La banalità di Bukowski

La banalità di Bukowski

Di: Fabio Balzano

L’osceno che proponeva Bukowski dov’è?

Oggi è abitudine nel comprare e abbandonare, insegnare a non pensare, aspettare la domenica, o aspettare di potersi permettere una cazzo di domenica…

“Nella morte non c’è niente di triste […] La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. […] Hanno la testa piena di ovatta. mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. […] Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.”

Questo è uno dei pensieri che difficilmente arriva, in confronto all’ipocrisia nascosta nel volgare, che fa comodo leggere, perché è più facile identificare il messaggio come immorale che non percepirne il semplice contenuto. E’ preferibile arrendersi alla prima informazione propinata, che alla verità della coscienza.

Quanto è osceno oggi Bukowski? Purtroppo zero!

Se l’osceno nel tempo, entra in scena eguagliandosi, è perché la prima cosa che ci rimane è forse l’ultima, cioè “apparire” a tutti i costi! Oggi l’apparenza garantisce la prima forma di oscenità, e la ritroviamo in tutti i settori, tanto da caratterizzarne il successo e ad alimentare la voglia di apparire osceno senza saper esserlo con se stesso!

Il risultato è che Bukowski diventa famoso per le sue proposte oscene e non per l’enorme sensibilità che lo caratterizza, confondendo la sua meravigliosa auto-provocazione, con un linguaggio appreso a metà… la metà apparente.

E adesso che siamo al punto in cui l’osceno diventa stupido? Bè è semplice, si accetta di essere stupidi!
Sarà per questo motivo che siamo riusciti a rendere anche Charlie così banale?

FABIO BALZANO è un cantautore e musicista italiano nato il 5 settembre 1978 e cresciuto a Firenze. Le origini siciliane e il legame di sangue con Rosa Balistreri, lo portano ben presto ad appassionarsi al mondo della musica. Nel 1995 inizia a suonare influenzato dal jazz e blues americano, tra cui compositori del calibro di Billy Cobham e Herbie Hancock e da chitarristi statunitensi tra cui Scott Henderson, John Scofield, Pat Metheny. Abbandonate in parte le prime influenze musicali Fabio inizia a comporre nel 2010, in un primo momento per la band Sei Pollici, formatasi in onore del genio di Charles Bukowski, per poi intraprendere la carriera da solista. Nel 2012 dall’incontro con Gianfilippo Boni, cantautore e produttore artistico, iniziano le registrazioni dell’album d’esordio “Per 10 minestre”, uscito recentemente per Audioglobe.


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