Steve McCurry Oltre lo sguardo, la recensione della mostra

Steve McCurry Oltre lo sguardo, la recensione della mostra

Steve McCurry, americano di nascita ma cittadino del mondo per indole, è uno dei fotoreporter più ricercati, premiati ed ammirati di sempre. Del resto è riuscito a conquistarsi un posto nel mondo del foto-giornalismo proprio grazie alla sua spavalderia: prima dell’invasione russa in Afghanistan, infatti, egli si infiltrò fra la popolazione al confine fra Pakistan e Afghanistan, fotografando la situazione disastrosa causata dai ribelli. Dopo questa prima esperienza in zone colpite dalla guerra, McCurry non ha mai scelto altro per la sua carriera, affrontando, però, il foto-giornalismo di confine preferendo i volti della gente che vive queste esperienze piuttosto che la guerra di per sé. Probabilmente tutto ciò è dovuto anche alla sua lunga collaborazione con il Nathional Geographic, ma fatto sta che oramai l’artista è conosciuto ovunque proprio grazie ai suoi unici ritratti da tutto il mondo.

stevemccurry

Oltre lo sguardo è il titolo di questa personale sul fotoreporter americano più famoso del mondo; del resto chi di noi non ha visto almeno una volta la foto che ritrae una ragazza afgana dagli occhi verdi? Questo titolo è senza dubbio azzeccato, molto più che pensato, ma anche cercato dal curatore e scenografo dell’esposizione, Peter Bottazzi, che con le sue installazioni architettoniche e le sue azzeccatissime scelte di posizionamento dei numerosi capolavori di Steve McCurry, è riuscito a creare un percorso visivo unico, a sostegno di opere senza dubbio emozionanti, ma ancora più irrompenti grazie proprio a questo allestimento. Lo stesso McCurry ha fatto personalmente un giro del secondo piano della Villa Reale di Monza, confrontandosi poi con Bottazzi per dar vita a questo allestimento che ci porta veramente oltre lo sguardo del fotografo. Qui, infatti, i punti di fuga e le prospettive prendono tutt’altra connotazione grazie agli scorci creati da queste istallazioni, fatte di scale che portano il nostro sguardo distante, ancora più lontano, alla ricerca dei luoghi nel mondo esplorati e fotografati da McCurry. Gli specchi delle preziose sale della Villa mostrano fotografie nascoste allo spettatore nel momento dell’ingresso nelle varie sale; le porte murate fra una stanza e l’altra racchiudono fotografie rubate nel mondo; anfratti delle sale ci propongono queste opere d’arte da un punto di vista inedito.  Scale interminabili; complessi architettonici che ricordano luoghi abbandonati eppure urbani; stanze poco illuminate dove l’unica fonte di luce sono le fotografie stesse; e stanze molto più che illuminate, dove la luce esterna si combina a quella interna per dare risalto a fotografie cupe, oscure.

Steve McCurry

Oltre alle opere più importanti dell’artista, come il ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi, o quello dell’anziano della tribù Rabari (divenuto simbolo di questa mostra), molti sono anche i lavori più recenti, altri ancora sono lavori che ripercorrono i sui primi viaggi. Sono state messe in mostra anche opere inedite, come quelle per il calendario Lavazza 2015. McCurry è infatti il fotografo scelto da Lavazza e dall’associazione Slow Food per ritrarre i contadini africani che lavorano il caffè.  Earth Defenders sono tutti i soci del movimento Slow Food, come tutti i contadini africani e lo stesso McCurry, che offrendo il suo talento per questa campagna di sensibilizzazione, offre anche il suo aiuto per uno sviluppo sostenibile. Del resto la Lavazza non poteva guardare altrimenti se non al luogo d’origine del caffè per dare vita a un calendario originale, green e sostenibile, che al posto delle modelle super sexy ha voluto dare spazio alle persone che contano veramente nel mondo: i contadini.

Steve McCurry

Qualcosa di veramente incredibile, questa mostra, non solo grazie agli emozionanti scatti di uno dei fotografi più spirituali, ma anche grazie ad una location e ad un allestimento molto più che curati, pensati. Ne abbiamo viste di mostre in Italia, ma nemmeno Milano è riuscita ad eguagliare un allestimento così mirato per delle opere che parlano da sole, ma che se aiutate riescono non solo a parlarci ma anche a sussurrare alla nostra anima.

Steve McCurry

Non abbiate paura di perdere la mostra dell’anno, fortunatamente sarà aperta al pubblico fino al 6 aprile 2015.

Steve McCurry

Informazioni e prenotazioni
 www.mostrastevemccurry.it 
tel. 199 15 11 40 dall’estero 02 89 09 69 42 
*Attivo lunedì-venerdì, ore 9-18. Sabato, ore 9-12. Non attivo domenica e festivi.
Orari
: da Martedì a venerdì, dalle ore 10 alle18.
Sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 19.
 Lunedì chiuso.
 Lunedì 8 dicembre apertura straordinaria, dalle 10 alle 18
La mostra sarà aperta regolarmente durante le festività natalizie. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti
 Mostra: 
Il biglietto da accesso agli Appartamenti privati al secondo piano nobile della Villa, dove è allestita la mostra, e agli spazi del Belvedere 
Intero 12 €; Ridotto 10 € per gruppi di almeno 15 persone, insegnanti e apposite convenzioni
. Ridotto speciale 4 € per scuole e minori di 18 anni
. Gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatore, tesserati ICOM, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti. Cumulativo, per tutti gli ambienti della Villa Reale 
Intero 18 €
 Ridotto 15 € per gruppi di almeno 15 persone e apposite convenzioni
. Ridotto speciale 5 € per scuole e minori di 18 anni
. Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, tesserati Icom, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti.

Steve McCurry


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