Boldini a Milano, la recensione della mostra

Boldini a Milano, la recensione della mostra

Che ci crediate o meno Milano, per questa stagione invernale pre Expo 2015, non ha organizzato un palinsesto di mostre di artisti esclusivamente stranieri, ma anzi, molte sono le mostre dedicate ad artisti nostri compatrioti; peccato però che se ne parli molto meno. Tutti noi, infatti, sappiamo della straordinaria mostra dedicata a Van Gogh, o di quella dedicata a Chagalle, ma pochi, pochissimi sanno di questa bellissima personale dedicata all’artista italiano più francese di sempre: Giovanni Boldini.

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Molto azzeccato il nome scelto dai curatori di questa mostra (Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes): “Boldini parisien d’Italie”, ovverosia “Boldini il parigino d’Italia”. Difatti, il debole per i salotti borghesi che il pittore ferrarese ha sempre avuto fin dai suoi primi anni di adolescenza, lo ha portato fino a Parigi, dove l’artista ha avuto modo di formarsi e maturare per divenire uno degli artisti più richiesti dell’epoca, quella della Belle Epoque. Egli si avvicina fin da subito all’impressionismo dilangante, ma preserva comunque un aspetto del tutto personale: una grinta ed una precisione di pennellate che sono divenute oramai la sua firma. La frequentazione dei più illustri salotti parigini lo porta a fare amicizia con le persone più importanti del mondo artistico e non solo, ed in men che non si dica Boldini diviene il ritrattista più richiesto dell’epoca, grazie al suo stile impressionista unico, che nel contempo raffigura appieno un individuo, riuscendo però a dargli una nota sognante e quasi fiabesca, circondandolo di un mondo evanescente fatto di pennellate graffianti eppure dolci e delicate.

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Innumerevoli sono i “vips” della Belle Epoque che non hanno resistito al suo fascino e hanno commissionato all’artista un loro ritratto, ed in questa bellissima mostra al GAM Manzoni ne è stato esposto più di uno: come il ritratto alla principessa Radziwill, così seducente e dolce allo stesso tempo da essere stato scelto come immagine di riferimento per la mostra. In questa esposizione sono stati raccolti, oltre ad alcuni dei più bei ritratti di signora dell’opera del pittore italiano, anche alcuni dipinti di natura morta e paesaggi, per un totale di 40 opere (molte delle quali mai viste prima, perchè provenienti da collezioni private).
Una mostra piccola solo di dimensioni, perchè grande nel contenuto, con la quale veniamo trasportati in un batter d’occhio in uno dei periodi storici più nostalgici di sempre, la Belle Epoque parigina. Noi, giovedì 23 ottobre, siamo stati all’inaugurazione di questo bellissimo evento tutto italiano, che ci ha fatto perdere però fra le ville più belle di Parigi, grazie a questi quadri che sono un vero e proprio specchio di una storia del costume con un fascino irresistibile.

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Non possiamo fare a meno di consigliarvi vivamente di visitare questa incantevole mostra, che da qui fino al 18 gennaio 2015 sarà ospitata alla Galleria d’Arte Moderna Manzoni (GAM Manzoni), un piccolo ma vivacissimo spazio espositivo situato in un suggestivo cortile milanese in via Manzoni (fermata MM3 Montenapoleone).

 



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