Intervista ai The Subways

Intervista ai The Subways

La band inglese sta per arrivare in Italia per suonare dal vivo alla Salumeria della musica a Milano, il 28 febbraio 2015. È la band indie rock del momento, e noi abbiamo intervistato Charlotte Cooper, che ci ha raccontato molte cose sui loro esordi, sui loro progetti futuri, sui loro idoli e… tanto altro ancora!

Più o meno 10 anni fa è stato pubblicato il vostro primo album, Young for eternity: come sono cambiati i The Subways in questi 10 anni?

Abbiamo avuto così tante incredibili esperienze in questi 10 anni, e anche se è qualcosa di ovvio da dire, siamo cresciuti tanto. Eravamo così giovani alla pubblicazione di Young for eternity (18, 19 anni), avevamo tanto da imparare!

Dal vostro primo album ad oggi il vostro sound è cambiato molto, dalle melodie cupe e quasi tristi, agli ultimi album solari e divertenti, ricchi di allegria. Com’è stato possibile?

Credo, semplicemente, che ci piace molto esplorare la musica in diversi modi, ci piace molto avere dei grandi pezzi pop-rock da suonare live e scatenarci sul palco. Ma siamo anche fan di band come i Death Cab for Cuties, e questo ci influenza nel creare molte ballate melanconiche.

Anche se siete britannici il vostro sound è sempre più americano: qual è il vostro legame con l’America? Avete mai aspirato al “sogno americano”?

Abbiamo suonato in molti tour americani ed abbiamo sempre passato dei momenti magnifici lì (spero potremmo tornare a suonare in America per presentare il nostro nuovo album!). Abbiamo registrato il secondo album a Los Angeles ed è per questo che ha un profondo legame con l’America.

Se sì, quali sono i vostri personali “sogni americani” e il vostro “sogno americano” come band?

Noi desideriamo solamente fare un altro tour in America! Ci sono così tante belle città lì: come New York, che è una delle mie preferite.

Voi siete una delle poche band contemporanee che tiene veramente ai propri fans e vuole avere un legame con tutti loro, e in definitiva ci riuscite davvero! Che ruolo hanno i fan nelle vostre vite, nelle vostre vite personali e nella vostra vita come band?

Senza i nostri fan non saremmo qui e noi questo lo riconosciamo. Siamo davvero così fortunati ad avere dei fan così leali che sono rimasti con noi fin dall’inizio. Noi controlliamo i nostri social tutti i giorni e rispondiamo alle domande e a i messaggi dei fan. È una cosa che mi piace molto fare, ed è bellissimo sentire dei feedback da persone a cui interessa veramente.

Durante la vostra carriera avete suonato con moltissime band, ma qual è la band con cui vi divertite di più a condividere il palco?

Abbiamo suonato a un festival francese con i Garbage, ed è stata un’esperienza fantastica per me, perché Shirley Manson è il mio idolo. Noi amiamo la stagione dei festival, perché possiamo vedere tutte le nostre band preferite.

The Subways hanno calcato così tanti palchi in così tanti luoghi diversi, ma qual è il vostro preferito? Ed il vostro miglior pubblico?

Siamo stati così fortunati da calcare davvero tanti palchi in così tanti posti, che non ci saremmo mai sognati di visitare… Abbiamo suonato in Italia solo un paio di volte, ma è stato magnifico (il pubblico italiano è incredibile!) Siamo davvero emozionati di suonare di nuovo a Milano.

Come band, qual è il vostro momento preferito nei The Subways? E qual è, invece, il vostro miglior momento da band come individuo? Avete un avvenimento speciale che volete condividere con noi?

Trovo sempre speciale quando suoniamo in un posto nuovo per la prima volta (è davvero un brivido). Uno dei miei momenti preferiti è stato calcare il palcoscenico a Mosca, per la prima volta, durante il nostro primo tour in Russia. Le grida della folla sono state qualcosa di pazzesco (un suono che non scorderò mai).

E per finire: cosa si devono aspettare i vostri fan più affezionati dal vostro nuovo album?

Abbiamo preso molto dai nostri esordi e dall’energia che avevamo all’epoca. Abbiamo lavorato nuovamente su una vecchia canzone I’m In Love and Its Burning In My Soul, che ha dato il via per scrivere poi il resto del nuovo album. Billy era alla guida della produzione, e credo proprio che abbia catturato il nostro live sound e le nostre atmosfere.


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