Intervista ad Enrico Gabrielli dei Calibro 35

Intervista ad Enrico Gabrielli dei Calibro 35

Jaymag ha intervistato Enrico Gabrielli in occasione dell’uscita del nuovo album dei Calibro 35  “Ogni Riferimento A Persone Esistenti..” Come è nata questa band? Perché? I Calibro un giorno potrebbero sperimentare qualcosa di nuovo e magari, perchè no, iniziare ad usare dei testi per le loro canzoni? Scopritelo con noi in questa intervista..

Enrico, come nascono i Calibro 35 e come mai avete deciso di ispirarvi alle colonne sonore dei film “poliziotteschi” dell’Italia anni settanta? Chi è il vero amatore tra di voi di questo genere e come è nata l’idea?

Nascono da un’intuizione di Tommaso Colliva, il produttore e regista dei Calibro nel lontano marzo del 2007. E’ lui quello che ha ideato il progetto perchè di noi è il super esperto da sempre. Questa sua passione è antica e nasce dal suo forte legame con la cultura hip hop e funk. Facendo una selezione di materiale ci ha assemblati in uno studio e così è partito il progetto.

Quando hai capito che era giunto il momento di provare a sperimentare qualcosa di nuovo, di lasciare gli Afterhours e di dare vita a questa band, oltre a proseguire i tuoi progetti solisti e collaborazioni varie?

Non credo di aver mai capito quando incominciare a sperimentare. Non so esattamente cosa voglia dire. Quello che per gli altri appare “sperimentale” a me non sembra poi così pseudoscientifico. Ma nel momento in cui Afterhours, Mariposa e Calibro 35 non riuscivano più a stare assieme ho deciso di lasciare una delle 3 band. Ti parlo del febbraio 2009 e stava per uscire il disco “Mariposa”, dei Mariposa appunto. I Calibro erano ancora all’inizio di un percorso che poi si sarebbe rivelato diventare un giorno il
mio stipendio (da fame ndR) e anche il mio grande divertissement.

Voi proponete della musica davvero particolare. Qualcosa di innovativo (nonostante il rimando al passato) e se vogliamo di non così facile ascolto. Come mai avete avuto questo grande successo secondo te?

I Calibro 35 funzionano forse perchè sono trasversali: piacciono ai punk, agli hiphopper, ai metallari, ai progster, ai mood, ai vecchi che guardavano quei film e ai giovani che li scoprono adesso. Poi essendo strumentali non abbiamo il problema dei testi che, in Italia, spesso determinano l’affezionamento di un pubblico generazionale. Poi funk, psichedelia e cinema non sono cose difficili per la gente. Anzi, per me sono cose più facili queste che non le nuove canzoni pop cantate dai vincitori dei talent show televisivi. Quelle sono le cose di difficile ascolto, per me.

Avete ricevuto premi e riconoscimenti anche qui da noi in Italia (stranamente). Qual è però la cosa che vi ha dato più soddisfazione? Un evento in particolare, delle parole che qualcuno vi ha detto..

Una mia amica che non vedevo da tempo che non sapeva che suonassi nei Calibro è venuta per caso ad un nostro concerto recente a Comacchio.  E mi ha detto “Sulla carta quello che fate non m’interessa per nulla. Io ero venuta per il gruppo spalla. Ma cazzo dal vivo fate paura: m’avete fatto rimanere anche se domani lavoro!” 
 
Avete anche suonato all’estero. In America per esempio avete ricevuto grandi consensi. Che tipo di pubblico avete trovato al di fuori dei confini italiani?

Sfatiamo un mito. Nell’essere convincenti o nel non esserlo i pubblici di tutto il mondo sono uguali: entusiasti se te la sei cavata, annoiati se non te la sei cavata. Fuori dall’Italia c’è lo stesso pubblico che c’è in Italia, dal nostro punto di vista. La differenza la noti dopo il concerto quando vengono a parlarti in un’altra lingua..

E’ da un po’ di tempo che mi chiedo una cosa su di voi, e non solo io. Sono circa cinque anni che siete sulle scene musicali proponendo questo genere di musica. Non vi è ancora venuto in mente di sperimentare altro? Voi siete dei grandissimi musicisti e mi piacerebbe un giorno sentirvi suonare composizioni di un genere completamente diverso, magari iniziando ad usare dei testi per i brani.. Credi che succederà un giorno?

Non avremmo niente da dire con dei testi nostri originali. Mica possiamo scrivere canzoni che parlino di sesso, inseguimenti e sparatorie? Al momento la gente si può immaginare quel che vuole con la nostra musica. Poi magari un  progetto discografico con delle voci lo metteremo in piedi. Ma è tutto da vedere..

E’ uscito da poco il vostro terzo disco “Ogni Riferimento A Persone Esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”. Come mai questo titolo e come è nato questo album? Ho sentito che ci sono delle novità rispetto ai vostri precedenti lavori..

Il titolo si ispira ai titoli di testa di “Indagine su di Un CIttadino al Di sopra di ogni Sospetto” di Elio Petri. La cosa particolare è che in quel film questa scritta, che di solito la si vede comparire alla fine di un film, è posta all’inizio. Come un dichiarazione d’intenti.
Nel nostro caso forse il senso è: “se ci siamo riferiti fino ad ora a compositori, film, musiche già accadute e già realizzate, da ora in poi quei riferimenti saranno casuali.” 
 
Avete in cantiere del nuovo materiale?

Abbiamo almeno una decina di brani di scarto dalle sessioni in USA fatte per questo disco.

So che amate molto la dimensione live, dove potremo sentirvi dal vivo prossimamente?

Et voilà!

01-03-2012  Roma  RM  Lanificio159  
02-03-2012  Giulianello  LT  Maison Alegia  
03-03-2012  Perugia  PG  Urban Club  
09-03-2012  Segrate  MI  Circolo Magnolia  
10-03-2012  Firenze  FI  Auditorium Flog  
16-03-2012  Bologna  BO  TPO – Teatro Polivalente  
17-03-2012  Pordenone  PN  Deposito Giordani  
23-03-2012  Palermo  PA  I Candelai  
24-03-2012   Catania  CT  Circolo Arci Mercati
29-03-2012  Battipaglia  SA  Toop  
30-03-2012   Conversano  BA  Casa delleArti   
31-03-2012  Lecce  LE  Officine Cantelmo

Dejanira Bada


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