Intervista ai creatori della SUGARKANE

Intervista ai creatori della SUGARKANE

Due giovani, due creativi (veri). Due ragazzi che hanno dato vita a un progetto ambizioso e ce l’hanno fatta: l’agenzia Sugarkane. Leandro e Nicolò danno speranza a questo paese e a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto da realizzare, magari mettendosi in proprio..

Per chi ancora non vi conoscesse, che cos’è la SUGARKANE, come e quando è nata questa idea e come è avvenuto il vostro incontro?

Leandro Manuel Emede: SUGARKANE è uno studio creativo a 360 gradi. Produciamo video musicali, video moda, curiamo lo styling e l’immagine in generale di ogni nostro lavoro. Inoltre ci occupiamo anche di foto per editoriali e campagne pubblicitarie.

Nicolò Cerioni : Io e Leandro ci siamo conosciuti 5 anni fa. Veniamo da due ambienti diversi ma abbiamo una visione comune del nostro lavoro. Noi viviamo, mangiamo e respiriamo cultura pop tutti i giorni, e per noi creare qualcosa di forte e “pop” appunto è diventata prima una missione e poi il nostro lavoro.

Allora, non ho capito se voi non siete stati “choosy” come dice la Fornero oppure proprio perché avete fatto gli schizzinosi avete deciso di mettervi in proprio e di non aspettare qualcuno che vi assumesse, fondando così la vostra agenzia per diventare padroni di voi stessi dopo tutti i lavori che avete fatto in passato..

Leandro Manuel Emede: Io non sono stato “choosy”, anzi a 18 anni per essere più indipendente ho fatto anche il commesso. Poi è stata la mia passione e la mia determinazione a portarmi ad avere uno studio mio a 30 anni, ma di lavori ne ho fatti tanti e gavetta tantissima.

Nicolò Cerioni: Nemmeno io sono stato “choosy”pur avendo avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha supportato molto, cosa che purtroppo non tutti hanno. Ho fatto tantissimi lavori, ho fatto il centralinista o l’assistente per gente molto meno brava di noi. E’ un percorso molto difficile, perchè si deve fare i conti non solo con il proprio orgoglio ma anche con i propri bisogni. Devo dire però che tutte le esperienze fatte, positive e negative, mi hanno insegnato davvero tantissimo e non avrei il livello di professionailità che ho oggi senza di queste.

Voi due vi siete formati all’estero, Leandro, di Buenos Aires, ha studiato Grafica Pubblicitaria e Music Video Production presso la University of Southern California, School of Cinematic Arts di Los Angeles, mentre Nicolò, nato nelle Marche, ha studiato a New York e poi a Milano, dove si è poi diplomato all’Istituto Europeo di Design. Come mai avete deciso di aprire questa agenzia proprio in Italia e non all’estero. Tutti sembrano fuggire se vogliono avviare un’attività, invece voi..

Leandro Manuel Emede: Personalmente provo un po di fastidio quando sento la gente dire che per lavorare bisogna andare via, per poi tornare. Siamo appena stati due mesi a New York per lavoro e gente che fa il nostro mestiere vuole venire in Europa a lavorare perche in America non ce la fa. Anche di là sono nella stessa situazione! Penso che dopo anni e anni che lavori in un paese inizi a vederne i limiti e quindi pensi che andando via troverai più respiro, ma non sempre è così. Poi certo, stiamo attraversando momenti turbolenti dove a volte la creatività è un po incompresa, ma sono gli addetti ai lavori coloro con i quali ci si scontra.  Io voglio solo fare belle cose e l’Italia che è la culla dell’arte e della bellezza!

Nicolò Cerioni: Noi crediamo fermamente che in Italia si possono fare delle cose belle come all’estero, basta avere cultura, non solo accademica ma visiva e popolare. Purtroppo è molto complesso perchè ci si scontra con gente che pur ricoprendo ruoli importanti vantano una visione retrograda dell’ambiente italiano, specialmente nella musica. Penso che andare in America e dire che si fanno cose belle conta poco, ma riuscire a fare una cosa che ha rilevanza anche all’estero qui in Italia è una soddisfazione.

Che musica ascoltate e preferite? Non so voi, ma io faccio veramente fatica ad apprezzare la musica italiana, per esempio. Voi, invece, lavorate con gli artisti del nostro paese e non solo. Sono tutti personaggi che ammirate o a volte vi trovate anche a occuparvi di artisti che non vi piacciono particolarmente? Tranquilli, non voglio sapere i loro nomi!

