Piaceri Locali

Piaceri Locali

Di Daniele Fresko:

Milano suscita da sempre sentimenti ambivalenti, si avvicina sussurrando: “odiami”, ma il significato dell’esortazione è duplice se scindiamo sapientemente a metà il termine.
Non ti accoglie festosa e sorridente se separandoti momentaneamente dalle sue cosce per una breve scappatella finisci per tornare da lei ancora legato dal cordone ombelicale.
E’ plumbea, si finge sgradevole per non dare a chiunque la possibilità di riconoscerne le virtù nascoste.
Ma sotto la coltre di smog che tutto avvolge, si scorgono piaceri misteriosi, strade abbandonate, piazze irreali incastonate in quartieri fighetti, giardini nascosti e corsi d’acqua senza acqua mantenenti un fascino impensabile.
La città si mostra e si offre solo a chi va oltre il pregiudizio dell’apparenza per abbandonarsi ad un caleidoscopio di contraddizioni e stili che ha il potere di sedurre ed inebriare specie in orario notturno.
Milano che ha creato l’aperitivo, “da bere” non molti lustri fa, al calar delle tenebre si rivela un po’ puttana per il suo voler soddisfare richieste provenienti dalle più disparate e bizzarre menti.
I locali rispecchiano l’anima profonda della propria genitrice, i più celati si rivelano essere i più apprezzati, soprattutto da chi considera la musica un elemento determinante e imprescindibile per poter trascorrere una serata degna di tale nome.
Tra le nebbie del naviglio pasteggerete a blues (nel piccolo locale conosciuto con la vostra un tempo fidanzata), a jazz (nel celebre locale animalesco) e ovviamente a rock (nella neonata casa dell’underground milanese).
Se non è la musica dal vivo la vostra stella polare, preferirete farvi travolgere dall’elettronica rock disseminata intorno alla Stazione Centrale, accetterete di scendere al piano inferiore di club rivestiti in mattoni, sfonderete la porta di altri che da fuori paiono chiusi, proverete l’ebbrezza di essere abbordati dal vostro vicino di tavolo per poi scoprire che non era l’unico a sorridervi.
La silhouette femminile danzante vi trascinerà nel quartiere Isola e vi rilascerà non prima di avervi fatto baciare da una fata verde e di aver controllato che il vostro generatore sia sufficiente a spingervi oltre la Martesana.
Se il vostro conta giorni è posizionato sul quinto e il vostro conta ore indica l’approssimarsi della mezzanotte, avete una sola possibilità che porta ad una stradina senza via di uscita in zona umbra dove vi perderete in mezzo al rock, al sudore della moltitudine ed ai leggendari cuba.
Passerete dall’arancione al rosa di un’insegna vicina alla circonvallazione tendente allo Spazio per poi abbandonarvi finalmente alla meritata birra servita da baristi abnormali piuttosto che in teatri di tragedie giovanili.
Avrete modo di assaporare la bellissima arci-offerta proposta all’interno delle mura cittadine per poi rendervi conto che essendo piena estate non esiste meta migliore dell’Idroscalo per la consueta pioggia di rane.
Soddisfatti e rimborsati, darete un saluto al vostro amico fuori mano, trascorrerete la domenica con un brunch musicale nel santo coworking per poi terminare un po’ sfatti la turnè con una domanda in testa: “Andarmene da qui?! Mai!”.


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