Mr. Big, la recensione del concerto

Mr. Big, la recensione del concerto

Allora, sarò spudoratamente, vergognosamente di parte, perché: “Mr Big è grande e Paul Gilbert è il suo profeta!” Tanto per chiarire subito il mio livello di fanatismo che sconfina nella devozione! Quindi questa non sarà una recensione, ma un peana, un ditirambo, un’elegia dedicata ad un gruppo che dal 1988 è la migliore rappresentazione dell’Hardrock. Un’Hairband così tecnica e talentuosa che qualcuno trova perfino esagerata, (troppo bravi)! Eretici! Dunque, band al completo, Eric Martin: voce ancora più che dignitosa. Billy Sheehan: solito grandissimo virtuoso del basso in gran forma. Pat Torpey: grandissimo, nonostante le vicissitudini che conosciamo, infatti ha avuto bisogno dell’aiutino; ma va bene lo stesso. E poi, Lui. Pablo Gilberto, come lo hanno chiamato durante la presentazione. Per me, il più grande chitarrista rock in circolazione.

Ogni volta, andare a vederlo e sentirlo suonare, è un pellegrinaggio! Talento, tecnica mostruosa, velocità coniugata al buon gusto; il tutto fatto con una naturalezza disarmante. Fa anche molto incazzare, almeno un chitarrista dilettante come me, che darebbe qualsiasi cosa per saper suonare come lui. Cosa impossibile, quindi mi accontento di godere delle emozioni e sensazioni travolgenti che mi trasmette. So già, che ci saranno i fan dei vari Steve Vai, Malmsteen, Satriani ecc. che non saranno d’accordo; perché ognuno riterrà il proprio beniamino il migliore di tutti, senza discussione. Ma è giusto che sia così. Perché la musica, e i musicisti sono vari, diversi, ed ognuno fa proprio, il genere e il musicista, che più gli trasmette emozioni che lo esaltano, lo fanno stare bene, gli fanno venire voglia, magari, di cimentarsi a suonare uno strumento. Bellissimo. Io stesso ho cominciato a suonare la chitarra negli anni settanta, per merito di Crosby, Stills, Nash & Young, miti assoluti del periodo.

Comunque, scaletta bellissima, giusto logico mix di pezzi storici e nuovi, (da risentire e metabolizzare, come tutti i nuovi lavori). Live di Trezzo, come sempre all’altezza della situazione; pieno fino all’inverosimile, il che, la dice lunga, sul seguito che ha ancora questa “vecchia” gloriosa Band. Tutto molto bello, coinvolgente, entusiasmante, finale estroso, con scambio dei musicisti: Paul alla batteria, Eric al basso, Billy alla chitarra e Pat alla voce simpatico e commovente. Cosa chiedere di più ad un concerto rock? Quando esci contento, soddisfatto, divertito, nel mio caso, poi, in totale deliquio, per aver visto in azione il mio idolo assoluto. Meglio di così?! A presto.

La scaletta:

Daddy
The Ride
American Beauty
Undertow
Alive
I Forget to Breathe
Take Cover
Green
Underground

The Monster in Me
Rock & Roll Over
As Far as I Can See
Wild
East/West
Just Take My Heart
Fragile
Around the World

Addicted

To Be With You
Colorado

Living After Midnight
Mr. Big

Blame It On Me
Take a walk
The Whole World’s


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