Musica e Sadomaso, i pezzi che hanno fatto la storia

Musica e Sadomaso, i pezzi che hanno fatto la storia

Di: Aldo Pacciolla

Il 19 Gennaio uscirà l’atteso nuovo album di Marilyn Manson “The pale emperor”, disco sul quale torneremo sotto data. L’immagine promozionale del Reverendo, come spesso è già accaduto è legata all’iconografia ed all’immaginario sadomaso. L’associazione mentale con quell’immagine ci ha fatto pensare a quanto oggi quel pianeta, tempo fa considerato di nicchia, sia ormai mainstream, anzi a volte abusato. Una inclinazione all’immagine forte e provocatoria riferita a quell’area utilizzata dalla moda, sempre più ricca di richiami alla pelle. Lo si denota nei programmi tv, anche quelli di fascia pomeridiana, in cui l’inquadratura fetish alla caviglia della presentatrice non manca mai. Nella letteratura è fenomeno inarrestabile quel “50 Sfumature di grigio” scritto nel 2011 dalla inglese E. L. James, ancora oggi letto senza alcuna remora dalle casalinghe di Voghera in attesa del loro turno dal parrucchiere. Il libro è divenuto un film, ed e si preannuncia un successo. Lacci in cuoio, frustini e tutine in lattice non sono più un argomento tabù. Per alcuni è solo un gioco, altri di questo immaginario ne hanno fatto una vera e propria filosofia di vita. Nascono come funghi locali a tema, serata dedicate. Il fenomeno si è talmente espanso da far tornare sugli scaffali delle librerie nella sezione “consigliati da…” romanzi come Histoire d’O, scritto erotico di sottogenere BDSM, pubblicato nel 1954 dall’autrice francese Dominique Aury (visto con i miei occhi l’altro giorno in Feltrinelli). Roba che prima nelle grosse catene manco osavi chiederla. La parola “sottomissione” è in questi giorni sulla bocca di tutti, per via del romanzo di Houellebecq sull’ipotesi di un futuro dominato dall’Islam integralista, ma oggi vogliamo cazzeggiare e dopo la tensione emotiva di queste ore parlare dell’aspetto più “divertente” (per alcuni) del verbo. In musica, particolarmente nel rock, ma anche in altri generi, molti sono stati gli artisti affascinati da questo mondo e lo hanno cantato. Nella recente colonna sonora del film “50 sfumature…” sono presenti pezzi come I’m On Fire di Bruce Springsteen o Witchcraft di Frank Sinatra, scelte secondo noi adatte al massimo ad un “famolo strano” tra Jessica e Ivano, suvvia. Allora, spingendo un po’ sull’acceleratore, ve li consigliamo noi i pezzi per le vostre nottate più “dolorose”…

Dominated Love Slave – Green Day

Il titolo parla chiaro ed anche il testo:”Voglio essere il tuo schiavo dominato dell’amore, Voglio essere l’unico che riceve dolore, puoi sculacciarmi quando non mi comporto bene… Baciarmi in fronte con una catena “. In uno dei pochi pezzi dall’incedere meno “violento” i Green Day ci vanno giù duro con le parole!

Venus in furs – Velvet underground

In assulto il pezzo BDSM per antonomasia. Nel testo c’è tutto, stivali di cuoio, frusta ed una padrona “cara” che cura (a suon di mazzete, direbbe Lino Banfi) il cuore del suo schiavo.

 

Du riechst so gut – Rammstein

La lingua tedesca a noi italiani già “fa bbbrutto” solo a sentirla, se poi ti dice che “sente il tuo odore” e l’odore è quello del sangue e del tuo sudore… bhe…

Motley Crue – Treat Me Like The Dog

Pezzo presente in New Tattoo, album del 200o dei Crue. La loro passione per gli eccessi sessuali non la hanno mai nascosta, ma hit come “girls girls girls” degli anni 80/90 sono roba per poppanti in confronto a questo pezzo dal piglio quasi punk, in cui il povero V.Neil chiede implorando: “trattami come il cane che sono”. Bau!

Imanuel Casto – Bondage

Casto è uno dei fenomeni più amati-odiati degli ultimi anni. Ha inventato il porno-pop e portato un linguaggio spinto, sebbene con piglio volutamente Kitsch, nelle discoteche. Non poteva mancare il pezzo a tema…

 

Sick Tamburo – 24/7
Nati da una costola dei Prozac +, già dal look si intuisce la passione per il sadomaso della band. 24/7 è il modo di dire usato nell’ambiente BDSM per definire un rapporto di dominazione-sottomissione in cui la schiava o lo schiavo sono “a disposizione” 24 ore su 24.

Mario Venuti – Crudele

L’ex Denovo in questo pezzo canta:”sono una persona che ama solo quando soffre e poi legami…” Insomma, non c’è molto da spiegare. Sti cantautori se non soffrono non sono contenti.

Marylin Manson – Eat me drink me
Nella carrellata non poteva mancare il reverendo. Forse il pezzo più adatto era la cover di “Sweet dream”, ma pure farsi “mangiar e bere” non ci pare proprio un gran bel sogno…

Nine inch nails – Mr self destruct 

Per Mister Trent Reznor il sadomaso è quasi na fissa. Tra i molti pezzi in cui affonta il tema abbiamo scelto questo, il più crudo e quello che in assoluto affronta l’aspetto più psicologico del Bdsm, quello del controllo dell’amato/odiato: “Sono la voce nella tua testa e ti controllo, Sono l’amante nel tuo letto E ti controllo, Sono il sesso che do E ti controllo, Sono l’odio che tenti di nascondere E ti controllo…”. Ma mollarmi no!?

 

Afterhours – Lasciami leccare l’adrenalina
Agnelli in anni “insospettabili” per il rock italiano cantava: “Le tue lacrime infondo ai miei brividi, sei più bella vestita di lividi…”. Botte, profumi, amore. L’essenza del Bdsm in italiano!

Joy Division – She’s Lost Control
Per la serie “forse non tutti sanno che…” i Joy Division scelsero questo nome ispirandosi ad un romanzo erotico di Karol Cetinsky “The House Of Dolls”, all’epoca descritto come uno “zozzo romanzetto sadomasochista”. Il romanzo era ambientato in un campo di concentramento nazista in cui le donne deportate erano schiavizzate sessualmente dagli ufficiali in congedo. Il pezzo più trucido e discutibile della nostra selezione non poteva che essere loro.



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