Intervista a Luka Zotti

Intervista a Luka Zotti

Luka Zotti nasce a Como nel 1977. Dalla metà degli anni ’90 si occupa di musica, realizzando diversi dischi e live con band folk, rock, funky e jazz, tra cui figurano collaborazioni con gli ON (band rock-psichedelico di cui Luka è stato co-fondatore e con cui ha inciso “Acque” e “Live” nel 2000, “1+1=2” nel 2001, “16 minutes” nel 2002 e “ON” nel 2003), Beth Wimmer (cantautrice di Los Angeles), Damiano Della Torre e molti altri. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo album da solista, “Colori eMotivi”, mentre nel 2014 arriva “Forgotten Dream”, disco realizzato grazie alla piattaforma MusicRaiser. Luka Zotti si è esibito in numerosi e rinomati festival e locali in Italia ed Europa.

Mi sa che a te piace molto Damien Rice, vero?
Sì, ci hai preso in pieno, è uno dei miei artisti preferiti…

E pure Paolo Nutini?
Giusto, ci hai preso ancora…

A parte loro, chi sono i musicisti cui t’ispiri?
Tantissimi! Oltre a quelli che hai già citato: Neil Young, Pink Floyd, Jeff Buckley, Bob Marley, ognuno di loro per un motivo diverso…

Perché canti in inglese?
Perchè mi viene spontaneo così e voglio mantenere questa sincerità, in passato ho anche scritto e pubblicato brani in italiano, in quell’occasione mi era venuto naturale… Credo che l’arte sia una forma d’espressione e in quanto tale dovrebbe essere il più spontanea possibile, non rinchiusa in cliché o obblighi di nessun tipo.

Ti ha aiutato cantare in inglese per esibirti all’estero? Ma qui in Italia che risconto hai trovato?
Sicuramente l’inglese è una lingua che mi permette di comunicare con più popoli diversi ma non credo mi abbia aiutato così tanto per esibirmi all’estero, credo sia stata più importante l’originalità del mio progetto. A volte, inoltre, anche all’estero vogliono ascoltare il cantato in italiano (ancora di più se l’artista è italiano). Per quanto riguarda il riscontro in Italia, è stato buono da parte di un certo pubblico, quello più abituato ad ascoltare musica internazionale, in Italia purtroppo ancora pochissime persone parlano o comprendono l’inglese e rimangono scioccate quando sanno che un italiano canta in un altra lingua, eppure mi sembra che nella storia ci siano stati molti altri esempi simili.. apriamo la mente!

Sei anche un pittore e un creatore di opere d’arte d’arredamento. Da dove scaturisce questa passione e qual è l’arte che ami, i tuoi pittori preferiti?
Amo tutte le forme d’arte e tutte le correnti, c’è sempre qualche artista o opera che mi emoziona, in particolare i pittori surrealisti sono i miei preferiti, Renè Magritte in primis, poi amo anche gli inglesi Constable e Turner del romanticismo di fine Ottocento.

Porterai in tour il tuo nuovo album “Forgotten Dream”, nei salotti di tutta Italia con il Sofà tour. Com’è nata questa idea?
L’idea mi è venuta durante un concerto in casa, appunto. È da diverso tempo che tengo concerti in casa, però questa volta ho deciso di farlo diventare un tour, di dargli una continuità. Aprire la tua casa all’arte e alla musica è un gesto denso di significato e trasformare il salotto in un piccolo teatro credo sia una cosa molto bella, dove si può ritrovare una maggior interazione fra pubblico e artista.

Il tuo disco è uscito grazie a MusicRaiser. Molti musicisti stanno usando questa piattaforma. Cosa pensi di questo nuovo modo di pubblicare dischi?
Assolutamente positivo, è un nuovo modo per sostenere un artista o un evento, oggigiorno inoltre le case discografiche non esistono praticamente più, dunque ben vengano tutte le nuove alternative.

Suoni anche altri strumenti oltre alla chitarra. Dove hai imparato e dov’è nata questa tua grande passione per la musica?
All’inizio ho imparato da autodidatta poi ho studiato, ho iniziato rinchiudendomi in casa con la chitarra in mano e cercando sul manico i suoni che avevo in testa (ammetto che le vhs di concerti dei grandi musicisti mi hanno aiutato molto, quando sentivo un accordo interessante cercavo il fermo immagine giusto per comprendere bene dove aveva le dita sul manico della chitarra), successivamente ho deciso di iscrivermi a una scuola di musica per approfondire meglio anche la parte teorica.

Avevi altre passioni quando eri adolescente? Avresti pensato di finire a fare il musicista?
Ho sempre avuto la passione per le creazioni manuali e per la musica, ho passato parecchio tempo della mia adolescenza girando per i festival europei (zainetto e tenda in spalla) per assistere ai concerti dei musicisti che mi emozionavano. Sì, sapevo che avrei fatto il musicista, ho provato diversi altri lavori ma in nessuno mi sentivo “al posto giusto”, ogni giorno ringrazio per questo immenso dono, poter fare della tua passione un lavoro.

I tuoi ascolti musicali del passato e recenti?
Ok cercherò di fare un elenco: Queen, Nirvana, Battiato, Jeff Buckley, Foo Fighters, Pink Floyd, Dinosaur Jr, Teenage Funclub, Bob Marley, Mike Oldfield, Damien Rice…

Come t’immagini da qui a vent’anni?
Mi vedo a produrre musica e arte in un atelier-studio con vetrate sul mare, viaggiare per conoscere altre culture e passeggiare nella natura dove trarre ispirazione. Ad ogni modo la mia vita è “Arte e Musica”, e cercherò di mettere queste mie passioni con amore in ogni cosa che farò.

Prossime date del tour?
Diversi eventi, a dicembre Sofà tour ad Aosta, Albenga e Como, poi alcune date in Svizzera, mi sto organizzando anche per delle tournée all’estero, il calendario è in continuo aggiornamento, invito a seguire la sezione “eventi” del mio sito www.lukazotti.com


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