Intervista a LowLow & Mostro

Intervista a LowLow & Mostro

Sì, lo sappiamo tutti, il rap è la musica del momento. Non che prima non funzionasse, ma molto meno, almeno qui in Italia. Ora grazie a tanti artisti, da J-Ax a Fabri Fibra e non solo, questo genere sembra essere il genere più seguito e amato, forse anche più del pop. Abbiamo incontrato due giovani leve del genere (giovani per davvero), ma che stanno già spaccando, per usare un gergo un po’ più giovanile. Perché qui essere al passo con i tempi è sempre più dura e LowLow & Mostro mica scherzano. Leggete cosa ci hanno raccontato e come ci hanno risposto…

Perché proprio il rap per esprimerti?
Perché sono il migliore in quello che faccio.

Con che musica sei cresciuto?
Con il rap, americano.

Quando hai capito che questa era la tua strada?
A tredici anni facevo freestyle da due settimane, e ho fatto il mio primo contest, il resto è storia.

Come hai conosciuto Mostro e come è nato questo EP?
Ho conosciuto Mostro a scuola un po’ di anni fa, questo Ep è stato il frutto di un progetto pensato a tredici anni che è maturato e cresciuto per anni e anni prima che fossimo davvero pronti

Perché LowLow?
Perché suona bene e perchè sono basso basso ahahahahahah.

Sei molto giovane, eppure nei tuoi testi parli da uomo vissuto, che ha già visto tanto e capito molto. È così? È sbagliato sostenere che un “ragazzino” non possa esprimersi in un certo modo…
Non sono un uomo vissuto, sono un ragazzo di ventun’anni che ha vissuto esperienze simili a molte altre persone, ma a differenza degli altri io le metto in metrica.

La tua adolescenza è praticamente ancora in corso, ma gli anni più duri di solito sono quelli dai tredici ai diciotto. La tua che tipo di adolescenza è stata?
La mia adolescenza è stata segnata dal rap che mi ha rapito e mi ha dato tanto ma si è preso la mia vita e di certo non sono stati facili gli anni fra i tredici e i diciotto ma le sofferenze affinano l’ingegno e la fatica di anni sta ripagando adesso.

E la tua famiglia che tipo di famiglia è? Ti supporta, ti aiuta in ambito musicale e non solo?
I miei genitori mi hanno sempre supportato dal giorno 1, tanto che alla mia prima gara di Freestyle c’era mia madre fra il pubblico; e quando, con il nostro ultimo Ep siamo esorditi al primo posto della classifica generale iTunes, la sono andata a svegliare alle tre di notte per dirglielo.

Perché i rapper di oggi sono così tanto odiati e criticati? Ci sono gli haters nel mondo degli indie, ma non mancano neanche nel vostro…
Gli haters sono fondamentali e fanno parte del gioco. “è quando iniziano a odiare che sai di avere colpito” (cit. J-Ax), penso non ci sia nient’altro da aggiungere.

E l’ambiente del rap cosa pensa di te? C’è qualche altro rapper famoso e più datato che ti stima e altri che ti “odiano”? Vogliamo i nomi!!
Siamo in un periodo molto fortunato, e diciamo che veniamo più amati dai fan stessi che dai rapper. Non voglio dire che sia invidia .. ma una cosa del genere. Non farò nomi, e non vi darò questa soddisfazione…

Qualche giorno fa Fedez ha dichiarato che si è rotto di sentir dire che i rapper in Italia devono stare nei ghetti, non pensare al denaro, a differenza dell’America, dove invece i rapper di soldi ne fanno a palate. Cosa ne pensi? Secondo te se un rapper fa i soldi e diventa famoso è solo un venduto? E perché in Italia c’è questa credenza?
Non è stato Fedez il primo a rendersi conto che il modello di rapper che viene dal ghetto, che ruba i motorini e ha la madre tossica di crack, e che non punta a fare i soldi sia un modello superato. Siamo nel 2014, è il caso di svegliarsi.

Perché si sente parlare di rap anche in tv e a livello mainstream solo di questi tempi? Tu sei giovane, molto giovane. Il rap in Italia c’era anche negli anni ’90, ma non era di certo la musica che andava di più, almeno, non in questo paese. Secondo te da dove scaturisce questa presa di posizione del rap in Italia? Perché i ragazzini che lo fanno oggi sono carini, piacciono alle ragazzine e quindi vendono e fanno audience o perché l’Italia ora magari è più pronta a un genere musicale come il rap, o perché il rap è diventato di maggior qualità?
È chiaro che questo è il nostro momento. È grazie ad artisti come Fabri Fibra che il rap ha preso piede in questo paese. Adesso siamo nel momento d’oro di questa musica in Italia.

È solo una moda il rap del momento?
Questo è l’unico genere che attraverso i testi che parla ancora di qualcosa, e arriva con un messaggio diretto a un pubblico che va dal ragazzino alla persona più adulta che si riconosce nelle rime.

Dove ti vedi tra dieci anni?
Se il rap fosse una cosa banale io di certo non farei questo ma altro. Fra 10 anni è difficile come mi vedrò, spero al top con questa musica.

Date live in arrivo?
Per adesso ci stiamo concentrando sul nostro in-store tour. Il 18 Ottobre (ultima data dei firmacopie a Roma) comunicheremo le prime date del live tour che inizierà poco dopo.

 


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