Bootleg e Mash-Up nell’epoca moderna

Bootleg e Mash-Up nell’epoca moderna

Di: Rudeejay

Quanto si parla di Bootleg e Mash-Up, recentemente? Tantissimo, ma se credete che questo sia un fenomeno nuovo, è necessario partire con alcune precisazioni…

Questi utilissimi remix non autorizzati esistono da quando ho memoria, solo che anni, decenni fa venivano stampati su 12″ dalla tiratura limitata e con il centrino bianco (i così detti “White Label”), mentre oggi con l’avvento del web e dei suoi Social Network c’è stata un’evoluzione incredibile. A pensarci bene, è un po’ quello che è successo nei videogiochi.A pensarci bene, i Bootleg e i Mash-Up SONO un gioco – e questo andrebbe tenuto a mente soprattutto da certi discografici giurassici che ne ostacolano la diffusione! SONO un gioco, e il DJ è Disc Jockey, perché gioca con la musica e lo fa unendo brani già presenti sul mercato per creare qualcosa che suoni completamente nuovo (il Mash-Up) oppure lavorando coi propri strumenti una traccia che vuole far arrivare al suo pubblico (il Bootleg).

Il web, si sa, ha espanso ogni nostra idea portandola su livelli che non pensavamo di conoscere (e quanto ancora ci sarà da scoprire!), così ora partendo da questi due concetti ci troviamo a creare tutto quello che la nostra creatività con l’ausilio della tecnologia più moderna – e la tecnica dei bravi musicisti, almeno per me – ci permette d’inventare: Mash-Up che racchiudono 40 canzoni in 3 minuti, Bootleg talmente forti che grazie al passaparola prendono il posto dei remix ufficiali, e finalmente qualche etichetta indipendente che si sveglia e decide di proporre quella versione creata per gioco col fine di autorizzarla e farla uscire nei negozi. Qualsiasi, cosa, o quasi, è diventata possibile.

Bootleg e Mash-Up mi hanno cambiato la vita, perché hanno cambiato la mia carriera che si erige sulla mia più grande passione: vengo chiamato dalle discoteche (e, con la crisi che incombe, questo è il “Core Business” del mestiere se non hai una hit mondiale che ti tiene compagnia) perché sono quello delle versioni che mettono i loro DJ Resident, e tutto cominciò il giorno in cui rimasi sorpreso davanti all’oltre milione di visualizzazioni ottenute su YouTube in meno di 2 mesi da un mio Bootleg realizzato in una manciata d’ore – anche perché lo confrontai coi neppure 100.000 click totalizzati da un mio singolo uscito sul mercato poco tempo prima e preparato invece con un lavoro certosino di quasi un anno insieme a diversi, necessari investimenti. Era il 2010, le major non erano rigide su questioni di copyright, quindi capii immediatamente che da lì si poteva costruire qualcosa d’importante, di fresco, una sorta di movimento dove Bootleg e Mash-Up potevano avere una storia come quella di un disco che esce nei negozi, ottenendo così anche medesima risonanza tra la gente. Il segreto, infatti, sta tutto lì: creare qualcosa di nuovo per primi, perché per emergere bisogna distinguersi dal resto… e, in fondo, è la stessa motivazione che spingeva anni, decenni fa i DJ ad accaparrarsi quegli utilissimi 12″ con il centrino bianco…

 

Rudeejay_1

Rudeejay ha incontrato la dance a 12 anni. Comprando il primo impianto con cui dare sfogo alla sua passione, ha scoperto che il padre prima di lui era stato dj. Il ragazzo che ‘mette i dischi’ alle feste degli amici diventa dj resident e guest nei più importanti locali di Bologna, la sua città. Il passo successivo sono le discoteche della Riviera Romagnola, regno
del clubbing nazionale: qui nascono le nuove mode e la notte crea le sue nuove star. Dal 2005 dj della Villapapeete di Milano Marittima, Rudeejay da anni ha un calendario fitto di serate in tutta Italia e all’estero (Spagna, Svizzera, Austria, Croazia): nell’estate del 2014 ha animato 153 date in un centinaio di discoteche diverse.

Come produttore discografico, inizia nel 2008 con “Wanna B Like A Man” di Omonimo feat. Simone Jay. “E.P.” di Omonimo, contenente il singolo “Two”, è stato poi il 12” made in Italy più venduto dell’estate del 2009. Nel 2011 esce “The Rhythm Is Magic”, che arriva a quasi un milione di visualizzazioni su YouTube. Grazie alla popolarità di questa cover nel 2012 nasce “Suenos (Dreams Can Come True)”, con Marie Claire D’Ubaldo, voce proprio della “The Rhythm Is Magic” originale. Nel 2013 è la volta di una collaborazione prestigiosa con Molella, per il singolo “Everything”.

Il 2014 vede l’uscita del brano “Forever” e la co-produzione di Marvin “Vento D’Estate”, cover del successo di Max Gazzè e Niccolò Fabi che entra nella Top 20 EarOne Dance Chart. La versione di “Summer”, hit di Calvin Harris, è tra le più apprezzate online – e non solo. Oltre a questo, Rudeejay continua a realizzare remix ufficiali di brani di artisti come Bob Sinclar, Martin Solveig, Afrojack.

Rudeejay è particolarmente amato dal pubblico per i suoi mash-up e bootleg. Albertino li passa regolarmente nei suoi
programmi su Radio Deejay, le visualizzazioni complessive su YouTube superano i 2 milioni.

Rudeejay è attualmente in lizza ai Dance Music Awards nelle categorie MIGLIOR REMIX, MIGLIOR REMIXER, MIGLIOR MASH-UP


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