Sfumata grigia

Sfumata grigia

di Ermione

Ammetto di aver tentato di leggerlo. Confesso, e senza alcun senso di colpa, di averlo chiuso e riposto per sempre qualche pagina dopo averne superato la metà. Sto parlando di “Cinquanta sfumature di grigio”, romanzo della scrittrice inglese E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard). Impossibile, o quasi, ignorarne l’esistenza: centinaia di copie costellano, ormai da troppi mesi, librerie, edicole e persino supermercati.
Un occhio discretamente attento si sarà reso conto che il volumone (548 pagine) non è il solo: simili in quanto a copertina, collocazione espositiva e quantità di copie ci sono anche “Cinquanta sfumature di nero” e “Cinquanta sfumature di rosso”. Un orecchio mediamente attento avrà di certo ascoltato il commento delle donne, per lo più entusiaste di questo bestseller erotico. Che sia in vetta alle classifiche è un dato di fatto, come è certo che non stia accennando a spegnersi il clamore suscitato dalla trilogia. Io diffido però dal definirlo un romanzo erotico: scontato e banale non risveglia inquietudini e non smuove gli animi. Un librone per “non lettori” o per “lettori occasionali”, con tanta voglia di scandalizzarsi e di credere alle favole tanto da affezionarsi anche alla storiella della James, alla storia d’amore e BDSM (sadomaso) tra Ana Steele e mr Grey.
Anastasia Steele ha ventun anni; vergine, pare ignorare l’esistenza delle fantasie erotiche; dispone di ridotte possibilità economiche. Christian Grey è un pò più grande di lei; indossa prevalentemente degli “eleganti completi” grigi, è bellissimo e tanto ricco da regalare auto, personal computer, libri antichi. Così dopo un incontro fortuito, ha inizio l’educazione al sadomaso. In cui lei si sottomette a lui, che non ama farsi accarezzare troppo ma che, tra una sculacciata e l’altra, le regala insuperabili orgasmi Anche quest’idea del “contratto di schiavitù” è già sentita, già sperimentata, noiosa.
Tanto clamore per nulla, dunque. Se dovessero avanzarvi 14 euro ora sapete cosa non acquistare.