Mariposa in spagnolo significa farfalla

Mariposa in spagnolo significa farfalla

La farfalla ha un ciclo vitale metaforicamente sublime. La metamorfosi da bruco a crisalide a farfalla è fruibile come esempio non solo dal punto di vista prettamente fisico ma anche in relazione al tempo che intercorre tra uno stato e l’altro.
Il bruco può vagare per mesi nel bosco, dando l’impressione di essere perennemente alla ricerca di qualcosa, noi sappiamo che brama nient’altro che la propria trasformazione.
No, non è un pretesto per narrarvi dell’omonimo gruppo, ormai orfano del proprio leader (il quale, a proposito di metafore, ha fatto si che i Fiori lasciassero la Farfalla).
Sono stato semplicemente vittima di un inquietante presagio, l’ultimo di una lunga serie, ma rivelatore, nella sua banalità.
Sulla strada di ritorno dal mio nuovo Studio, l’altra sera, stavo per imboccare le scale della metropolitana quando, improvvisamente, una visione mi ha costretto ad arrestare il passo.
Il negozio di dischi nel quale spesso ero entrato, per annusare cd, sventolare biglietti ormai introvabili di concerti prossimi, cercare rifugio dalla Milano operosa e vorace, quel negozio di dischi, non esisteva più.
E la disgrazia non era terminata. Non solo ricordi di anni erano evaporati a contatto con la nebbia, ma la beffa aveva accompagnato il danno: l’insegna non era mutata, ma si era accompagnata ad una tazzina di caffè.
Il bruco desidera mutare in farfalla, inconscio del destino fugace che accompagna l’esistenza dell’insetto alato.
Raggiunto il proprio apice, si mostra al mondo solo per qualche giorno per poi perire con una domanda irrisolta: valeva la pena prodigarsi così a lungo per raggiungere uno stato meraviglioso, ma troppo breve per essere adeguatamente assaporato?
Non è mia intenzione sezionare cervelli di bruchi/farfalle per scoprire l’ignoto, ma mi domando come sia possibile che una mariposa non solo muoia senza avvertimento, ma addirittura si rifiuti di andarsene con la grazia che la contraddistingue per inseguire una mutazione non prevista dalla natura: divenire un ricercato coffee bar.
E’ colpa nostra, ovviamente, perché se avessimo continuato a sfoggiare vinili come fossero trofei, a non scaricare da internet ogni nostro capriccio quotidiano, forse avremmo evitato tale scempio.
Il disastro economico attuale ha conseguenze tangibili come questa, la riapertura di alcuni locali graditi può lenire il disagio, ma è un placebo ingoiato assieme ad una birra.
La chiusura del Cinema Gnomo, la mutazione di un negozio di dischi, sono lampi meno sponsorizzati di altre chiusure eccellenti, ma feriscono in egual misura.
Evitiamo nuove sorprese insensate, beviamo meno caffè dal retrogusto amaro e liberiamoci in volo come farfalle in estasi ascoltando quel pezzo che ci piace tanto.

Daniele Fresko


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