Sin City: una donna per cui uccidere. La recensione

Sin City: una donna per cui uccidere. La recensione

Non atteso, attesissimo: il secondo capitolo che ripercorre la saga a fumetti di Frank Miller è finalmente uscito anche nelle sale italiane. La pellicola riprende le vicende del primo capitolo uscito oramai nove anni fa, e gli assomiglia in tutto e per tutto: nella scelta stilistica così simile al fumetto, che prevede l’uso del bianco e nero, ma che colora esclusivamente alcuni oggetti o personaggi del film; con la violenza così schietta e quasi naturale; e nel tentativo di avvicinarsi ad un genere ormai quasi scomparso: il noir. Alcune cose vanno molto meglio rispetto al suo predecessore, come per esempio l’uso della tecnica del chroma key, ovvero del green screen, difatti visivamente il film è molto più accattivante del primo capitolo della saga, ma questo è tutto. Seppure si è tentato di rievocare il successo di Sin City, Una donna per uccidere non ha saputo reggere il confronto. Poca sostanza c’è nella sceneggiatura, e pochissima sostanza nell’identità dei nuovi personaggi, ed il solo incremento grafico non può sopperire a queste mancanze.

La suddivisione delle storie del film, poi, con alcuni episodi che si svolgono prima degli eventi del primo film ed altri che si svolgono successivamente, ha creato non poca difficoltà nel comprendere il collocamento di questa pellicola rispetto a Sin City.  Il primo capitolo del film, infatti, vede come protagonista il buon vecchio Marv, che nel film precedente avevamo visto morire sulla sedia elettrica. Quindi si inizia dall’inizio, da prima degli avvenimenti di Sin City.

Il nostro antieroe si ritrova vittima di un incidente stradale del quale non ricorda nulla, così cerca di “rimettere insieme i pezzi” e pian piano ci viene rivelato ciò che ha causato l’incidente stradale, e cioè Marv stesso, all’inseguimento di un gruppo di ragazzini viziati che avevano dato fuoco a dei barboni innocenti.

Il secondo capitolo ci presenta un nuovo personaggio, Johnny, un giovane in cerca di fortuna, che entrato in un locale dove sa si può giocare d’azzardo, e riesce a ottenere un sacco di soldi da alcune slot machine con l’aiuto di una giovane ragazza, soprannominata da lui miss fortuna. Il giovane usa quei soldi per vincere tutte le mani di una partita a poker contro il senatore Roark, il quale però non prende bene la sua perdita e ripescando il giovane per strada lo fa malmenare dai suoi, i quali gli piegano tutte le dita della mano destra per poi lasciarlo al loro capo che si rivela come suo padre e gli spara in una gamba.

Il terzo capito ci ripresenta Dwight, nostra vecchia conoscenza, che però vediamo per la prima volta con la sua vera faccia, perchè anche questa volta i fatti si riferiscono ad un periodo precedente a Sin City.

Egli è un investigatore privato che pedina i mariti infedeli per aiutarne così le mogli. Un giorno per una sua vecchia fiamma lo chiama in cerca di aiuto, Ava. Egli è restio ad aiutarla, ma quando la donna gli racconta la sua situazione disperata egli si invaghisce nuovamente di lei e decide di aiutarla. Con il sostegno del suo vecchio amico Marv fa irruzione nella casa del ricco marito-padrone di Ava e lo ammazza. Non appena ucciso l’uomo la donna rivela a Dwight la verità, il suo marito morto non le aveva mai fatto nulla di male, ma lei voleva i suoi soldi e Dwight uccidendolo l’ha fatta diventare una donna molto ricca. Ferito gravemente da Ava l’uomo viene salvato dal suo amico Marv che lo accompagna alla città vecchia, dove lo attende un’altra vecchia fiamma di Dwight, Gail. Le donne della città vecchia aiutano Dwight perchè egli in un modo o nell’altro in passato le ha aiutate, prime fra tutti Miho. Così Gail e Miho tornano alla casa di Ava insieme a Dwight oramai guarito e con la sua nuova faccia. L’affascinante e diabolica Ava sembra riuscire nuovamente ad incantare Dwight, il quale però ha visto il vero volto della donna e fingendo di amarla nuovamente, con un bacio le spara a morte.

Ritorniamo alla storia di Johnny, agli avvenimenti successivi il primo film. Egli riesce a farsi sistemare la mano e a togliere il proiettile da un “medico” di strada. Ma subito il suo pensiero torna alla giovane donna, Miss Fortuna. Così corre verso il luogo dell’appuntamento che aveva con la ragazza, ma vi torva il senatore ed i suoi, che hanno appena finito di smembrare la ragazza.

Egli riesce a sfuggire, ma è senza soldi e non sa come vendicarsi del senatore, ma alla tavola calda dove elemosina un bicchiere d’acqua la cameriera gli dona un dollaro, non molto, ma abbastanza per Johnny, il quale nuovamente nel locale delle slot riesce a guadagnare abbastanza soldi per giocare nuovamente a poker contro suo padre. Le prime mani fa finta di nulla e lascia vincere il suo vecchio, ma l’ultima si gioca tutto e vince, cosa che però  non va a genio al padre il quale lo ammazza a sangue freddo.

Parallelamente alla storia di Johnny, sporadicamente, ci è stata presentata anche la storia di Nancy, oramai alcolizzata e sempre più depressa per la morte di Hartigan, che vuole assolutamente vendicare uccidendo il senatore. Molte volte ha tentato di ucciderlo con una pistola, che oramai fa parte dei suoi pezzi allo streep club, ma non ci è mai riuscita, sa di avere bisogno di aiuto.

Così un giorno si taglia i capelli e si ferisce il volto, correndo da Marv a riferirgli che è stato Roark a martoriarle la faccia. Marv, il quale ama la piccola Nancy come fosse sua sorella, corre subito in suo soccorse e i due riescono ad entrare a casa del senatore, ma quando Nancy si trova faccia a faccia con lui quasi non riesce ad ucciderlo, ma l’apparizione di Hartigan allo specchio spaventa il senatore e permette così a Nancy di vendicare il suo amato.

Non si può certo definirlo un brutto film, ma il paragone con il precedente è veramente impossibile da fare. Molto poco noir, molto poco splatter, insomma questo nuovo capitolo sembra un pò la versione per bambini di Sin City, perchè la violenza c’è, è vero, ma non si vede. Le storie sono molto poco convincenti e non hanno lo stesso spessore delle storie del primo capitolo, probabilmente anche a causa del “collante” che riusciva a tenere uniti i vari capitoli del primo film.  Però il cast è eccezionale, sia per i vecchi volti: Jessica Alba, Bruce Willis e Mickey Rourke; ma anche per le new entry: Joseph Gordon Levitt, Eva Green e Josh Brolin. Poi sono sempre Frank Miller e Robert Rodriguez, uniti per una buona causa, per cui… Possiamo dire che li rimandiamo a settembre, con la speranza di un terzo capitolo migliore, o almeno paragonabile al primo.


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