Recensione: gli Arcade Fire infiammano Milano

Recensione: gli Arcade Fire infiammano Milano

Gli Arcade Fire sono un gruppo davvero particolare che si esprime con diversi generi musicali quasi indefinibili, raccolti in dischi sempre bellissimi. Il loro ultimo lavoro si intitola “The Suburbs” ed è stato in grado di far conoscere questa band canadese anche al grande pubblico. Anni fa quando si nominavano gli Arcade e album come “Funeral” e “Neon Bible”, nessuno sapeva di cosa stessimo parlando.

Il 5 Luglio 2011 però, presso l’Arena civica di Milano – in occasione del Milano Jazzin’ Festival – abbiamo constatato una cosa: i Fire hanno conquistato anche il grande pubblico.

Dopo il breve concerto dei Cloud Control e quello dei White Lies – che in versione live ci hanno un po’ deluso perchè troppo statici e noiosi – sono saliti sul palco gli attesissimi Arcade Fire, in un tripudio di luci che dagli schermi installati sul palco proiettavano immagini dei “Guerrieri della notte”, di ragazzi e di famiglie americane nei cortili delle loro villette, avvolti nella loro apparente vita perfetta e della band in questione.

Gli otto componenti sono entrai in scena già carichi, tra violini, fisarmoniche, pianoforti, chitarre e batterie, con il bel Win Butler che ha intonato (non a caso) l’energica “Ready to Start” per poi continuare con un tuffo nel passato con “Car Running” e “No Cars Go”. Davvero fantastica l’eccentrica e polistrumentista Régine Chassagne, con il suo vestito d’oro di paillettes, che insieme a Butler si può considerare un po’ la leader del gruppo (oltre ad essere sua moglie) e che ha cantato canzoni come “Haiti” e “Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)” brano che ha concluso il live durato per circa un’ora e mezza.

Il concerto è proseguito con canzoni come “My Body is a Cage” e “Crown of Love”, dove Win ha dovuto però interrompere il pezzo appena iniziato perchè si era dimenticato il testo, per poi ricominciarlo da capo. Ma niente paura, qualcuno gli ha suggerito le parole e il pubblico lo ha applaudito con grande fragore. E poi ancora “Suburbs”, “Month of May” “Rococo” e i brani più attesi da noi e da tutti i fans degli Arcade Fire, “Neighborhood #2 (Laika)”, “Neighbourhood #1 (Tunnels)”, “Neighbourhood #3 (Power out”), Rebellion (Lies) e “Wake up”, che hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico facendolo anche un po’ commuovere.

Gli Arcade Fire non ci hanno deluso (nonostante i volumi bassi dell’arena) ed hanno dimostrato di essere dei bravissimi musicisti, capaci di scambiarsi anche gli strumenti uno con l’altro (anche se qualche stonatura da parte di Régine e qualche errore da parte del chitarrista lo abbiamo sentito).

Questa band ha un paio di segreti: il primo è quello di essere molto coinvolgente e il secondo è di essere in grado di divertire e di divertirsi facendolo vedere e percepire al pubblico.

Insomma, un concerto speciale di una band originale che ha inventato qualcosa di nuovo, di unico ed alternativo.

Dejanira Bada


Tags assigned to this article:
IndiePopRock

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.