Intervista a Cristina D’Avena

Intervista a Cristina D’Avena

Natale è già passato. Il disco di Cristina D’Avena “Magia di Natale” è già uscito da un pezzo… Ma allora perché l’abbiamo intervistata? Perché Cristina è un mito e ogni momento è buono per incontrarla e scambiarci due chiacchiere, non tanto sul disco in uscita, ma sulla sua vita, sulle sue passioni musicali, sul suo incontro con i Gem Boy. Perché Cristina, volente o nolente, ha cresciuto un po’ tutti noi con le sue canzoni. A me per esempio, non le cantava mica mia madre le canzoncine, era Cristina a cantarmele e credo anche a molti di voi. E allora conosciamola meglio…

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Cristina: Pronto?

Mi senti? Perché sei in viva voce, così registro la telefonata…

Sì, sì, ti sento bene. Non sarà lunghissima vero?

No, no, vai tranquilla, solo venti domande…

Venti domande?!

Scherzo!

Ahhh ok! (ndr ride di gusto, di quelle risate genuine). Ti prego!

No, dai, ti rubo dieci munuti.

Dai, vai vai…

Com’è nata l’idea di questo disco “Magia di Natale” e perché proprio un disco di questo genere? Lo hai fatto per discostarti un po’ dall’idea che abbiamo di te, della Cristina che canta solo le canzoni per bambini?

Questo disco era già uscito nel 2009. Diciamo che l’abbiamo riproposto perché i fan volevano tra le mani il mio cd di Natale, ormai non si trovava più, molti volevano regalarlo e allora mi hanno chiesto di ripubblicarlo. E così con la casa discografica abbiamo fatto una riunione e abbiamo deciso di ripubblicarlo, ma con delle novità. Abbiamo cambiato la copertina, il libretto è completamente nuovo e all’interno, visto che lo abbiamo rinnovato, abbiamo deciso di aggiungerci anche tre pezzi nuovi che io ho scelto personalmente.

Tra i nuovi brani infatti, oltre a “Noi vorremmo” del 1989, tratto dalla serie televisiva “Cristina”, “Dio fa’ qualcosa”, tratto dal classico della Walt Disney “Il gobbo di Notre Dame” c’è anche “Hallelujah” di Leonard Cohen. Conosci e ti piace anche la versione di Jeff Buckley?

Sì, però mi sono ispirata a quella di Cohen, l’originale, la prima insomma. Mi piace molto quel pezzo lì, e devo dirti che all’inizio ho avuto anche un po’ paura a interpretarlo, perché l’hanno veramente cantato in tanti, ed è un capolavoro. Mi ci sono avvicinata con molta umiltà, perché non è che si potesse fare chissà che. Io l’ho cantata perché volevo dare la mia interpretazione, farla con il mio stile. Volevo fare un regalo sia a me stessa che ai miei fan. È un pezzo che mi piaceva molto, ma capisco che è un pezzo importante, che ha un bel peso, quindi l’ho fatto con molto rispetto.

Ma infatti mi chiedevo, che musica ascolta Cristina D’Avena? Quali sono i gruppi che più ami?

Ascolto tutta la musica perché mi piace, anche i nuovi emergenti. Mi piace proprio ascoltare la musica, tranne forse la musica rock, quella la amo un po’ meno. Ascolto tanto Jovanotti, Tiziano Ferro, ho ascoltato tanto e ascolto tuttora Antonello Venditti, ho ascoltato tanto Dalla, che oltretutto era anche un mio concittadino, ero una sua grande fan. Ascolto quel tipo di musica ma poi ascolto anche Bob Sinclar, Coldpaly, David Guetta, perché mi piace anche ballare. Quando mi devo rilassare invece ascolto anche la musica ambient, o i canti gregoriani, la musica un po’ più particolare, soft, d’atmosfera. Se ti dovessi dire il genere che più mi piace forse alla fine ti direi il pop.

Cambiando discorso. Ti è mai pesato nella vita essere un po’ definita “quella delle sigle per bambini”. Magari avresti voluto fare la tua musica, i tuoi dischi, indipendentemente dalle canzoni per i cartoni animati.

Guarda, quando sono nata a livello artistico con le mie sigle, come quelle per i Puffi, non mi sarei mai immaginata di arrivare dove sono arrivata. Ho iniziato a cantare sigle ma pensavo di cantarne solo qualcuna, non quasi ottocento. Le sigle però, con il tempo, sono diventate delle vere e proprie canzoni, perché all’inizio magari erano solo filastrocche, piano piano però c’è stato un cambiamento…

Una ricerca musicale…

Sì, perché collaboravano e collaborano con me autori importanti, come il figlio di Mina (ndr Massimiliano Pani) e Piero Cassano. Se ci pensi “Esplorando il corpo umano (Siamo fatti così)”…

Sì, bellissima! Me la ricordo!

