi abbiamo costruito il sound, poi è arrivata la copertina e tra poco arriverà anche il video. Piano piano quella che era un’idea armonica si è trasformata in un progetto. Un esperimento ben riuscito, che mi sta dando forza ed energia per continuare con altre canzoni.

C’è una canzone in particolare a cui sei particolarmente affezionato? A me ha affascinato molto “Occhi”..

Proprio questa è quella che ha influenzato maggiormente l’intero EP, sia come suono che come tipologia di strumentazione. Siamo partiti da qui per costruire le atmosfere di tutto il disco. Occhi potrebbe essere il secondo singolo dopo “Il gioco”. La canzone a cui sono più affezionato è invece “L’uomo sul filo”, nata come omaggio al funambolo Philippe Petite, una canzone inizialmente considerata minore, ma poi diventata importante e forse la più interessante di tutto il lavoro. Proprio come lui, Philippe. Se non lo conoscete dovete assolutamente procurarvi Man on Wire del 2008 che ha vinto l’Oscar come miglior documentario. Racconta l’impresa di questo funambolo che nel 1974 attraversò su una fune d’acciaio le Torri Gemelle. Solo il pensiero sconvolge ed emoziona, come i sogni.

 

 

 

 

 

Tu eri considerato un’artista crepuscolare, in questo EP invece affiora una grande gioia di vivere anche se affetta da una lieve malinconia. Credi sia cambiato qualcosa di profondo dal tuo debutto con il disco “L’Anima del Cipresso” del ’95?

La principale evoluzione è stata proprio quella di prendermi meno sul serio, che non vuol dire essere poco professionali e seri, anzi. Ho scoperto che è possibile divertirsi in studio pur facendo un disco interessante, si può suonare dal vivo senza troppi pensieri e affrontare tutto con leggerezza e serietà. Forse la malinconia che percepisci è un sentimento che naturalmente mi appartiene, ma ora non è solo, è in compagnia di molta voglia di divertirsi!

Hai un curriculum di tutto rispetto e hai ricevuto parecchi riconoscimenti. Tra le tante cose che hanno detto o scritto su di te, qual è quella che ti ha fatto più piacere ricevere?

Mi fa sempre piacere ricevere opinioni positive nel confronto del mio lavoro.
In realtà la musica non è ancora diventata un’attività a tempo pieno e proprio per questo mi lusinga molto quando vengo considerato come un professionista e nessuno mi chiede che lavoro faccio nella vita “reale”.

E la più brutta? Quella che magari ti ha offeso?

Non ho mai fortunatamente ricevuto brutte recensioni o giudizi offensivi. Mi capita a volte però di leggere recensioni scialbe, in cui si capisce che il progetto è piaciuto ma non ha entusiasmato. Preferirei leggere e confrontarmi con una critica che mi aiuta a crescere piuttosto che poche parole “politically correct”, troppo limitanti e poco vive.

Che progetti hai in mente per il futuro?

In questi giorni ho preparato in acustico i nuovi brani per presentarli live in radio e in televisione, e mi sono accorto che mi piace molto cantare con gli strumenti acustici senza microfono. Mi piacerebbe suonare per strada e vedere la reazione della gente che passa, sarebbe un’esperienza intensa per me. Poi vorrei realizzare un altro EP all’inizio del prossimo anno per poterlo magari unire a questo e farlo diventare un album completo.

Dove ti potremmo sentire live quest’estate?

Presenteremo l’EP con uno showcase a Milano alla Sala dei Venti il 20 giugno, mentre il 2 agosto ci sarà la prima data ufficiale a Brescia al Festival Arena Sonica. Da settembre il tour nei locali. Se visitate il sito www.paolocattaneo.it potete trovare tutte le informazioni dettagliate e aggiornate.

Dejanira Bada


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