Noi non esistiamo

Noi non esistiamo

Di: Marco e Luigi

 

Noi non esistiamo.

Per ogni mondo esiste una sola coscienza che proietta altre coscienze. Ci sono tanti mondi, con altrettante coscienze che proiettano false coscienze inconsapevoli di non esistere; le prime non interagiscono mai tra di loro. Quindi, ogni mondo ha una sola e personale coscienza, reale ma virtuale. Le coscienze reali non sono incarnate in una fisicità concreta, sono bensì frutto di impulsi elettrici. Ciò che noi vediamo altro non è che una proiezione del nostro (*) cinema personale.
Perché un determinato film ci piace così tanto? Perché lo abbiamo creato noi. Perché non esiste ancora una soluzione inerente all’ordine dei numeri primi? Perché questa (*) coscienza non sa un cazzo di matematica. Perché sto male? Perché penso di non meritarmi il bene o non credo che il bene esista, dunque non lo proietto.
Siamo in due (Marco) a scrivere questo editoriale per Jay Mag, ma uno di noi è un fake. Ognuno crede di essere quello vero, ma è più vero colui il quale pensa di esserlo: dunque io (qui arriva l’asterisco). L’altro è per forza un falso, dal momento in cui IO so di sentirmi vivo.
Però, se chiedessi a Luigi di arrivare in orario in ufficio, lui comunque non lo farebbe. Questo perché, in caso di sua obbedienza incondizionata [ma mia, essendo proiezione di IO (ma non l’Io ricollegabile all’Ego)], avrei decriptato il sistema “mono-cosciente virtuale”; cosa assolutamente non permessa dal comandante in capo.
Naturalmente, ci saranno commenti negativi all’editoriale ma non m’importerà, poiché so che saranno stati scritti da questa stessa coscienza. Chi lo leggerà o chi lo criticherà sarà solo una proiezione di me stessa. So fuk Urself and live (but don’t leave) my Life.
Perché allora questa coscienza scrive un editoriale per nessuno?
Si annoia ed è consapevole di vivere in un mondo virtuale, così come la torre di Pisa pende (verso sinistra o verso destra? Una volta l’ho vista dritta), Billy Corgan è grasso e Dio non esiste.

 

 

La loro biografia su Facebook cita: Marco Ricci, musicista nato a Jyväskylä (Finlandia) e cresciuto in Trentino Alto-Adige, fonda il progetto Casa del mirto nel 2005. I primi due album, ossia Supertrendycoolfashion (2009, Mashhh!) e Numero Uno (2009, Mashhh!) sono caratterizzati da uno stile musicale che può essere associato alla musica house, tipica degli anni ’90.
Nel 2010 viene pubblicato un minialbum costituito da 6 tracce scaricabile gratuitamente dal sito della band e intitolato The Eternal. Già a partire da questo lavoro, lo stile musicale svolta verso un suono più introspettivo e accogliente, riconducibile al genere chillout. Sempre nel 2010 vengono pubblicati il singolo The Haste e l’EP Acafulcro.
Nella primavera del 2011 viene pubblicato l’album 1979 (Mashhh!). Nel settembre dello stesso anno è la volta dell’album The Nature. In questo album compaiono numerose collaborazioni, tra cui quella con il gruppo inglese dei Cornershop e quella con Freddy Ruppert, aka Former Ghosts. Nell’anno 2011 vengono apprezzati anche all’estero: il sito/blog australiano Indie30 li colloca tra i 30 migliori artisti dell’anno[1], mentre il sito del giornale britannico The Guardian li propone come una delle migliori band nel mese di marzo[2].
Nel marzo 2012 viene pubblicato l’EP Taxus Baccata.
Ad inizio 2013 la band annuncia la nascita del nuovo progetto Pølaris, frutto della collaborazione con il cantante americano Kevin Grivols, alias Ké. In maggio viene pubblicato il singolo Bombino.


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