Nicolò Cerioni: Io vivo per la musica pop. Questo non significa che ascolto solamente Madonna, ma quello che amo del pop è che ha tanti livelli di lettura diversi, puoi rimanere in superfice o andare a fondo e scoprire i “link” ad altri generi, o a libri, film e via dicendo. Io penso che la musica italiana abbia tantissimi talenti, sia conosciuti che meno. Stimo tantissimo Jovanotti, grandissimo artista nel verso senso della parola o Laura Pausini, la più grande performer femminile che il nostro paese abbia mai conosciuto. Ma amo molto anche artisti più “indipendenti” come Maria Antonietta, I Cewingum e Il Cile (ora molto in voga) che portano avanti una cantautorialità tutta italiana fantastica, degna dei grandi del passato. Quando abbiamo iniziato il percorso di SUGARKANE ci siamo detti che il nostro sogno sarebbe stato lavorare con Jovanotti e Laura Pausini, e per ora è andata bene

Leandro Manuel Emede: Io ascolto di tutto, senza limiti. In questo periodo di italiani ascolto a ripetizione APRITI SESAMO di Franco Battiato (di cui sono il fan numero uno)

Come nasce il concept per un video, un film, una pubblicità, un servizio fotografico musicale o di moda? In base a cosa scegliete gli abiti, il tipo di inquadratura, lo stile che secondo voi è più adatto all’artista?

Leandro Manuel Emede: In realtà non è che c’è uno stile adatto o meno ad un artista. Noi abbiamo il nostro stile che poi dobbiamo riuscire a coniugare allo stile dell’artista. E’ una commistione… se l’intreccio funziona allora hai vinto.

Nicolò Cerioni: Dipende molto dall’artista con cui si lavora. Ci sono artisti che sono aperti a fare cose nuove mentre altri invece molto poco. Solitamente però si cerca un punto di partenza, che può essere un brano, un’ispirazione visiva, una fotografia e poi si sviluppa un tema e di conseguenza un’atmosfera da dare al lavoro che si sta producendo.

E’ più facile avere a che fare con artisti del mondo della moda o della musica? Indipendenti alla Maria Antonietta o attrici come Monica Bellucci (due nome che citiamo non a caso..)

Leandro Manuel Emede: Facile non lo è mai. Ogni artista ha il suo mondo e noi dobbiamo cercare di entrarci in un modo non troppo brusco. La cosa fondamentale è trovare un punto di incontro che non vuol dire per forza parlarsi tre ore finche non trovi un film o un piatto preferito in comune, ma avvolte significa capire i tempi ed i ritmi con i quali si vuole lavorare, sentimenti o atmosfere che hanno spinto a comporre un brano o viceversa sensazioni che vogliamo trasmettere con un video o una foto, soprattutto rispettare l’artista che ti trovi davanti. A me piace lavorare di più con la musica ma solo perche in questo momento è piu divertente, e quindi il mondo della moda mi affascina quando è anche questo divertente.

Nicolò Cerioni: Assolutamente della Musica. La Moda purtroppo in questo è momento è autoreferenziale, parla solo a se stessa, è un ambiente molto sterile. Nella moda c’è crisi perchè non riesce più a comunicare con il suo cliente finale. Se uno stilista oggi aspira a colpire un fashion blogger invece del suo cliente finale (che può essere il teenager in skate o la signora super elegante di via montenapoleone) è un fallimento già in partenza. In più in molti professionisti della moda c’è una maleducazione diffusa che è diventata intollerabile. Non che nella musica sia tutto rose e fiori, ma comunque l’industria musicale fa i conti con il loro cliente finale tutti i giorni, quindi su questo è più attenta.

Ho saputo che avete seguito il tour di Jovanotti in AmericaCome è andata, che esperienza è stata e di cosa vi siete occupati esattamente?

Leandro Manuel Emede: siamo stati una settimana in tour con Lorenzo, siamo andati a Washington, Philadelphia, Boston e anche a New York. Abbiamo girato un documentario su questa esperienza Americana. Sono 4 mini episodi che andranno online prossimamente sui canali di RedBull. Lavorare con Lorenzo è sempre bellissimo. In realtà non ti sembra quasi di lavorare perche stare con Lorenzo è un mix di viaggio con gli amici e corso intensivo di “TUTTO”… perchè Lorenzo sa un sacco di cose veramente su tutto, stare con lui è un continuo scambio di idee, esperienze, sensazioni, citazioni.

Nicolò Cerioni: Con Lorenzo lavorare è sempre un’esperienza bellissima. Lorenzo ha una dote che hanno solo i grandi: riesce a portare la tua professionalità su un altro livello, migliore, che forse non avevi immaginato di possedere. In più abbiamo curato la sua immagine nel suo nuovo video diretto da Muccino.

Cosa vuol dire essere un creativo oggi?

