Quello che non ci si aspetta dall’Heavy Metal

Quello che non ci si aspetta dall’Heavy Metal

Il metal in tutte le sue sfumature è sicuramente il genere di musica più aggressivo che si possa ascoltare su questo pianeta.
Sottogeneri come il grind core, il death e il black metal nacquero, in tempi diversi, come forme di ribellione e controcultura per urlare la propria rabbia, il proprio sdegno e i propri sentimenti in faccia al mondo intero. Ecco perché questo genere di musica ha così tanti seguaci: c’è sempre la canzone giusta per lo stato d’animo del momento. Parlando di stati d’animo e di sentimenti, ovviamente non ci si può riferire solo ai sentimenti negativi. Infatti il metal ha sfornato alcune tra le ballads più belle in assoluto, spesso composte da band non proprio calme…
I teutonici Scorpions con “Still Loving You” hanno probabilmente contribuito a far innamorare tre generazioni di metallari.
E ne hanno fatti sognare altrettanti con “Wind Of Change”. All’inizio degli anni ’90 gli Skid Row in “Slave To The Grind”
inclusero alcune ballate stupende, suonate magistralmente e cantate dal grande Sebastian Bach: “in A Darkened Room” e “Wasted Time” ne sono due scintillanti esempi. Sempre in quel periodo gli Iron Maiden uscirono col mitico album “Fear Of The Dark”, il quale contiene il lentone “Wasting Love”. Ogni metallaro che si rispetti dovrebbe conoscerne ogni nota e ogni parola… I Pantera hanno dato il loro contributo con vari pezzi abbastanza lenti, ma come ballate vere e proprie citiamo “Hollow” – presente in “Vulgar Display Of Power – e “Suicide Note Pt. 1” tratta da “The Great Southern Trendkill”.
La prima è sicuramente più famosa della seconda, ma entrambe sono canzoni con un profondo significato.
Ma quanto può essere sorprendente il metal? Tanto da poterci stupire con ballate composte da gruppi death! Nell’album “The Sound Of Perseverance” dei Death troviamo “Voice Of The Soul”, stupendo pezzo composto dal frontman Chuck Schuldiner alla memoria di suo fratello maggiore, morto anni prima in un incidente stradale. E’ un crescendo di emozioni in cui la chitarra solista sembra parlare, raccontare una storia, per poi arrivare alla fine in cui sembra urlare il proprio dolore.
Un pezzo da pelle d’oca. Rimandendo in tema di death metal progressivo non possiamo non parlare degli Opeth: il lloro marchio di fabbrica è sicuramente il saper magistralmente inserire pezzi in acustico in mezzo a parti violente. Però un album è rimasto a sè, parliamo di Damnation. Questo è l’unico album degli Opeth ad essere completamente cantato con voce pulita e i pezzi strizzano l’occhio a band del passato come i Pink Floyd. Da ascoltare assolutamente!
Anche gli Slipknot hanno dimostrato di essere ottimi compositori di canzoni “tranquille” in alcune occasioni, ad esempio “Vermillion Pt.2” presente in “Vol 3: The Subliminal Verses”. Corey Taylor ha ulteriormente dato prova delle suedoti canore su pezzi lenti con il side project “Stone Sour”. Celebre la canzone “Bother”, presente anche nella soundtrack del film Spider Man, ma altrettanto validi sono pezzi come “Through Glass” e “Zzyzx Rd.”.
I finlandesi Stratovarius, pilastri dello speed/power metal anni ’90, ci hanno regalato ballate stupende. Tra queste, “Forever”e “Coming Home” sono due splendidi esempi.
Dal power ci spostiamo al progressive metal. Parlando di prog, una band ci viene in mente immediatamente: Dream Theater.
La lista di lenti composti durante la loro ventennale carriera è lunga e i pezzi sono tutti di rara bellezza. Basti pensare, spaziando tra lavori vecchi e più recenti,  a canzoni come “The Silent Man”, “Peruvian Sky”, “Wait For Sleep”, “The Spirit Carries On”…
Parlando di band che hanno visto la luce relativamente da poco possiamo parlare degli Alter Bridge. Forti di un cantante fenomenale come Myles Kennedy (addirittura Slash l’ha definito il miglior cantante metal contemporaneo…e se lo dice lui!) riescono a spaziare dal rock/metal più duro alle ballate più melodiche e introspettive. Ascoltate “Watch Over You”, “In Loving Memory” o “Broken Wings” e capirete.
Potremmo andare avanti ancora per molto ad elencare le ballate più belle nel metal e sono sicuro che ne lascieremmo qualcuna fuori involontariamente. Speriamo che questo articolo abbia solleticato la curiosità di qualcuno che non ascolta il genere, in modo che possa aprire la propria mente ed andare a sentire alcuni tra i pezzi che abbiamo citato. Chissà mai che dopo aver ascoltato qualche ballads di una determinata band non si faccia prendere anche dagli altri pezzi…
Chiudiamo citando una grande verità: una grande canzone può essere trovata ovunque, in qualsiasi genere e dove non ce l’aspetteremmo mai! Basta saper ascoltare.

Daniele Ugolini


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