Intervista a Soko

Intervista a Soko

Si chiama  Stéphanie Sokolinski, ma guai a chiamarla così! Nata a Bordeaux nel 1986, inizia la sua carriera artistica prima come attrice, vincendo anche numerosi premi e riconoscimenti, per poi arrivare al mondo della musica, quasi per gioco, su Myspace, ottenendo più di 3 milioni di contatti con il pezzo “I’ll kill her“.

L’abbiamo incontrata per parlare del suo nuovo album “My dreams dictate my reality“, ecco a voi Soko!

“Non ho una vita, amo i gatti, il gelato vegano, il romanticismo, i vecchi diari, le stelle cadenti, Netflix e posso o non posso essere un alieno”.

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Soko, attrice, cantante, fashion icon, produttrice, musicista, e molto altro ancora, chi è la vera Soko?

Soko è la persona che hai ora davanti, una persona che ama fare tutto quello che hai appena detto, che cerca di vivere la vita, facendo quello che le piace e che la rende felice, come scrivere la mia musica, disegnare le mie copertine, il booklet del disco. Non mi piace delegare il lavoro a qualcuno a cui non piace o interessa quello che sta facendo, oh, e amo anche girare video musicali, infatti non vedo l’ora di tornare a Los Angeles, per poterne girare di nuovi!!

Parliamo della tua evoluzione musicale, sei nata come artista folk, fino ad arrivare a fare quasi gothic-punk, raccontaci della tua crescita.

Diciamo che quando ho iniziato la mia carriera, tutto quello che sapevo fare, era suonare la chitarra, poi crescendo inizi a conoscere più a fondo la musica, impari a suonare nuovi strumenti, sono diventata più indipendente nel comporre la mia musica. Sono ossessionata dagli arrangiamenti, quindi diciamo che è stato un percorso di crescita anche come essere umano, tanti eventi nella mia vita mi hanno spinto a crescere velocemente, ho perso mio padre quando avevo solo 5 anni, sono andata via di casa a 16, e quando ti succedono cose del genere, la tua infanzia non è una vera infanzia. Un bambino deve pensare a giocare, mangiare, dormire, e non avere preoccupazioni, mentre io pensavo che prima o poi sarei dovuta morire, che sarei rimasta sola e che tutti mi avrebbero abbandonato. Credo che la mia musica ne risenta di tutti questi sentimenti ed emozioni, ma soprattutto, amo avere una band sul palco, ero stanca di essere un’artista solista! Mi sentivo troppo sola! Ma anche per quanto riguarda il nuovo album “My dreams dictate my reality“, avevo bisogno di più energia, e di non essere la sola ed unica vittima delle mie emozioni.

Cosa ti piace di più di Los Angeles? 

Ovviamente il clima, la scena musicale, io sono vegana, adoro che lì sia tutto salutare e c’è una grandissima scelta per quanto riguarda il cibo.

Poi adoro guidare ed ascoltare la musica, la California regala paesaggi mozzafiato!!

Il produttore del tuo album è Ross Robinson, un produttore con un curriculum invidiabile, ha prodotto i  The Cure che sono una delle tue band preferite, come ci si sente a lavorare con lui?

Amo i The Cure, quando ero bambina le mie canzoni preferite erano “Boys don’t cry” e “Close to me“, poi crescendo ho imparato ad apprezzare anche i pezzi più vecchi. Soprattutto l’album “Three imaginary boys“. Lavorare con Ross è stupendo, è una persona eccezionale, pura, ha una cura maniacale di ogni minimo dettaglio e ti spinge sempre a migliorarti, riesce a farlo in un modo che solo lui ha, lui è  la mia ancora a Los Angeles, è diventato la mia famiglia ed è essenziale per me! Non ha una vita privata, si sveglia tutte le mattine per venire a lavorare, e lo fa con una passione incredibile! Mi supporta tantissimo, perché ci tiene davvero!

Qualcuno ti ha definito una punk sensibile, come è essere una punk sensibile, come ci si sente?

Questo è divertente perché mi fa ricordare un episodio successo a LA. La mia migliore amica era venuta a vedere un mio show in compagnia di un suo amico, un signore diciamo sulla cinquantina, che non conoscevo, e lui continuava a dirle: “Wow è buffo! La tua migliore amica è una punk! Ma una punk buona! Vuole davvero che la gente si senta bene con se stessa! Non è una vera punk!”. Io odio la violenza, c’è già troppa oscurità nel mondo, e non ho nulla per cui dovermi ribellare, cerco solo di essere il meglio che posso!

Credi che magari tutto questo apparire forte e ribelle, sia uno scudo per proteggere il tuo animo buono e sensibile?

Ma io non ho mai nascosto il mio lato sensibile, non me ne sono mai vergognata, e non ho mai avuto paura di esserlo!

Prima di essere una musicista a tutti gli effetti, eri un attrice, raccontaci un po di quell’esperienza.

Si, lo ero e lo sono ancora oggi, infatti dopo il mio tour, che durerà per tutto il mese di marzo, mi dedicherò a girare ben 4 film, tutti indipendenti, 2 sono Francesi e 2 Americani, forse riuscirete a vederne qualcuno in Italia!

Sei considerata un icona nella moda, cosa ti piace della moda, la segui?

Sinceramente no, mi vesto in base ai miei umori, cerco sempre di avere il mio stile!

Raccontaci del tuo ultimo video “Ocean of tears”.

L’ho appena girato a Los Angeles, i miei video sono tutti semplici, crudi e puri, non c’è molto da dire, guardatelo!!!

Ti vedremo suonare in qualche grande festival quest’estate?

Vorrei, mi piacerebbe, ma credo che sarò troppo impegnata con i film! Il mio tour europeo mi occuperà tutto marzo, poi farò altre 4 date in California dove suonerò al “Burgerama festival“, una manifestazione della “Burger records“, una casa discografica che adoro!

Il tuo tour toccherà l’Italia?

Non ancora, ma ci stiamo lavorando!!

L’ultima domanda, con quale artista vorresti collaborare? Vivo o morto.

Robert Smith e Morrisey!!!

 

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