Intervista a The raveonettes

Intervista a The raveonettes

A sorpresa sono tornati con un nuovo album intitolato Pe’ahi, e noi, a sorpresa, li abbiamo intervistati. Sette gli album dei The Ravonettes. Una lunga carriera alle spalle, una carriera silenziosa ma molto produttiva. E presto, forse, potremmo anche vederli dal vivo in Italia e al cinema…

Dopo quasi quindici anni di carriera, come è il vostro rapporto professionale rispetto all’inizio?

Molto più stabile. Le persone cambiano nel corso di un lungo periodo e così anche le relazioni.

Parlando di Pe’ahi, Cosa volete esprimere con il vostro nuovo album?

Pericolo, confessioni, emozioni crude, elettricità, vibrazioni del cinema e tutte le cose fighe.

Siete stati davvero prolifici durante la vostra carriera, finora avete pubblicato sette album e cinque Eps. Come nascono di solito i vostri dischi?

Comincio a pensare a varie idee e comincio a scriverle. Mi siedo al pianoforte e prendono forma i frammenti e le idee musicali. Ricerco vari argomenti o persone e lentamente comincio a mettere insieme i pezzi.

Ogni album ha sempre qualcosa di diverso da quello precedente, che cosa vi ha ispirano questa volta?

La storia del surf nel Southern California. Volevo usare diversi timbri e strumenti come l’arpa, per esempio. Fa il suono interessante, penso.

L’influenza Hip Hop nel tuo lavoro è stata una caratteristica permanente fin dall’inizio. Da dove e quando è nata?

Sono cresciuto con la musica hip hop nei primi anni ’80 ed è sempre stato il mio primo amore. Amo la breakbeat e la userò sempre nella mia musica.

State sviluppando un altro progetto individuale o collaterale? Forse al di fuori del campo musicale?

Penso che mi dedicherò al cinema, l’ho anche fatto un po’. È una cosa con cui ho avuto sempre a che fare e mi è sempre piaciuta, ma ora penso che ho bisogno di fare un passo ulteriore.

Non ci sarà alcuna possibilità di vedervi presto qui in Italia?

Entro la fine dell’anno sì…


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