IL THEREMIN, LO STRUMENTO CHE FA SUONARE L’ARIA

IL THEREMIN, LO STRUMENTO CHE FA SUONARE L’ARIA

Bruno Walter, compositore tedesco (1876-1962) definiva così il Theremin:

« Si pensa al miracolo quando si guarda un uomo afferrare vagamente l’aria ed evocare dal nulla note di una bellezza edi uno splendore senza precedenti, come nessun altro strumento esistente è in grado di produrre »

Ed in effetti è così. Quante volte in un disco o ad un concerto vi è arrivata alle orecchie una strana vibrazione mista tra il suono di un violino ed il canto di una sirena? Quella surreale sensazione sonora arriva dal Theremin, strumento magico, l’unico al mondo suonato senza essere toccato. Sembra un “aggeggio” dalla storia molto recente, ma in realtà ha una tradizione piuttosto antica. Utilizzato inizialmente nella musica classica in sostituzione degli archi, è negli ultimi anni tornato di moda e diventato oggetto di culto e curiosità per molti musicisti dell’area pop-rock e nella musica elettronica.

BREVE STORIA

Lo strumento prende il nome dal suo inventore. Il fisico sovietico Lev Sergeevič Termen (noto in Occidente come Léon Theremin o Theremine) nel 1919, mentre stava effettuando degli esperimenti per l’esercito con degli amplificatori a valvole, si accorse che senza toccare l’apparecchiatura, “uscivano” spontanei degli strani fischi. Affascinato da quei suoni quasi extraterreni, sviluppò l’idea, costruendo il primo Eterofono, battezzato più avanti Theremin. Il fisico (anche violoncellista) fu subito contattato da Lenin per promuovere l’invenzione in Europa. Partì dunque un vero e proprio tour tra Berlino, Londra e Parigi, dove la curiosità per “lo strumento che fa suonare l’aria” provocò addirittura disordini in un Teatro. Nel 1928 l’Eterofono raggiunse New York dove venne presentato ad una elitè di musicisti (tra i quali era presente Toscanini). Proprio in quell’anno da Eterefono cambiò il suo nome in Theremin. Il prezzo altissimo di produzione ne limitò molto l’utilizzo nei primi anni della sua vita. Clara Rockmore (Vilnius, 9 marzo 1911 – New York, 10 maggio 1998), violinista russa che per motivi di salute dovette abbandonare il violino, passando al Theremin, ne fu la maggiore interprete.

TECNICAMENTE, COS’è?

Senza addentrarci troppo in questioni ingegneristiche. Lo strumento è composto in sostanza da due antenne poste sopra ed a lato di un contenitore nel quale è alloggiata l’elettronica. Il controllo avviene allontanando e avvicinando le mani alle antenne: mediante quella posizionata verticalmente si controlla l’altezza del suono, quella laterale orizzontale) ne regola l’intensità. Il nucleo centrale del theremin sono due oscillatori che lavorano in isofrequenza: la produzione del suono si basa sul principio fisico del battimento delle onde generate dai due oscillatori. Fondamentalmente il musicista suona delle onde.

IL THEREMIN, NON SOLO MUSICA CLASSICA

Come detto nei primi anni di produzione venne utilizzato nella musica classica, ma per il suo particolare suono psichedelico ha affascinato sin dagli anni ’60/’70 molti musicisti rock, compositori di elettronica, cantautori ma anche insospettabili gruppi pop. Ecco gli esempi più importanti.

Jimmy Page/Led Zeppelin

Ebbene si. Il grande J.Page oltre che chitarrista eccelso, è anche un bravissimo suonatore di Theremin. Aguzzate l’orecchio e sentirete l’etereo vibrare dello strumento niente di meno che in “Whole lotta love”. I Led utilizzarono il Theremin anche in molti loro live in sostituzione o in aiuto agli archi tradizionali.

Jon Spencer Blues Explosion

Il suono del Theremin sembra in totale antitesi con il blues sporco e selvaggio di JSBE. Ed invece è proprio grazie all’interazione dello strumento con la sua voce che quel suono selvaggio viene riprodotto dall’artista nei suoi live e nei suoi album. Non è raro assistere a veri e proprio assoli/performance nei concerti della Blues Explosion.

Afterhours

Anche il rock italiano è stato contagiato dal suono del Theremin. Chi se non gli Afterhours potevano innamorarsene? Celebre è l’intro suonata proprio con questo strumento in “Bye Bye Bombay”

Perturbazione

Dal rock degli Afterhours, al pop raffinato dei Perturbazione che nel brano “Il Palombaro” ospitano Domenico Graglia, uno dei più bravi interpreti italiani del Theremin.

Baustelle

La passione del buon Francesco Bianconi per i suoni ancestrali è nota. Non potava mancare allora almeno in un pezzo dei suoi Baustelle l’utilizzo del Theremin, presente nella parte strumentale del brano “Love Affair”.

Beach Boys

Anche loro insospettabili amanti del Theremin. Sebbene nascosto, l’utilizzo dello strumento è quasi una costante del’album “Pet Sounds”. Aguzzate l’orecchio ascoltando la celebre “Good Vibrations”…

Vinicio Capossela

Nel suo album “Marinai, Profeti e Balene” è fondamentale l’utilizzo dello strumento per enfatizzare le atmosfere ancestrali e “marine”. Presente in quasi tutto l’album è suonato da Nadia Ratsimandresy. Molti pezzi del disco sono arrangiati dal dj giapponese Gak Sato, anch’egli grande suonatore di Theremin. Nella “Ballata del vecchio marinaio” ispirata a Coleridge, il Theremin si innalza a strumento principale.

Morgan

Il polistrumentista Morgan è un altro italiano appassionato di Theremin. Lo suona spesso nei suoi live, ma l’episodio più importante in cui l’utilizzo è più evidente lo troviamo nell’album “Non al denaro…”, rifacimento del capolavoro di De Andre. Nel pezzo “Un malato di cuore” la voce del soprano nell’arrangiamento è sostituita da un Theremin. Curiosità, la canzone si chiude con un tema tratto dall’Inverno di Vivaldi.

IL THEREMIN NEL CINEMA E NEI CARTOONS

Il Theremin per sua natura è stato utilizzato per riprodurre suoni ed enfatizzare situazioni nel mondo del cinema. Gli esempi più eclatanti sono presenti in “La moglie di Frankenstein ” di James Whale, “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock, “Ultimatum alla Terra” di Robert Wise, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Anche il Mondo dei Cartoons non si è fatto mancare il supporto del Theremin, un esempio su tutti: la sigla iniziale di Scooby Doo.



Related Articles

Metamorfosi, “Essence” è il secondo singolo (guarda il video)

Metamorfosi, “Essence” è il secondo singolo (guarda il video)

I Buena Vista Social Club alla Casa Bianca. Il finale di un amore “difficile” tra Usa e Cuba?

I Buena Vista Social Club alla Casa Bianca. Il finale di un amore “difficile” tra Usa e Cuba?

Electroadda, fuori il primo EP Omonimo (la recensione)

Electroadda, fuori il primo EP Omonimo (la recensione)

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.