Are you “Lost In Hollywood”… System of a Down?

Are you “Lost In Hollywood”… System of a Down?

Ci sono periodi dell’anno in cui sistematicamente mi viene voglia di riascoltare una delle mie band preferite. Sarà il tempo, il clima, le situazioni, i ricordi, non saprei.. E non saprei nemmeno come definire loro… Gruppo metal? Nu-metal? Alternative metal? Hard Rock? Progressive Rock? Jazz metal? A me piace chiamarlo semplicemente metal armeno… Di chi sto parlando? Ma dei mitici SYSTEM OF A DOWN ovviamente.. Non starò certo qui a scrivere tutta la loro biografia o carriera, perchè qualsiasi appassionato di questo genere di musica dovrebbe conoscere i SOAD, uno dei gruppi più pazzi, geniali e innovativi degli ultimi 20 anni…

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Metal armeno mi piace chiamarlo. Perchè? Perchè anche se nati musicalmente nella Jungle (come cantavano i GUNS N’ ROSES) di Los Angeles, il quintetto ha proprio radici armene, le quali si riflettono sia nei loro testi che nelle melodie, e che mantengono ben salde rimarcandole in ogni occasione (concerto o intervista che sia). D’altronde basta leggere i loro nomi: Daron Malakian, Serj Tankian, Shavo Odadjan, John Dolmayan...Non proprio anglosassoni direi…

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Da un pò di tempo mi chiedevo che diavolo di fine avessero fatto. L’ultimo album è datato 2005, dopodiché, a parte dei live, discograficamente parlando più niente. “Ci prendiamo una sana e meritata pausa“, commentò Shavo, il bassista. Già. Ma una pausa vuol dire tutto e niente. Alcuni maligni (oh. sempre informati su tutto eh..) affermavano che Serj, la voce del gruppo fosse infastidita dalle manie di protagonismo di Daron Malakian, il chitarrista, che nell’ultimo disco s’era messo in testa di fare pure il co-cantante… Serj dunque iniziò un progetto come solista.. Daron, uno dei miei idoli indiscussi, prese John Dolmayan e continuò parallelamente a suonare con gli Scars On Broadway, realizzando così il suo sogno di suonare e cantare (sei un mito Daron). Tutto questo mentre noi fan aspettavamo un loro tanto atteso ritorno. O almeno qualche notizia dal pianeta SOAD.

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Un pò di tempo dopo, Shavo (eh si, sempre lui), rispondendo ad alcune domande disse “Vorremmo ripartire, ma siamo frenati dal progetto solista di Serj“. E cavolo… Le cose non si mettevano per niente bene. Fino ad arrivare al giorno del sospirato annuncio della reunion (si erano sciolti e io non lo sapevo?), specificando però che riguardava solo i live. Di nuovi album quindi, neanche a parlarne. Per tanti motivi non ho mai avuto il piacere di assistere a un loro concerto, ed è una delle poche cose che ancora ho in agenda (le altre non le saprete mai). Nonostante questo, sono sicuro che Dio ha voluto darmi una mano quando, dopo non aver potuto assistere alla loro data di Milano nell’estate del 2013 (concertone assieme ai Deftones!), vedendomi sconsolato per l’ennesima occasione persa, all’aereoporto di Londra ha fatto si’ che “casualmente” incrociassi una persona con cappellino e capo chino seduto tranquillo sulle “comodissime” sedie del terminal. Ebbene quella persona era lui… Il mio idolo.. DARON MALAKIAN!!! Era tranquillo e taciturno, praticamente l’opposto di come lo si vede su un palco, sempre al centro dell’attenzione e sopra le righe.

Avrei voluto dirgli “Daron. ma quando cazzo lo fate un nuovo album?” Avrei voluto anche dirgli che utilizzo il suo nome come nickname quando scrivo nei forum che mi interessano.. Pensai fosse meglio che questo non lo sapesse.. D’altronde l’emozione era così tanta che alla fine riuscii solo a farmi una foto ricordo come un fan qualsiasi (foto come si deve però, non un selfie!).

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Ma veniamo ai nostri giorni. Poco tempo fa ero alla disperata di qualche notizia della band. Che fine avesse fatto. Se avessero in progetto qualcosa, magari questo benedetto nuovo album. Niente, solo qualche “voce” non confermata ma nulla più. Cominciavo a credere che si fossero davvero “persi ad Hollywood” come cantavano in “Mezmerize” un pò di tempo fà. In compenso però, scopro che i SOAD hanno annunciato un nuovo tour nel 2015, per ricordare i 100 anni del genocidio armeno. Intento lodevole, ve l’avevo detto che i loro legami con l’Armenia erano più forti che mai! La band di Los Angeles ha da sempre inserito il discorso del genocidio nelle interviste, in alcuni dei loro testi, nella loro poetica, e sorpresa delle sorprese, questo tour si concluderà proprio in Armenia!

Sarà sicuramente un evento particolare ed emozionante questo ritorno alle origini, dal momento che i SOAD non hanno mai suonato in questo Paese (il concerto si terrà proprio il 23 Aprile 2015, alla soglia dei cento anni del massacro perpetrato dai Turchi).

Il tour purtroppo non toccherà l’Italia, a quanto pare, le date e le sedi sono già state annunciate e non sembrerebbe esserci posto per altri show: a parte il finale in Armenia, si terrà tutto ad Aprile cominciando da Londra, poi in Germania (Colonia), Francia (Lione), Belgio (Bruxelles), Olanda (Asterdam) e Russia (Mosca). Altra sopresa, pare che la band ai concerti inviterà i presenti a dare una mano per ricordare il genocidio, e chiederà ai tribunali internazionali di dare giustizia alle migliaia di morti, anche se sono passati 100 anni.

Il significato profondo di molte delle loro canzoni, i temi trattati, le melodie metal dal fascino medio- orientale, unite alla splendida voce di Serj e al tocco folle e geniale di Malakian, sono i motivi (più che validi) che mi spingono ancora oggi a seguire questa band, certo che, prima o poi in futuro, ci regaleranno un nuovo album da ascoltare e tramandare ai posteri (hope never dies!).

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