Last Internationale – We will reign (Epic)

Last Internationale – We will reign (Epic)

Di: Aldo Pacciolla

Il rock è morto o il rock è vivo? Una domanda che ci si pone spesso ed alla quale ognuno di noi da un po’ la risposta che vuole. Per qualcuno i tempi sono cambiati, dobbiamo farcene una ragione ed allora ci sta che gli U2 facciano da testimoni alla Apple e che i nostri “idoli” salgano sul palco vestiti da Dolce & Gabbana. Per altri la cosa è inaccettabile. Sono i cosi detti nostalgici, quelli che di solito snobbano le nuove uscite dell’area rock, si sono buttati sui cantautori, sull’elettronica, e solo quando l’astinenza sale a livelli insopportabili si sparano un qualche disco del passato, con aria malinconica. Ecco, per questa seconda categoria l’album di debutto dei Last Internazionale sarà una boccata d’aria freschissima. Già dal nome che richiama all’internazionale dei lavoratori, ed all’ideologia socialista fanno pensare ad un certo piglio dai connotati politici, roba fuori dal tempo insomma. Senza andare troppo indietro fino agli anni ’70, in cui il connotato politico nel rock era consueto e quasi obbligato, anche nei ’90 con band come Pearl jam e soprattutto Rage Against The Machine la canzone di protesta unita ad un sound duro era in gran auge. E proprio da quei rivalutati ’90 che la band prende spunto, anche e soprattutto grazie all’apporto di Tom Morello dei RATM che, dopo aver sentito i pezzi della band di New York se n’è innamorato. Innamoramento che ha portato lo stesso Morello alla produzione del disco, dopo aver consigliato Brad Wilk come batterista, Brendan O’Brien e Brendan Benson alla produzione. Un gruppo di lavoro formato da “All star” che ha inevitabilmente segnato in positivo l’esordio dei Newyorkesi. “We will reign” è un disco di rock tostissimo capace di unire riff secchi alla RATM in pezzi come “Killing Fields”, l’hard blues alla Jack White in “fire”, ballate (non d’amore, considerando che il testo affronta le dure condizioni dei lavoratori nelle miniere) dal sapore vagamente seventies in “Devil’s dust”. Il singolo “Wanted man” mette in risalto la voce potente della cantante Delila Paz, ed anche l’unica cover presente, “Baby it’s you” delle Shirelles con il suo incedere funky-blues risulta manna per le orecchie dell’ascoltatore nostalgico. Nostalgia si, ma anche una cura moderna ed attuale del lavoro, fanno di “We will reign” il disco rock più riuscito, non esageriamo, degli ultimi cinque anni!


Tags assigned to this article:
Last Internationale

Related Articles

Metallica, fuori ‘Hardwired…To Self-Destruct’

Metallica, fuori ‘Hardwired…To Self-Destruct’

Rocky Horror Show a Milano, la recensione

Dopo 40 anni dalla distribuzione di uno dei cult cinematografici più divertente e allo stesso tempo trasgressivo di sempre, The

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.