Lo spettacolo deve ancora cominciare… Cari LITFIBA!

Lo spettacolo deve ancora cominciare… Cari LITFIBA!

Ottobre 1980

Località ITalia
città FIrenze
via dei BArdi 32

In uno scantinato posto sotto il livello dell’Arno, Francesco Calamai alla batteria, Antonio Aiazzi alle tastiere, Gianni Maroccolo al basso e Ghigo Renzulli alla chitarra stanno provando qualche pezzo in attesa di conoscere il nuovo cantante. Arriverà da li’ a poco, accompagnato da Federico Massa, un amico dello stesso Aiazzi: il suo nome è Piero Pelù. I ragazzi non immaginano nemmeno lontanamente, che quel giorno, stanno per scrivere una pagina nella storia della musica nostrana: quel giorno infatti, segnerà la nascita della più importante rock band italiana. Ghigo Renzulli veniva dall’esperienza con i Cafè Caracas, dove suonava anche un certo Raffaele Riefoli, che più tardi sarà famoso al grande pubblico col nome d’arte di Raf
Piero Pelù invece aveva suonato con i Mugnions, una band liceale che annoverava come batterista una persona che diventerà molto importante nella vita del cantante e nella storia dei Litfiba: Ringo De Palma.
La band mosse i primi passi seguendo le influenze musicali di quel periodo, che venivano soprattutto dal Regno Unito. Erano infatti gli anni del post-punk, del dark, della new wave, e i primi testi scritti da Piero (Under the Moon, After Death, A Satana), riflettevano in pieno il suo periodo “oscuro” e pessimistico. Ma la straordinaria dote dei Litfiba, è stata sempre quella di saper assimilare gli input che arrivavano dall’esterno, le idee musicali provenienti dal resto del mondo per poi trasformarli in qualcosa di strettamente personale. Riuscirono cosi a combinare il dark new wave anglosassone con le sonorità tipiche italiane, soprattutto del sud Italia, dando vita ad una sorta di wave rock mediterraneo.
Pochi sanno che il nome definitivo della band venne scelto poco prima di salire sul palco per il primo concerto, che si tenne l’8 Dicembre 1980, giorno della scomoparsa di John Lennon. L’idea fu di Ghigo, che tra i suoi tanti lavori, aveva fatto anche l’operatore telex. Sfruttò cosi’ le conoscenze del sistema Iricon di per dare vita al nome: L era la sigla fissa di chiamata del sistema, IT stava per Italia, Fi per Firenze e Ba rappresentava la mitica via dei Bardi…

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Personalmente, conobbi musicalmente i Litfiba in una calda giornata di primavera del 1991…Ero in prima media infatti, quando si avvicinò un mio compagno di classe che mi diede una cassetta (aaaah le amate cassatte a nastro!) contenente se non ricordo male 4 brani: “Devi assolutamente ascoltare questa band!” mi disse. Mi duole ammettere che, a livello di conoscenze musicali, fosse un passo più avanti di me, anche se non credo ci volesse molto: all’epoca infatti, ascoltavo quasi esclusivamente musica italiana (ero fermo all’album “Liberi Liberi” di Vasco Rossi) e il massimo della new-wave per me erano i Righeira..
Quelle canzoni rapirono subito il mio animo, quelle chitarre cosi’ potenti, quei testi cosi’ diretti e incazzati entrarono nella mia testa, creando dipendenza. Ebbene sì cari Litfiba, grazie a voi mi accorsi che era il rock quello di cui avevo bisogno, che il rock (in tutte le sue sfumature) sarebbe diventato l’elemento principale della MIA esperienza musicale.

Più tardi scoprii che c’erano state tante polemiche proprio su quell’album dei Litfiba (El Diablo), dove la band fu accusata addirittura di satanismo… Non mi feci influenzare ovviamente, è risaputo che l’Italia è sempre stato un Paese un pò “bigotto”, pronto a scandalizzarsi non appena qualcuno va un pò fuori dagli schemi.

