Oscar 2015, il meglio e il peggio dei look delle star

Oscar 2015, il meglio e il peggio dei look delle star

Ed ecco a voi il nostro responso personale della notte degli Oscar 2015 e oltre, fino al Vanity Fair Oscar after party.
Ormai sapete già chi ha vinto a grandi linee, anche perché è scritto ovunque. Vi siete persi i dettagli perché dormivate (giustamente) o vi siete abbiocati a metà?

Per chi ha frettissima:

Miglior Film: Birdman

Miglior Regista: Alejandro Inarritu (Birdman)

Miglior Attore Protagonista: Eddie Redmayne (La teoria del tutto)

Miglior Attrice Protagonista: Julianne Moore (Still Alice)

Miglior Attore Non Protagonista: JK Simmons (Whiplash)

Miglior Attrice Non Protagonista: Patricia Arquette (Boyhood)

Miglior Sceneggiatura Originale: Birdman

Miglior Sceneggiatura Non Originale: The Imitation Game

Miglior Fotografia: Birdman

Miglior Film Straniero: Ida (Polonia)

Miglior Costumi: Grand Budapest Hotel (Milena Canonero)

Miglior Animazione: Big Hero 6

Miglior Scenografia: Grand Budapest Hotel

Miglior Montaggio: Whiplash

Miglior Colonna sonora: Grand Budapest Hotel

Miglior Canzone: Selma

Miglior Effetti speciali: Interstellar

Miglior Sonoro: Whiplash

Miglior Montaggio sonoro: American Sniper

Miglior Trucco: Grand Budapest Hotel

Miglior Documentario: Citizen Four

Per chi ha voglia di spettegolare un po’:

And the winner is?

Un pochino ce le aspettavamo queste vittorie… Gran Budapest Hotel di Wes Anderson vince per Miglior Costumi, Miglior Scenografia, Miglior Trucco e Migliore Colonna Sonora. Felici nell’apprendere la vittoria di una nostra eccellenza italiana, Milena Canonero, così composta ed elegante nei suoi portati-da-Dio 69 annni. È bello sapere che ci sono costumisti che fanno la differenza nel cinema in questo modo. Quale modo? Inventare le cose, e non solo riprodurle. Cioè per dire, la bombetta di Alex in Arancia Meccanica l’ha proposta lei a Stanley Kubrick. Non so se mi spiego. Indimenticabile poi, in Marie Antoniette di Sofia Coppola. Ok, la smetto qui. Beh, insomma questa donna passerà alla storia con i suoi 4 oscar portati a casa e siamo felici che sia italiana.
G.B.H. vince anche per trucco e parrucco e questo mi rallegra particolarmente in quanto make-up artist. Bravi! Il film non l’ho apprezzato molto ma è sicuramente notevole nel suo genere. Poteva vincere anche per la fotografia. Vabbè.
Vince praticamente tutto il resto, Birdman di Alejandro González Iñárritu per Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Fotografia. Il presentatore rubato a “How I met your mother”, Neil Patrick Harris, si mette letteralmente in mutande per i premi vinti dal team di questo film. E anche per ricordare una scena del film. Ma sì. Purtroppo non l’ho ancora visto il film, ma rimedierò presto.
Girl power per lo speech femminista di Patricia Arquette che si complimenta con le donne americane dei loro sforzi filiali con stanting ovation a seguito di Meryl Streep e J. Lo. Commozione commovente della divina Julianne Moore, le due registe di Doc, J K Simmons e il patatone Eddie Redmayne, che toccano argomenti delicati come alzheimer, figli suicidi, genitori che non ci sono più e malati di SLA. Viene commemorata Virna Lisi, incredibile, e il meraviglioso in eterno Robin Williams.
Mi ha colpito molto anche Graham Moor, il regista di The Imitation Game per una frase che passerà alla storia in stile Steve Jobs ovvero <Stay weird, stay different> a favore delle diversità. Noi di Jaymag non potremmo che essere più d’accordo: l’unicità è tutto, mai farsi abbattere se ci sentiamo diversi dagli altri.

Chi ha cantato cosa?