Leandro Manuel Emede: Sono sempre scettico  sulla parola “creativo”. Credo che nel nostro lavoro bisogna parlare di processi creativi… si pensa ad un concept, si sviluppa uno storyboard, un piano di produzione, si gira, si monta… sono tutti passaggi che fanno parte di un processo creativo ma non è che c’è un Signor Creativo ma c’è un o degli artisti che assieme a dei professionisti creano qualcosa.

Nicolò Cerioni: Per me essere un creativo significa creare delle cose belle e spingere i tasti che nessuno osa spingere. E’ molto difficile, spesso ci troviamo con lavori di cui siamo molto contenti ma che rimangono inediti, perchè i disocgrafici specialmente hanno sempre paura di qualcosa.

Sbaglio oppure oggi un po’ troppa gente si considera un “artista”? I giovani di oggi sembrano essere tutti fotografi, cantanti, attori, scrittori. Non trovate? Quali sono le qualità per esserlo veramente secondo voi?

Leandro Manuel Emede: Infatti, la parola “creativo” è nata per questo tipo di persone. Chi evidentemente sente che la parola Artista gli sta troppo larga, usa la parola “creativo” che è più di moda. Tutti siamo creativi, tutti “creiamo” qualcosa. Una bella foto con l’iphone può essere creativa ma non fa di te un Artista. Un Artista è colui che fa una foto che poi rimane nel tempo, una foto di cui tutti “usufruiscono” anni e anni dopo che è stata scattata: Guy Bourdin, Andy Warhol, Oliviero Toscani, Avedon. Loro sono artisti perché lo loro immagini ancora oggi le vedi e non puoi fare a meno che pensare, non sono solo belle foto ma portano con se qualcosa.

Nicolò Cerioni: secondo me la dote principale di un artista è la dedizione totale a quello che fa. Credo che da noi si pecchi di preparazione e di umiltà, due caratteristiche chiave.

Richieste strane da parte degli artisti o episodi assurdi (che potete raccontare) che vi sono capitati durante la vostra carriera?

Nicolò Cerioni: Diqueste ne abbiamo a bizzeffe. Una che possiamo raccontare, è quella di un artista che pur sapendo di avere un budget molto limitato per il video, voleva una stanza di un albergo 5 stelle per riposarsi ( lo shooting è durato poche ore) e per provarsi una giacca. Ci sono tantissimi aneddoti bizzarri, ma non si possono dire!

Chi è il braccio e chi la mente tra i due e cosa non sopportate l’uno dell’altro?

Leandro Manuel Emede: In realtà siamo complementari. io ciò che nn sopporto è che avvolte Nicolò è un po troppo testardo.  Nicolò Cerioni  Di Leandro quello che mi fa  a volte arrabbiare è che è spesso sulle nuvole ed è a volte troppo ingenuo

Un breve parere sulla situazione musicale e artistica in generale di questo paese. Cosa non va e cosa ci vorrebbe per investire e migliorare la situazione, almeno nel vostro settore, di certo non vi chiedo pareri su politica ed economia, meglio lasciar perdere..

Leandro Manuel Emede: Bisogna essere più inquieti penso, più curiosi, più agitati… non sopporto le persone che al venerdi dicono: “oooh meno male è venerdì”… io invece dico meno male è lunedi e posso fare mille robe. Credo che manca un po di passione e sopratutto capire che il modo di lavorare di tutti è cambiato radicalmente, è tutto completamente diverso da qualche anno fa e di questo in tanti non se ne rendono conto perché non c’è curiosità.

Nicolò Cerioni: Secondo me l’industria discografica è ad un punto di svolta. Io penso che la causa principale della profonda crisi che la coinvolge sia la mancanza di una progettualità e di una visone precisa da parte di molti discografici, che continuano a pensare ad un album o ad un video come si faceva 20 anni fa. I discografici dovrebbero sentirsi meno rockstar e più businessman. Se è vero che l’industria sta morendo per colpa di internet come è possibile che Adele venda decine di milioni di dischi e che il nuovo video di Justin Bieber abbia 40 milioni di visualizzazioni in un giorno? Quello è palesemente il lavoro di un team che sa cosa sta facendo. Grazie a internet il pubblico oggi è preparatissimo su tutte le novità ed è molto esigente: un teenager della provincia calabrese oggi vede le stesse cose a ha la stessa cultura musicale/visiva di un teenager di NYC e questo la nostra industria discografica fa finta di non capirlo.

E se non foste finiti a fare questo lavoro cos’altro vi sarebbe piaciuto fare nella vita?

Leandro Manuel Emede: No io non potrei fare altro. L’ho sempre detto che avrei fatto il regista.

Nicolò Cerioni: Non lo so ma forse in una vita precedente sono stato un cuoco, mi piace tantissimo cucinare.

 

di Dejanira Bada