STRANGER IN A STRANGE LAND

STRANGER IN A STRANGE LAND

di: Andrea Ferro

Questa storia inizia nella periferia di Milano, dove due ragazzini cresciuti a cinema americano e cartoni animati giapponesi, arti marziali e tanto skateboard decidono di suonare la loro musica con degli amici.
Gli amici sono quelli del pub quelli con cui ci siamo ubriacati tante volte, ma anche quelli che amavano la musica più di tutto.
La musica era una passione crescente tra un lavoro e l’altro e tra le prime  disillusioni di una vita che stava diventando adulta in un paese tanto bello quanto immobile come l’Italia.
Le regole non ci erano mai piaciute più di tanto e quindi fu abbastanza semplice decidere di vivere da precari tra un tour in Europa e l’altro e tra mille lavoretti per tirare a campare.
Da ormai un decennio questa passione e’ diventata un occupazione a tempo pieno, la nostra musica è anche il nostro mestiere. I tour non sono solo europei, ma anche mondiali.
Siamo dei nomadi giramondo con delle famiglie a casa sempre in bilico tra un grande show e una bolletta da pagare, un progetto da completare.
Impariamo tanto tutti i giorni, ogni tanto dobbiamo scendere a compromessi, ogni tanto non ci sopportiamo, ogni tanto la vita ci colpisce, tutto sommato siamo abbastanza felici e sicuramente amiamo ancora tanto la musica.
In Italia la storia dei Lacuna Coil è ancora un caso più o meno isolato e nonostante i parecchi traguardi impensabili che abbiamo raggiunto siamo ancora considerati in qualche modo degli outsider.
Ad essere onesti la cosa non ci dispiace neanche tanto visto che tutto sommato lo siamo sempre stati, soprattutto nel modo di pensare, nel modo in cui abbiamo portato avanti le nostre scelte.
Ci sentiamo a casa in Italia ma anche a Los Angeles o Sydney, suoniamo una musica dalle radici lontane ma siamo cresciuti anche a pasta e Alberto Sordi.
E’ una strana sensazione la nostra, la stessa di chi vive al confine tra due posti e non sa bene a quale debba appartenere. Forse un giorno lo scopriremo, o forse no. E’ così importante saperlo?


Related Articles

Che freddo! Cazzo…

Di: Oga Magoga Prologo Glauco: Che freddo! Cazzo, ma quanto ci mette?! Ok, mi accendo un’altra sigaretta, ma giuro, non

L’improbabile virtù dell’ignoranza

Di: Richard J Aarden Sono riuscito a chiudere il rapporto con la Facoltá di Ingegneria portando a casa un sudato pezzo

Un artista

Di: Nicola Barghi In genere quando ti danno l’appellativo di “artista” non è quasi mai una cosa buona. Non so

1 comment

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.