Inizio canoro noioso da parte dello stesso Neil Patrick Hairris+Anna Kendrick. Ne sa qualcosa Benedict Cumberbatch – inquadrato per caso – che per darsi forza si fa un goccetto da un’adorabile fiaschetta d’argento. Salva la situazione con brio, il sempre fantastico Jack Black.
Atmosfera fiabesca post natalizia – con mia inaspettata lacrimuccia a seguito – quella creata da Adam Levine dei Maroon 5 con Lost Stars. Conoscevo la versione originale di Ingrid Michaelson, You and I… Che dire? quando le canzoni hanno un significato speciale per noi, la loro bellezza si amplifica, non c’è niente da fare.
Molto interessante una nuova e zuccherosa Lady Gaga. Il vestito la ingrassa un po’ (oppure è proprio ingrassata???). L’amore colpisce tutti prima o poi, ciniche convinte comprese. Esibizione bella, voce notevole, viso felice, duetto con “Mery Poppins” in persona, per commemorare il 50esimo anniversario di Tutti insieme appassionatamente. Insomma Gaga, in fondo in fondo, sei una tenerona, l’avevamo un po’ intuito grazie al duet vincente insieme a Tony Bennet di poco tempo fa. Evviva la fantasia dei nostri amici americani innamorati forever dei musical in tutte le loro sfumature.
Bellissima esibizione di John Legend e Connor con Glory, tratto dal film Selma con ballerini marcianti a seguito.
Simpatica, Jennifer Hudson in I Can’t Let Go (In Memoriam), con la canzone dedicata a tutti coloro che ci hano lasciato quest’anno, ma purtroppo niente di che.
Tecnicamente brava Rita Ora in Grateful della colonna sonora di Beyond The Lights, ma non mi ha particolarmente emozionato.

Best/worst dressed?

Tutto il mondo della moda e non, è rimasto incollato a scrutare e re-twittare il minimo dettaglio, scollatura e pietra incastonata degli outfit delle star presenti che hanno calcato red carpet e palco. Noi siamo da meno? Ovviamente no. Non avendo un’animo segreto da fashion stylist, cercherò di parlarvi solo di cosa mi è piaciuto personalmente cercando di escludere chi ha toppato. So già che non sarà facile.

Best woman’s total look:

Non è facile eleggere le migliori di questa categoria anche perché ho notato che i colleghi oltre-oceano in trucco & parrucco & co. hanno fatto molte delle loro considerazioni pensando alle foto più che alla presenza delle attrici, vera e propria. Un esempio: Rita Ora, bellissima in foto, in video quasi deludente. Purtroppo, succede. Ma il video volant, la foto manet quindi direi scelta intelligente, anyway. Anche se le avremmo preferite perfette comunque, visto il calibro della serata.
Molto bella Dakota-50-sfumature-di-grigio con un rosso Saint Laurent arricchito da dettaglio argento sulla spalla che ricorda vagamente una corda annodata. Bellissima Marion Cotillard in Dior Couture, anche se sospetto che abbia ormai poca scelta in merito di brand da scegliere vista la sua ultima collaborazione con la Maison. Di classe, Reese Witherspoon in un Tom Ford bianco con dettagli neri e Rosamunde Pike in un rosso scuro Givenchy Couture. Incantevole Emma Stone con il suo Elie Saab Couture di un colore molto difficile da portare, ma che a lei sta benissimo. Stupenda Felicity Jones con un Alexander McQueen bianco-argento da principessa. Molto belle anche la glam-rock Margot Robbie in Saint Laurant, la burrosa con stile Oprah Winfrey in Vera Wang, e l’esotica Zoe Saldana nel suo l’abito avvolgente Atelier Versace.

Best woman’s beauty look: Dakota Johnson, Rita Ora, Margot Robbie, Felicity Jones, Julianne Moore, Emma Stone, Reese Witherspoon, Gwyneth Paltow, Marion Cotillard, Rosamunde Pike e Chloe Moretz.

 

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Best men’s look:

Insomma, come deve vestirsi un uomo in un’occasione ufficiale? Sempre allo stesso modo, of course. Per fortuna siamo nel 2015 e c’è chi ha voglia di modernizzare il discorso. Nonostante questo, c’è chi sa portare l’elegante e chi no. Personalmente mi sono piaciuti molto Michael Keaton in Ralph Lauren, Adrien Brody e Channing Tatum in Dolce e Gabbana, Chris Evans in Gucci, Chris Pine in Giorgio Armani, Connor in Ferragamo e Eddie Redmayne in Alexander McQueen.

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Best couple:

Le coppie che ho apprezzato di più sono Adam Levine & Behati Prinsloo in Armani Privè, Hannah Bagshawe & Eddie Redmayne in Alexander McQueen, Benedict Cuberbatch & Sopie Hunter, Steve Carrell & Nancy Walls, Neil Patrick Harris & David Burtka, J K Simmons & Michelle Schumacher e Clint Eastwood & Christina Sandera.

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Discorso leggermente diverso, per la festa che ha seguito la cerimonia degli Oscar, la Vanity Fair Oscar after party.

