Un film porno che inizia così – Hashtag

Un film porno che inizia così – Hashtag

Hashtag

Premesse escluse. Porno è un prefissoide di origine greca, gli possiamo attaccare tutto quello che vogliamo, partiamo ad esempio dal termine più diretto, prostituta.

Ad una prostituta possiamo attaccare quello che vogliamo e lei viceversa.

Porno è prostituta esattamente come la società che trovi attorno alla tua persona.

Un film porno che inizia così è uno sguardo cinico o smielato su come si svolgono i fatti nel nostro mondo durante il 2k14.

Un’ indagine sociopornologica attinente o meno agli avvenimenti quotidiani.

Sono un personaggio della mente di una persona ancora più grande di me.

Compongo il 25 % dell’esistenza di questo essere cui partecipo.

Solo per la sua affermazione e divertimento. Come tutti divido la mia personalità in compartimenti stagni ed energie da utilizzare per la mia produttività, la mia bellezza, il mio divertimento, il mio erotismo e la mia affermazione.

La nostra società vive di poche stronzate:

La carriera, quella malattia da attacchi di panico misto la stronzata più grossa da raccontare in giro, il terrore del non essere piaciuto e rispettato che si fonda principalmente sull’ego economico che si scontra direttamente con l’egonomia, cioè tutte quelle azioni che facciamo o non facciamo per praticare una determinata attività.

“Ok sei assunto come cameriere in regola e retribuito”.

“Cose da matti ! Scelgo lo stage non retribuito, faccio fotocopie, imparo niente, valgo nulla ma entro dentro ad un ufficio fighissimo”.


Questa è la corsa al lavoro impossibile. Non dico che non si troverà mai, ma dico accettala, una normale attività in grado di mantenerti e darti ossigeno, per produrre progetti paralleli di elevato interesse.
 Il lavoro della nostra vita è il nostro hobby, non capendolo faremo la fine di quelli che vanno a Berlino o Londra a lavare piatti e in parallelo fanno anche i performer / art director / fotografi / musicisti etc etc. Ma a Milano non li puoi lavare i piatti e fare la stessa cosa ?

Modah.

A mio parere insignificante come una H a fine parola. H sospirata dopo ogni frase per darsi un tono. Niente toni nella moda, mono tono, stonata, si può dire che l’attuale culto della moda riceve i finanziamenti dalle proloco calabre che mandano eserciti di aspiranti stylist, fashion designer, sarti e visual in giro per le capitali del mondo. Presente quello che va a Londra a lavare i piatti che dicevamo prima? Questo invece scappa da Cosenza per prendere cazzi a Milano. 
Tipo un “non sapevo di essere frocio”. Vai amah.
Colgo l’occasione per salutare mia madre di Messina. Visto mamma? Un insulto ai calabresi l’ abbiamo infilato anche qui.
Ok ritrattiamo, la moda governa il mondo e governa l’attitudine, vorrei solo capire chi sta lanciando le mode ultimamente, questo è il mio tarlo continuo. Mi sembra di rivedere una continua ripresa di oggetti e tendenze di 20/10/8 anni prima, senza alcuna capacità demiurgica.

Locali e vita notturna.

Giovani poveri, ricchi, dissociati, vecchi Peter Pan, abeti di Natale umani, ebeti, men in black shorts, vip, pr, djs, fotografi, puttane col pene, puttane in cerca di pene, malati, ricercati, cultori della musica, cultori del culo, alcolizzati, tossici, alcolizzati del week end, afteristi anonimi, dissociati, disagiati, party harders, e di ognuna di queste, i wannabe che marciano assieme a quelli che escono dalla gabbia al sabato sera. Ecco l’esercito del Pueblo de la noche, facciamo così ridere che anche Italia Uno è riuscita a farne un format. 
La vita mondana è un bel pugno nello stomaco alla felicità. Un blocco di merda addobbato a festa con tanto di glitter in cui le regole primarie scompaiono in virtù della trasgressione, che stiamo trasgredendo così tanto che ormai guardo le televendite dei depuratori d’acqua per masturbarmi forte, fortissimo, di più. Pura. Duplè Paura! Diprè perdura!



Cultura



Possiamo parlare di cultura se parliamo di trascorsi, tradizioni, tramandare, accrescere, implementare valori di sapere, salire una scala verso la conoscenza, verso la scienza.
Accrescere, progredire sulle spalle di giganti. Povero Vico io un po’ ti penso quando la Statale lancia la nuova laurea in videogames. A 6 anni mi sarei laureato con la programmazione del gioco dell’impiccato fatta sul mio fantastico Spectrum 128 k con tanto di giochi a colori e cassettina con i suoni dei modem 56. Un’ora di load della cassettina per caricare una battaglia tra barbari in cui la special mossa consisteva nel ghigliottinare la testa al mostro. Questo lo chiameremo Storia Medievale dei videogiochi ?
No, la chiamiamo riduzione dei parametri culturali per concedere alla nostra amata società di avere ancora più dotti in giro, ridicolizzare il sapere e rendere il tutto più vendibile, più pornografico.

Coppie



Si dice di un insieme di due oggetti o persone che si trovano in una qualche stretta relazione; in sociologia, indica l’insieme di due partner.
 Nella nostra porno society possiamo comunque ritrovare:

Coppie di fatto, unione civile per chi non è riconducibile per scelta o caratteristiche al matrimonio. (E che cazzo vuol dire?)

Coppie di fatti,  un insieme di due persone legate dall’utile, dalle azioni e dal costante esercizio nella compravendita. Le coppie che si annoiano senza fare, consumare, regalare. L’atto sessuale è condito da milioni di dettagli, manette, profumi, oli, puttane, schiavi, guardoni.

Coppie di strafatti, insieme di due persone legate dal consumo di alcool, droga, feste e after. Quello strano imbarazzo del ricordarsi il nome a volte, quella strana sensazione del non cercarsi se non dopo le tre di notte, strafatti. Difficilmente si arriva all’atto sessuale se non grazie alle buste, i soggetti in questione prediligono comunque il sesso istantaneo, che può avvenire in parcheggi, parchi, cessi, autobus o nella mente.

Coppie da scatti,  un insieme di due persone legate dall’immagine, dalle passerelle, da Instagram, dal farsi notare ed essere visti, una violenta carica narcisistica che avvolge la coppia e la trasforma in un patinata unione di vip e sono subito Balotelli e Raffaella Fico, Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, mentre camminano per i tristi viali di Milano Marittima fotografandosi con un gelato da 1.80 in mano, sciolto dai minuti di posa. 
Questo se la coppia è forte, se l’ego è di solo uno dei due ci troveremo ad osservare una triste messa in scena della grande Tina Cipollari e del suo uomo di cui nessuno sa un cazzo.

Coppie da schiaffi, oltre alle precedenti categorie possiamo qui inserire un insieme di due persone legate dalla violenza che avviene in luoghi domestici o pubblici senza alcuna discriminazione.
Sono le coppie a cui piace violento, che lo devono far sapere agli amici e ai compagni di cena, quelli che ti rovinano anche il giorno di Natale quando porti i regali ai bambini malati di leucemia per sentirti buono. Questi copulano da Dio, altrimenti non si spiegherebbe.

Questo il mondo in cui si muoverà questa rubrica settimanale. Il mio intento è quello di sviscerare tutti gli hashtag umani e trovare dove andare per essere unici o per non esserlo, sempre che io non riesca a mantenere fede alla promessa che mi feci un tempo, quella di togliermi la vita  dopo l’ennesima visione di Pippo Baudo alla Tv.  Ma pare si sia ritirato.


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alex tilt

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