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Lo stesso Piero ha sempre interpretato benissimo il ruolo del ribelle. In una delle loro prime apparizioni televisive si fece colare in faccia una vernice color rosso vivo che sembrava sangue umano, terrorizzando una giovanissima Maria Teresa Ruta, presentatrice della trasmissione. Alcuni anni dopo, per protestare contro lo strapotere della televisione (che a suo dire lobotomizzxava le masse) infilò per scherzo un televisore in testa ad un’incredula Alba Parietti… Niente da dire..E’ sempre stato un passo avanti a tutti, il buon Piero!
El Diablo” nella tetralogia degli elementi rappresentava il fuoco, e al suo interno conteneva la splendida canzone “Il Volo” dedicato al grande Ringo De Palma (tragicamente scomparso poco tempo prima)
Sempre a proposito di “El Diablo”, ancora oggi non sappiamo di chi fosse la foto della chiappa messa come copertina dell’album (qualcuno ha azzardato fosse di Piero). Probabilmente non lo sapremo mai…
L’album successivo, “Terremoto”, è l’album dalle sonorità più dure dell’intera discografia dei Litfiba. Contaminato dal grunge che impersava in quel periodo, fu influenzato anche dal “Black Album” dei Metallica. Rappresentava la Terra.
Spirito” fu un disco molto più leggero e spensierato, con sonorità rock blues. Fu mixato da Rick Parashar (produttore dell’album “Ten” dei Pearl Jam) e rappresentava l’elemento aria.
Con Mondi Sommersi, i Litfiba si cimentarono per la prima volta con l’utilizzo dell’elettronica e relativi campionamenti (poco amati dal buon Ghigone). Dopo il fuoco, la terra, l’aria, non poteva certo mancare l’ultimo elemento: l’acqua!

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Tutti questi dischi sono stati la colonna sonora di gran parte della mia vita, nei giorni più bui e in quelli memorabili… E certo nessuno poteva aspettarsi che proprio l’album dal titolo “Infinito” scrivesse invece la parola fine sulla storia dei Litfiba. Appresi l’amara notizia da un mio compagno. Mi trovavo ancora una volta a scuola (questa volta alle superiori) ed era ANCORA primavera. “Hai saputo? Piero e Ghigo si separano” mi disse quasi sorridendo… “Spero tu stia scherzando” risposi dopo un attimo di smarrimento. E invece no cazzo. Era tutto vero… Piero proverà un’esperienza come solista, Ghigo continuerà con il nome Litfiba senza tuttavia riscuotere lo stesso successo degli anni precedenti. Alla voce ci sarà Gianluigi Cavallo detto Cabo, grande persona e cantante secondo me sottovalutato. Ha solo avuto la sfortuna di trovarsi nel posto giusto al momento sbagliato. Se la band non si fosse chiamata Litfiba, probabilmente non avrebbe vissuto costantemente sotto l’ombra ingombrante di Pelù. Tutto il resto è storia recente. Dopo essermi un pò consolato con la canzone di Elio e le Storie TeseLitfiba tornate insieme“, ecco che succede l’inaspettato: sul finire del 2009 l’annuncio ufficiale della reunion! Non riuscivo a crederci.. Non stavo più nella pelle dalla gioia… Ma le sorprese non finiscono qui: dopo l’uscita dell’album “Grande Nazione”, nell’annunciare il tour per omaggiare la “Trilogia del Potere” (il periodo new wave per intenderci) il duo rende noto che salirà sul palco con la formazione originale di quegli anni… Piero, Ghigo, Gianni, Antonio… Ancora insieme.. La storia continua…Proprio come una volta. E senza nulla togliere al bravissimo Luca Martelli, alla batteria mancavi solo tu… Ciao Ringo.

Ed ora… Lasciate spazio ai sognatori… Ai viaggiatori…

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