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Le nostre adorate star hanno naturalmente sentito il bisogno di cambiarsi d’abito e ci sono state alcune piccole piacevoli sorprese. Non tutte, però. Sienna Miller e Reese Witherspoon sono tra quelle che resistono, tenendo lo stesso vestito, peraltro adorabile per entrambe. J. Lo opta per un vestito a sirena, leggermente meno scollato dell’altro – mah – però più trasparente. L’abbiamo capito che sei bellissima. Leslie Mann molto elegante in Giorgio Armani, un po’ lungo l’orlo dei pantaloni, forse. Sofia Vergara, adorabile nelle sue curve, eppure il vestito di Zuhair Murad non convince. Miley Cirus incredibilmente ripulita, ma non funziona il tentativo nemmeno in Schiaparelli Couture. Adorabile nella sua semplicità, Natalie Portman in Dior. Molto carina Diane Kruger in Donna Karan Atelier, orlo un po’ strano anche qui ma il drappeggio nella parte alta del corpo e un Joshua Jackson impeccabile al suo fianco, un po’ la salvano. Avevamo detto che non commentiamo gli abiti così-così, ma… Sia, solo tu potevi rovinare un Giorgio Armani! Mi fa immaginare che abbia chiesto il permesso a Lady Gaga per combinarsi così, e lei abbia reagito con un’adorabile indifferenza. Trasparenze gratuite di Irina Shayk e Rita Ora, un po’ meglio Lily Collins, Malin Akerman e Gigi Hadid (eccetto il suo dubbio accompagnatore). Meravigliosa Chanel Iman, quello sì, che è un vedo-non-vedo di classe. Abito molto carino quello di Jessica Hart, dubbi invece per hair & make-up. Make-up molto carino invece quello di Hailee Steinfeld, ma l’abito spacca il web in due per la sua fantasia geometrica urlante e coraggiosa. Non facile affatto, azzeccare abito-colore-taglio + pettinatura + make-up. Stupenda Miranda Kerr in Emilio Pucci. Interessanti Michelle Monaghan e Nina Dobrev.
Stupisce Lupita Nyong’o sempre in Calvin Klein, per fortuna senza perle. Mi fa tenerezza questa ragazza per la totale fiducia che ripone nei suoi fashion stylist, visto che passa da un flop a un top così velocemente. Ve lo ricordate l’abito di piume sfoggiato al MET 2014? Appunto. Molto bella Keira Knightley in Valentino Couture, che sfoggia la sua naturale radiosità da futura mamma. Sempre bellissime Behati Prinsloo e Rosie Huntington-Whitely.
Molto carina Felicty Jones, un po’ morigerata ma chicchissima in Saint Laurent. Stupenda Jane Fonda, una donna che non ha paura di essere sexy ma di gran classe alla veneranda età di 78 anni. Molto carina anche Amy Adams. Ma quante sono? Mamma mia. Un sospiro di sollievo per Lady Gaga. Hai fatto bene a cambiarti, e ne siamo tutti più felici.

Per terminare..

Le chicche che ci aspettavamo:

Commentatori americani entusiasti posti in ogni angolo pronti a riempire i primi silenzi dovuti ad assenza di star dell’inizio, traduttori italiani poco splendenti, mille mila pose immortalate dai fotografi di tutto il globo, flop e top inspiegabili oppure ovvi e le ormai immancabili selfie. Anche se nessuna potrà mai superare quella dell’anno scorso, ça va sans dire.

Le chicche che non ci aspettavamo:

Abbracci e affetto dilagante (vedi sollevamento abbraccioso di Jennifer Aniston+Emma Stone e bacio – sulla guancia – di John Travolta+Scarlett Johansonn), inoltre direi un pienone di mamma&papà-mi-accompagni-tu-agli-Oscar?
La più tenera direi, Dakota Johnson, che si battibecca con la rifattissima-simil-astiosa mamma Melanie Griffith che non vuole ancora andare a vedere il film della figlia. Chissà come mai…
Come avevo accennato prima, stupendo Benedict Cumberbatch per aver tirato su quel sorso di chissà quale alcolico da quella fiaschetta d’argento accompagnata da un’adorabile insulto al cameraman. Era appena iniziato tutto, gli darei 10+ per il coraggio. Ora direi che voglio una fiaschetta simile anch’io, ma penso che non sarò mai cool come lui.
Neil si lancia in una battuta sul fatto che nessun candidato agli Oscar… è di colore. Beh, in effetti è vero. Perchè no? Ha fatto bene.

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Responso finale:

Notte degli Oscar piacevole in un connubio di noia, entusiasmo e commozione intensa a tratti. Peccato che mi sia addormentata verso la fine. Mannaggia. Comunque rimane sempre l’evento più seguito dopo il Super Ball. E ci fa sognare. Grazie Hollywood.



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