IN FLAMES, 22 anni di successi e non sentirli

IN FLAMES, 22 anni di successi e non sentirli

Nel vasto ed affascinante universo della musica metal, esiste un sottogenere estremo che si contraddistingue per l’utilizzo di chitarre pesantemente distorte, un potente cantato in scream che talvolta è intermezzato dal suono di strumenti acustici, ispirati al tradizionale folk nordeuropeo. Questa variante dell’ heavy metal, spesso finita nell’occhio del ciclone a causa delle tematiche trattate in alcune canzoni (satanismo, anti-cristianesimo, nichilismo, nazionalismo ecc..), prende il nome di black metal, e dai Paesi Scandinavi dove ha avuto origine (Norvegia e Svezia soprattutto), si è diffuso pian piano in tutta Europa. Proprio in quella Svezia che si apprestava a celebrare il successo di alcuni tra i gruppi black metal più importanti come i Dark Funeral, i Nifheleim, i Dissection, i Marduk, nacque una delle band che più di ogni altra (assieme ai connazionali Dark Tranquillity) ha rivoluzionato la scena della musica più estrema, unendo in modo intelligente le tradizionali sonorità black al death metal melodico. Di chi stiamo parlando? Degli In Flames ovviamente.

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Nati nel 1990 a Göteborg per volontà del chitarrista Jesper Strömblad, gli In Flames hanno sempre fatto discutere fan e semplici ascoltatori riguardo il proprio stile musicale: assodato ormai che non si trattava del classico black o death metal, qualcuno li ha definiti metalcore, qualcun’altro addirittura nu metal, soprattutto dopo aver ascoltato l’album “Reroute to Remain” del 2002. Le due cose che mettevano tutti d’accordo però, erano senz’altro la presenza dell’elemento melodico all’interno delle loro canzoni e la continua voglia di sperimentare. Veri e propri marchi di fabbrica che hanno portato la band a produrre ben 11 album in studio (l’ultimo dei quali “Siren Charms” uscito a Settembre 2014) , uno spettacolare live album registrato in Giappone (“The Tokyo Showdown“) ed oltre 3 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.

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Esistono parecchi anedotti e curiosità riguardo gli In Flames. Ad esempio, con l’uscita dal gruppo del fondatore Jesper Strömblad, avvenuta nel 2010, nella band non è rimasto nessun altro  membro della formazione originale. Il chitarrista Björn Gelotte oltre a fare il musicista, nella vita di tutti giorni è anche un meccanico, ed assieme al bassista Peter Iwers, ha recentemente aperto un bar a Göteborg. Lo stesso bassista Iwers, in un’intervista, si è dichiarato un fan accanito degli Slayer, Iron Maiden e anche degli Splipknot. Slayer che hanno ricambiato la stima come sottolineato dalle parole del leader Kerry King, il quale ha collocato i primi tre album degli In Flames tra i migliori della storia del metal. Nonostante sia stato “Clayman” l’album più venduto nella storia della band, Come Claritysi è aggiudicato il titolo di miglior disco svedese del decennio. Curioso è anche il video dalla canzone “Trigger“, utilizzata nella colonna sonora del film Freddy vs Jason, che vede protagonista la band dei Soilwork intenta a infastidire Jasper e soci.

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La band svedese ha sempre avuto un rapporto speciale con l’Italia: in più di un’intervista infatti, il gruppo ha ribadito il proprio piacere nel tenere concerti nel nostro Paese, dove Björn e gli altri possono contare sul sostegno e l’amore di tantissimi fan. E dopo il successo della data di ottobre al Live Club di Trezzo D’Adda (MI), adesso gli In Flames si preparano a tornare in grande stile: saranno infatti headliner al “Rock Im Ring Festival” che si terrà il 10 luglio a Ritten (BOLZANO) presso la Ritten Arena! Una bellissima notizia che farà di certo felici tutti gli amanti del death melodico… Anzi chiamiamolo pure come tanto piace a loro… Swedish Metal!

Biglietti in vendita su ticketone.it e livenation.it a partire da oggi, lunedì 16 Febbraio.



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