Miguel Bosé: “Finalmente ho capito chi sono…”

Miguel Bosé: “Finalmente ho capito chi sono…”

Il 27 gennaio è uscito “Amo” il nuovo album di inediti di Miguel Bosé. O forse dovremmo dire solo di Bosè…?

Lo abbiamo incontrato al Principe di Savoia a Milano, e abbiamo avuto modo di scoprire un uomo aperto, simpatico, intelligente, colto, che aveva voglia di raccontare e di raccontarsi. Dopo cinquanta minuti di conversazione, hanno praticamente dovuto interromperlo. Miguel sembrava voler restare con noi, dirci tutto, ma proprio tutto, di sé, del suo nuovo album, del suo passato, della sua vita, delle sue passioni. Con un po’ di schizofrenia, parlava di Miguel e di Bosé, come se fossero due persone ben distinte, due uomini completamente separati e diversi tra loro. Miguel il padre, quello che sta bene nell’orto in campagna, e Bosè, il personaggio pubblico, quello che fa i dischi anche per pagare le bollette. Quello che si da da fare per mantenere ben quattro figli. Perché Miguel sta attraversando uno dei momenti più belli della sua vita, quello della paternità. Figli che ha avuto molto tardi, perché prima doveva e voleva pensare alla carriera. La sua professione gli ha sempre chiesto molto: “Sappiate, che il giorno in cui avrete dei figli, vi si aprirà un giardino di emozioni che era sempre stato lì, di fronte a voi, ma che non avevate ancora mai esplorato”. Miguel sta scoprendo ora che cos’è l’amore, grazie ai suoi figli. Prima, quando era in coppia, ne aveva avuto solo un assaggio e non era per niente quel tipo di amore che sta provando adesso. Miguel uomo di fede, ma non religioso, lui si definisce agnostico, molto scientifico, perché qualcosa c’è, non sa cosa, ma è sicuramente geniale. Un uomo, Miguel, che solo da poco dice di aver capito cos’è la sua vita, che significato hanno le cose, perché è nato in un determinato posto e a cosa gli è servito. Un uomo che ha imparato a condividere, che ha portato avanti la sua carriera senza ostentazione. Un uomo, Miguel, che ha sempre avuto molti interessi, la matematica, la scienza, la cosmologia, la biologia. E infatti, Miguel, è un artista… (ops, scusate, un uomo, l’artista è Bosè), che legge e ha sempre letto molto. Legge sempre molti libri per volta e se uno non lo appassiona subito, lo molla lì, non ha più la pazienza di provare ad andare oltre, ci sono troppe cose da imparare, da scoprire. Se gli si chiede quali sono i suoi autori preferiti, quelli che lo hanno cambiato, risponde, sorridendo, che no, una domanda così non si dovrebbe mai fare, mette in difficoltà, ma alla fine risponde lo stesso: Grimm, Carroll, Fuentes, Auster, Kundera, Kafka, e tanti, tanti altri. Impossibile nominarli tutti. Si ricorda e ci confida, che quando era bambino si nascondeva sotto le coperte invece di dormire, per leggere, passava notti intere così, notti da togliergli il fiato, notti piene di immaginazione, dove fantasticare, viaggiare e sognare a occhi aperti.

E questo disco, “Amo”, racchiude proprio tutto, tutta la sua vita, i suoi grandi amori, i suoi interessi. Un album che ha avuto una gestazione lunga, dove c’è tanto Bosé, che è sempre così poco maturo, infantile e che a volte fa pure dei danni. A Miguel non sta molto simpatico Bosè, ma si devono sopportare. “Amo” parla della conoscenza, dell’amore, è un disco intimo, positivo, dove Bosè, o Miguel, a questo punto non ci capiamo più nulla, si è tradito, si è aperto molto, parla di sé, non di personaggi inventati o a lui vicini.

Miguel Bosè è ancora molto seguito e amato in Italia e in Spagna, anche se l’Italia che lo amava e lo ricorda per certe canzoni in particolare, dice, si è sentita tradita quando ha un po’ cambiato genere musicale. In Spagna no, là sono felici se si cambia stile, sono per il rinnovamento, non rimangono attaccati e affezionati a certe cose come gli italiani.

E il suo successo è lungo e duraturo anche perché i fan di Bosé sono davvero di varie generazioni, una nuova, quella dei selfie e figlia d’internet, e una che ancora ci tiene a comprare i CD. Quando gli si chiede della crisi del mercato musicale, Bosè è chiaro ed esplicito: “Non ci sono più i soldi e s’investe sull’artista, non sulle canzoni. È l’immediatezza che comanda”. Ma lui non è affatto traumatizzato da questo. Le cose cambiano, ma la richiesta di musica c’è, e ci sarà sempre.

Le perle di saggezza di Miguel, di Bosè, di Miguel Bosè? “Conoscere, perché da potere, perché rende liberi, permette di non essere sottomessi.” E: “Se ci sono cose che desideri davvero e le annaffi, a un certo punto compaiono, arrivano sul serio…”

Il disco, “Amo”, non ci è piaciuto, non è proprio nelle nostre corde, non ci piace il genere, musicalmente parlando, non tanto per i testi, ma è stata una bella sorpresa conoscere meglio Miguel Bosé, perché di un uomo solo si tratta, e scoprire che è davvero uno in gamba, intelligente, sensibile, un personaggio famoso che sarebbe bello frequentare e conoscere meglio. Uno che ne ha viste di cose e si vede e si sente. Un uomo che prima o poi dovrebbe forse dedicarsi alla scrittura e non solo alla musica… chissà, come scrittore potrebbe permettersi di essere solo Miguel Bosé e non uno o l’altro…


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