Rapper italiani, pistole, canne, soldi e semi di girasole!

Rapper italiani, pistole, canne, soldi e semi di girasole!

Di: Razza Krasta

Il rap negli ultimi anni sta avendo un boost davvero impressionante, altissima l’attenzione delle etichette discografiche, delle radio, riviste off e on line, nonchè della TV. Talenti che sbocciano nelle trasmissioni più seguite dai ragazzi giovani, giovanissimi e meno giovani portano alla ribalta questo genere musicale ereditato, o meglio, preso in prestito dall’America.

Nasce dall’esigenza di dare voce ad i più disadattati, la gente di colore dei ghetti americani, che trova il riscatto sociale, talvolta, riuscendo a sfondare con questo nuovo genere musicale.

L’Abbigliamento tipico, xxl in tutto, non è in principio una moda o una divisa, ma più che altro un esigenza, data dal fatto che, queste famiglie del ghetto, di norma numerose e nel maggiore dei casi, povere, passavano i vestiti dal fratello maggiore al minore, dal padre al figlio e di conseguenza le misure degli abiti diventano over…

Diventato cosi un marchio di fabbrica, l’abbigliamento XXL, per il mondo del rap e della cultura HIP-HOP, anche se usciti dal ghetto, i rapper continuano ad indossare abiti di 3 volte più grandi, per non dimenticare e dire allo stesso tempo… guarda io ci sono riuscito!

Ostentare il denaro diventa la prima prova del successo, collane d’oro e diamanti, macchine extralusso, vestiti larghi e griffati, donne oggetto a seguito pronte a soddisfare i desideri del macho di turno ricompensate da bigliettoni verdi, pistole, mitra, tirapugni e tutto il resto per poter dire al mondo: “noi facciamo musica ma siamo anche dei veri duri dei gagsta rapper con cui non si scherza!”

C’è da dire che in U.S.A., dove l’acquisto delle armi è come per gli italiani l’acquisto di un etto di prosciutto e dove tanti rapper sono morti sotto colpi di arma da fuoco, 2PAC Nothorius BIG, Proof per citarne alcuni, il tutto ha un sapore tristemente reale e credibile, ma… cosa è successo in Italia?

In Italia, il rap entra grazie a nomi come Articolo 31, ma anche Jovanotti, Sottotono e via dicendo fino ad i giorni nostri. Tantissimi ragazzini giocano con le rime ispirandosi ai loro beniamini che vantano, come per gli americani, di essere dei duri, sciupafemmine, ricchi ma sopratutto tossici e alcolisti che farebbero poltiglia della faccia di chiunque gli dica… BUFFONI!

Lo scimmiottare un mondo lontano dal nostro, realtà che non ci immaginiamo nemmeno, è diventato sinonimo di rap in Italia e spesso il rap è stato tenuto in scarsa considerazione proprio perchè considerato un genere per deficienti che si vestono largo e dicono YO! sminuendo tutto il signifacto di questa nobile arte e di questa nobile cultura.

Oggi se non hai 100 tatuaggi, non ti fumi le canne, non ti bevi di tutto e non dici che la tua crew è la migliore e tutti gli altri sono scarsi non sei un vero rapper, non sei un rapper se non hai almeno una pistola in un video e se non hai almeno una streapper che sculetta, se non vesti largo o non metti un dente d’oro, se rappi dell’amore vero e non di una notte fortuita non sei un vero rapper, insomma stanno contaminando di pattume la musica rap.

Gli americani non hanno certo apprezzato il nostro rappresentante italiano (di cui non farò il nome ma che tutti conoscete ) mandato ad un evento importane a rappresentarci. E’ stato preso a pesci in faccia per i contenuti idioti che ha espresso nel tempo concessogli per “rappresentare” come si usa dire… be io non mi sono sentito rappresentato per nulla.

Forse sarebbe il caso che l’industria discografica valorizzasse anche chi con il rap lancia messaggi differenti, che venga restituita un immagine più credibile del rapper italiano, che non è necessariamente una sorta di scimmietta da circo ricoperta di tatuaggi con gli occhi sempre rossi e la lingua impastata dalla coca o chissa che altro che imita i gagsta americani, siamo in Italia, fatevene una ragione, non siete di colore e sopratutto non fate paura a nessuno anzi risultate molto poco credibili e molto ridicoli.

Al posto delle canne, birre, donne e soldi fate una bella cosa, comprate i semi di girasole, si quelli che vendono alle fiere di quartiere o di paese gli ambulanti, fatevene una bella scorta e impegnate il vostro tempo seduti su una panchina a sgranocchiare riflettendo sul fatto che non siete Al capone, che viviamo in un paese diverso dall’America e che abbiamo valori, usi e tradizioni differenti. Imparate ad essere davvero unici e speciali e non minchioni da parco!

A partire dall’abbigliamento, una nota di lode, e non è ironica, la vorrei spendere per Marracash. Mi piace vederlo vestito come un italiano e atteggiarsi come un italiano e fare del buon rap, grazie Marra e grazie a tutti quelli che prendono l’italianità come un eccellenza!

RAZZA KRASTA è Daniele Cortese in arte Razza Krasta comincia a fare musica prestissimo, davvero molto piccolo, a soli 4 anni intraprende lo studio del pianoforte, crescendo e conoscendo tanti altri ragazzi/e con la stessa passione , suona in garage band. A 16 anni conosce la musica Rap, con gruppi quali Colle Der Fomento, OTR con la Pina, Esa, Kaos, Bassi Maestro, Sottotono ecc., diviene un amante del rap e soprattutto del rap americano ( 2PAC, BIG, Dre ecc.), inizia a scrivere i primi testi e, dato lo studio del pianoforte, a produrre le prime “basi”. E’ l’inizio di una passione che dura ancora oggi. Nel luglio del 2014 firma con l’etichetta discografica PAIGE RECORDINGS con la quale ha pubblicato recentemente l’album “AfteRap”, disco Hip-Hop misto a sonorità più disparate, dando vita ad un progetto ricercato ed unico nel suo genere che lo stesso artista così definisce: ““Il disco è frutto del desiderio di fare qualcosa di innovativo. E’ stata la voglia di contaminare il mio genere musicale preferito, il rap appunto, con stili musicali differenti. Incastrare le rime, i beat e le melodie che spaziano su piani musicali completamente diversi: Folk, Dance, Rock, Swing”

DISCOGRAFIA

1995 “Cosa Nostra” insieme a Kratos MC, Sky-j
1997 Visioni di Attimi
1998 La mia realtà
2000 I miei due angeli
2005 Back to crime
2007 Body Count con Asso e feat. Mazza Ken
2011 Collusion feat Asso e G-Bo$$
2012 Sistema Fallito
2013 Paola & Chiara in Divertiamoci ( perche c’è feeling ) – Giungla
2014 L’Universo EP – Chiara Iezzi
2014 Luce dal buio estratto da AfteRap



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