Gli Anthony Laszlo raccontano gli Anthony Laszlo

Gli Anthony Laszlo raccontano gli Anthony Laszlo

Di: Anthony Sasso e Andrea Laszlo

Siamo Anthony Sasso e Andrea Laszlo de Simone insieme formiamo gli Anthony Laszlo, per entrare dentro la nostra musica ci piacerebbe raccontarvi la nostra storia, a modo nostro in maniera schietta, ma ponendoci come narratori esterni, come un mini romanzo rock, la storia di chi senza musica e far musica non riesce proprio a stare.

Anthony Sasso e Andrea Laszlo De Simone si incontrano per la prima volta a un concorso per band emergenti alla fine degli anni ’90 quando hanno rispettivamente 15 ed 11 anni. Entrambe le formazioni arrivano in finale, ma nessuna delle due riesce a vincere il concorso. Anthony e Laszlo però rimangono estremamente colpiti l’uno dall’altro e sentono subito di avere qualcosa che li accomuna nel profondo. Nasce fra loro una grandissima amicizia che dura negli anni. Nel 2000 per la prima volta suonano insieme e fondano una band di nome “Estelle” con la quale conquistano il secondo posto al concorso “Ritmika”. Conclusa l’esperienza continuano a suonare ognuno con il proprio progetto: Anthony nei “Milena Lovesick” e Laszlo nei “Nadar Solo” (di cui anche Anthony farà parte come bassista per un breve periodo).

C’è qualcosa che matura in loro, si sentono disadattati e riscontrano di avere gli stessi problemi pur suonando in gruppi diversi: suonano troppo forte, si esprimono con troppa rabbia, improvvisano e non danno riferimenti. Non hanno più voglia di fare le prove.
Vogliono sentirsi liberi. Nel 2009 dopo essersi rincontrati a una festa decidono finalmente di fare un concerto solo loro due, senza provare e senza programmare niente. Solo una chitarra, una batteria e due voci. Poche settimane dopo si esibiscono sul palco di “da Giau” in un’ improvvisazione devastante, carica di tutta la rabbia, di tutta la voglia di lasciarsi andare che avevano accumulato negli anni. Improvvisano canzoni articolate ricche di stacchi, dinamiche, cori.

Suonano con le canne in bocche, Anthony passa metà concerto indemoniato fra la gente e Laszlo massacra la batteria tenendo in equilibrio sulla testa un bicchiere di birra. Alla fine del concerto hanno le lacrime agli occhi, sono felici. Quella sera gli vengono subito offerti un contratto discografico da “Fondazione Sonora” (Bliss co.) e numerosi altri concerti. I due decidono di firmare, ma in breve tempo capiscono che non fa per loro, che le logiche discografiche gli affliggono l’anima e dopo un paio d’anni inconcludenti e faticosi se ne vanno, non demordono. Scrivono più di 150 canzoni insieme e altrettante da soli, Laszlo registra in casa un disco solista dal titolo “Ecce Homo” e continuano a macinare live su live distruttivi ed esaltanti, senza fermarsi mai e senza mai voler scendere dal palco, toccando picchi di concerti di tre/quattro ore nel sudore e nei fumi alcolici rimediando ferite evidenti.

L’apice è di certo un live a Torino da “Giancarlo” ai Murazzi. Laszlo il giorno prima finisce sotto la macchina di un suo amico, in seguito ad uno scherzo e ha un piede rotto, ma probabilmente non se n’è accorge perché inizia a suonare addirittura con il gruppo precedente e, senza soluzione di continuità, al termine attaccano gli Anthony Laszlo. La serata è delle migliori, la sala è piena, Anthony è incontenibile, salta, sputa, corre, balla, grida e si dimena. Laszlo è in trance. Ragazzi e ragazze dal pubblico sporgono bicchieri e borracce per abbeverarli. Dopo circa tre ore di concerto incessante Laszlo sale in piedi su una panca e ha un

mancamento. Frana sulla batteria distruggendola e capovolgendola e qualcuno è già pronto a chiamare un’ambulanza. Anthony non si ferma, anzi. Impazzisce. Dà volume e parte con un uragano di feedback saltando sulla spia con la chitarra sopra la testa. Qualcuno corre in soccorso di Laszlo, ma non fa in tempo a toccarlo che parte un urlo di battaglia e restando a terra su un fianco inizia a percuotere violentemente tutto quello che resta della batteria. Anche Anthony si butta per terra continuando a suonare come un pazzo. Le pareti del locale sono umide e tremano talmente tanto che sembra che possano crollare da un momento all’altro. Anthony si butta nel pubblico e trascina la gente. Ora non si capisce più dove finisce il palco comincia la platea. Da “Giancarlo” c’è anche Dade dei Linea 77 ed è proprio lui a proporre, qualche tempo dopo, di fare un album. Si mettono subito a lavoro con Alberto Bianco e successivamente con Gabriele Ottino per il mix.

Dopo un anno e mezzo di lavoro intermittente il disco dei Anthony Lazso è pronto.

Anthony Laszlo sono i torinesi Anthony Laszlo sono appena usciti con l’album omonimo. Il duo nasce dall’amicizia, prima, e poi dalla collaborazione artistica di Anthony ex chitarrista dei Milena Lovesick e Laszlo nei Nadar Solo, entrambi gruppi molto
seguiti nella scena underground torinese.


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