… Oppure “Prendi il mondo e vai”, sono bellissime! Non si possono chiamare sigle per cartoni animati perché sono delle vere e proprie canzoni. Nel tempo la sigla ha preso sempre più corpo, posizione, e quindi è quasi diventato un genere. È la sigla del cartone animato che nel tempo rimane, con un bel peso. Se noi parliamo della canzone dei Puffi, di Kiss Me Licia o di Occhi di gatto, sono canzoni o sigle, che canto e che i ragazzi adorano. Io ancora oggi faccio tantissimi concerti e i ragazzi hanno voglia di ascoltare le sigle, hanno voglia di cantare. Il 10 gennaio, per esempio, sarò all’Alcatraz di Milano con i Gem Boy per la quarta volta, e al Piper a Roma il 30 gennaio, location importanti, perché il pubblico ce le chiede. Quindi sono molto contenta, orgogliosa di cantare le mie sigle dei cartoni animati, e spero che diventino sempre più importanti perché ormai, ripeto, è diventato un genere.

Questo incontro con i Gem Boy, infatti, com’è avvenuto? Sono delle vere e proprie feste e ti prendono anche un po’ in giro durante i live…

Certo, questo è un gioco, io sono molto ironica e ci sto. Loro cercano di cambiare i testi alle mie canzoni, ma non sempre ci riescono. Siamo un po’ il diavolo e l’acqua santa, agli opposti, però amiamo la stessa musica. Loro sono nati cantando le sigle dei cartoni animati storpiate come Holly e Benji. Loro mi hanno scritto la canzone “Ammazza Cristina” da “Arriva Cristina”, hanno fatto una sorta di canzone contro di me, e invece, pensa te, ora facciamo i concerti insieme. Ormai abbiamo festeggiato il centesimo concerto un mese fa sul palco e non ci possiamo certo lamentare.

Ma quando eri piccola, volevi fare la cantante? A tre anni, allo Zecchino d’Oro, lo avevi chiesto tu o erano stati i tuoi a spingerti?

Ero talmente piccola che non ho chiesto di partecipare. Sono stati mio padre e mia madre che erano stati un po’ stuzzicati e invogliati da una suora dell’ospedale dove lavorava mio papà, che faceva il medico, e siccome mi sentiva sempre cantare e conosceva i frati dell’Antoniano di Bologna, gli disse: “Perché non portate la bambina a fare le selezioni per lo Zecchino d’Oro, visto che è brava?”  Così è andata. Poi ho fatto tante selezioni, ero una bambina spigliata e andavo bene per interpretare “Il Valzer del moscerino”.

Una curiosità, se hai un’opinione o un’idea al riguardo: in America, perché certe bambine come la Spears o la Aguilera che arrivano da Disney Channel o Miley Cyrus di Hannah Montana, a un certo punto sono “impazzite” e sono diventate belle e dannate, e fanno un po’ le trasgressive, per non dire altro? In Italia non è mai successa una cosa del genere? Anche perché chi avrebbe potuto diventare una di loro, tu?

(ndr ride) Non credo che io possa mai! Forse in Italia siamo un po’ diversi… O io tra un po’ mi trasformo e mi metto a fare chissà che, ma non credo, guarda…

Dici che l’essere troppo perfettine e per bene dopo un po’ le fa andare fuori di testa o è più il mercato che le porta a diventare così?

Ma penso di sì. Non lo so. Secondo me in Italia siamo un po’ diversi, dai. Quando anch’io facevo i telefilm musicali, come “Kiss me Licia” o “Arriva Cristina”, non mi è mai venuto in mente. Mi hanno scelta per benino, ero così!

Niente reggicalze e capelli a zero quindi…

Sai che shock per tutti, ragazzi!

Sarebbe meraviglioso!

Cristina D’Avena si è trasformata! Mamma mia! Con i piercing che canto le canzoni rock, dai… magari vado a cantare come Lady Gaga!

Tu scherzi, non so se ne sei consapevole, ma guarda che per molti uomini sei un sogno erotico!

Sì, sì, io non mi lamento! Ti dico la verità, non mi lamento affatto! (ndr se la ride di gusto). Piaccio, va bene così, anche senza fare chissà che, e sai perché? Io sono una donna che canta queste canzoni, dei cartoni animati, sono un po’ una sorta di bambolina che ti canta la ninna nanna, ma ovviamente sono femmina, sono donna, quindi sai, sono molto mediterranea. Avendo tutte le mie forme è normale che uno sballa un po’. (ndr ride).

Ma chi ti ferma di più per strada, i bambini o gli adulti?

Tutti. Ormai ho un pubblico talmente vasto! Son trentadue anni, ragazzi, mica un giorno, quindi mi fermano i bambini e pure gli adulti.

Ma c’è una tua concorrente? Esiste? O sei ancora tu la sola regina indiscussa della musica per bambini in Italia?

Ma guarda, non lo so, per il momento credo di essere io! (ndr ride).

Grazie Cristina, gentilissima!

Grazie a te tesoro!



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