MARK RONSON, finalmente l’album

MARK RONSON, finalmente l’album

Il singolo “Uptown Funk” con Bruno Mars gira in rete già da qualche tempo, un pezzaccio funk che ha conquistato un
pubblico trasversale e divenuto il tomentone assoluto di questo periodo. Una canzone dalla gestazione complicata,
hanno raccontato gli stessi autori. Marc Ronson ha infatti dovuto registrarlo in ben 5 città (Vancouver, Toronto,
Londra, Memphis e Los Angeles), letteralemente stando alle calcagne di Bruno Mars impegnato in un tour senza sosta.
Lo stesso Bruno ha confermato ironicamente divertito l’aneddoto. Infondo lo scambio di favori era obbligato,
considerando che Ronson ha prodotto per “Unorthodox jukebox” diverse canzoni come “Locked out of Heaven” e
“Gorilla”.

La storia conferma come spesso le cose apparentemente complicate possano far scaturire qualcosa di unico e
immortale, si, perchè il funkettone “Uptown Funk” durerà a lungo e non solo il singolo. Oggi è infatti uscito
l’album che lo contiene “Uptown Special”, quarto album di Ronson, scritto e prodotto insieme a Jeff Bhasker
(produttore che ha conquistato tre Grammy e collaborato con artisti come Kanye West, Drake e Alicia Keys) tra
Londra, Memphis, Los Angeles e New York in un arco di tempo di 18 mesi. Lo scrittore americano Michael Chabon,
l’autore vivente preferito da Ronson, è stato coinvolto nel processo di scrittura fin dall’inizio, completamente
immerso nello storytelling dell’album, ha spesso lavorato insieme a lui e ai vocalist in studio di registrazione.

Quattro album per un artista come Ronson non sono molti, ma le lunghe attese sono giustificate dalla miriade di
collaborazioni con artisti di ogni calibro del nostro. Alcuni nomi? Christina Aguilera, Amy Winehouse, Lily Allen,
Robbie Williams, Justin Timberlake. In particolare al musicista/produttore dobbiamo noi tutti il lavoro fatto con
Amy Whinehouse, alla quale musica ha saputo dare quel tocco in più, mettendoci un po’ anche di suo nel renderla una
leggenda.

Tornando all’album, Chabon vincitore di un Pulitzer e del premio letterario Fernanda Pivano nel 2012, firma i testi
della maggior parte delle canzoni ma non del singolo “Uptown Funk” con Bruno Mars del quale ricordiamo anche il
divertentissimo video capace di raggiungere fino ad ora 102.000.000 visualizzazioni ed è ambientato interamente
negli anni settanta a New York .

La sfilza delle collaborazioni, oltre alle già citate, nel disco è da copogiro: Stevie Wonder, Andrew Wyatt, Kevin
Parker, Mystikal, Keyone Starr, Jeff Bhasker. La varietà di stili è sempre stato un marchio di fabbrica delle sue
composizioni, così come delle sue produzioni, ma in questo disco l’artista si supera. Nel suo complesso, l’album si
ispira alla musica con cui l’artista ha mosso i primi passi. Adolescente a New York all’inizio degli anni ‘90,
Ronson ascoltava hip-hop, funk, soul e R&B: quelli erano i vinili con cui girava per i locali agli albori della sua
carriera di DJ. Ed è proprio da lì che è partito per creare il nuovo album “A prescindere da come i miei gusti verso
la musica e verso i DJ set si evolvano nel corso degli anni, torno sempre alla musica che mettevo nei locali hip-hop
di New York verso la fine degli anni ‘90 – primi anni 2000”, spiega Ronson. “Biggie, Chaka Khan, Amerie, Boz Scaggs,
Missy, Earth Wind & Fire, N.O.R.E… I loro pezzi facevano scatenare il dance floor. I club di New York erano pieni di
ragazze, ragazzi, ballerini, spacciatori, rapper, modelle e skateboarder che venivano essenzialmente per una
ragione: ballare. Indipendentemente dal genere o dall’epoca alla quale apparteneva il pezzo, se era forte – se aveva
una batteria potente e un’anima soul – la gente ballava.

Una dichiarazione che rende perfettamente il senso di un album che suona dalla prima all’ultima nota senza tempo.
Nel lavoro è molto importante l’apporto di Kevin Parker dei Tame Impala. Una voce apparentemente fuori dal contesto
black, ma che con la sua voce rarefatta prestata a tre brani è stato in grado di creare un suggestivo trait d’union
tra Mondi sonori apparentemente lontani. Kevin Parker inoltre è presente in tutti i cori, suonato la batteria, le
chitarre e i sintetizzatori su altri brani. Anche Andrew Wyatt dei Miike Snow, collaboratore di vecchia data di
Ronson, ha contribuito all’album con la sua voce e le sue capacità autoriali. Emile Haynie, produttore amico di
Ronson e Bhasker nonché collaboratore di Lana Del Rey e FKA Twigs, ha arricchito i brani di magnifici paesaggi
sonori, e lo stesso hanno fatto alcuni dei colleghi produttori preferiti da Ronson: James Ford dei Simian Mobile
Disco (Arctic Monkeys), Hudson Mohawke dei TNGHT e DJ Zinc. In questo contesto di stili e creatività differenti si
inderisce il team di musicisti storico di Ronson: Homer Steinweiss, Nick Movshon e Tommy Brenneck, tutti di
Brooklyn, ad amalgamare e rendere unita la ricetta di un grande album di musica in grado di suonare contemporanea
seppur prendendo dal passato, pop si, ma mai leggera e scontata.


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