La Musica E’ Stanca?

La Musica E’ Stanca?

Di: Francesco Ferrari

In quest’epoca di bassa fedeltà e altissimo volume

il rumore allucinante delle radio non ci molla mai;

e quanti cantanti musicisti arrabbiati

che farebbero meglio a smettere di fumare.

Brutta produzione altissimo consumo,

la musica è stanca, non ce la fa più,

e quante cantanti di bella presenza

che starebbero meglio a fare compagnia.

Disco, disco. Telegatti.

(I’ll never fall in love again.

Come with me

at the end of the rainbow).

Portami via da questo mondo assurdo

dalle illusioni e dai percorsi ereditari.

Portami dentro un alveare

o nei bachi da seta e via da questo popolo

e via dal mio vicino che attacca sempre il giradischi.

In quest’epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione

qualche scemo crede ancora che veniamo dalle scimmie

e il sole soltanto una palla di fuoco

e non si sono accorti che è una forma di una tappa di energia.

Adamo colse della frutta dall’albero della conoscenza

poi l’ultima mela cadde sulla testa

procurando un ematoma a Newton.

 (da Orizzonti Perduti)

 Questo diceva Franco Battiato nel 1983. Chissà cosa pensa di questi tempi il cantautore siciliano. La produzione è aumentata a dismisura, l’offerta è praticamente infinita, ma il mercato, soprattutto in Italia si è ridotto drasticamente. Io non riesco a essere profondamente pessimista e, dal trionfo del web e dalla democratizzazione dei mezzi di produzione ( oggi quasi chiunque può fare un disco e commercializzarlo con spese minime ), ricevo tanta musica di valore.

Ciò che per me è cambiato, come forse per molti della mia generazione (ho 34 anni) è che non ascolto più i dischi come prima : l’attesa per l’uscita, il primo ascolto, quasi sempre deludente, la seconda chance e l’innamoramento. Avevo voglia di entrare nella visione del mondo di un gruppo o di un cantante, di sapere attraverso le canzoni cosa era successo in quei 2 anni passati tra un disco e l’altro. Adesso dò meno possibilità ai dischi, ho bisogno di sentirne di più e di generi diversi, come affetto da una bulimia musicale che è forse anche figlia della mia curiosità per il mondo.

In questi anni ho conosciuto la musica elettronica, classica e ho assistito tra il terrorizzato e il meravigliato all’esplosione di ogni genere di pop, rock, alternative e indie, che sono generi-non generi per la sterminata vastità della proposta. E devo ammettere anche per la qualità. Perchè probabilmente nel Dna dei musicisti contemporanei c’è la coscienza che devi piacere subito, o quantomeno che devi suscitare un’emozione immediata, visto che la concorrenza è spietata.

E poi c’è il live, che è diventato il vero modo di condividere la musica, a tutti i livelli. Ora più di sempre e per fortuna anche in Italia, si sta radicando la cultura del club, seppure con la reiterata e stolta opposizione delle istituzioni. Sono stato recentemente a suonare in Svizzera francese, in 2 club fantastici che sarebbe semplicemente impossibile vedere a Milano. Il calore  degli squat londinesi o berlinesi unito all’ efficienza svizzera, altro che norme di sicurezza, tesseramenti, barocchismi italioti e politichette elettorali.

Per tornare a Battiato, mi è capitato di riflettere su come nei primi anni del suo successo l’aspetto live era praticamente assente, proprio perchè il medium fondamentale era il disco. Adesso non potrebbe più essere così e devo dire che mi sembra un’evoluzione positiva per la musica. Quindi amici, spegnete Amici, alzatevi dal divano e andate a un concerto!

 Francesco Ferrari


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