I’m Not A Blonde, intervista

I’m Not A Blonde, intervista

Chiara e Camilla, I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie), una band nata quasi per caso, duo polistrumentale e compositrici pubblicano a fine settembre 2014 “EP01”, primo di 3 EP a scadenza trimestrale contenenti 3 brani ciascuno, ironicamente chiamati 3P, canzoni di matrice electro-pop, con influenze che partono dalla musica british anni ’80, nelle ritmiche plastiche delle batterie, nei bassi e nei sinth.

Ci hanno raccontato qualcosa in più della loro vita, musicale e non.

 

Chi siete e come mai avete scelto questo nome?

Siamo un duo di Milano che fa musica electro pop, suoniamo chitarra, microkorg, una handsonic e usiamo il computer come campionatore. È un progetto nato da poco, il nostro primo EP è uscito alla fine di settembre 2014. “I’m not a Blonde” il nostro nome, deriva da un modo di dire inglese: “to be a blonde” dove essere una bionda sottintende essere una donna stupida. Noi lo utilizziamo con una doppia valenza ironica e provocatoria nei confronti di un “sistema” musica dove le donne fanno ancora tanta fatica ad affermarsi come musiciste e produttrici.

Polistrumentiste, ma qual è il vostro strumento preferito da suonare? Modello e marca!

Chiara: Voce mezzosoprano processata da multieffetto Vocal 300 Digitech +TCElicon Create.
Camilla: Chitarra – Fender Telecaster Baja con Laney VC30.

Ascoltando “Bad Buke good Gaze” mi viene in mente “Message In A Bottle” con quale genere musicale siete cresciute?

Non avremmo mai associato “Bad Buke” a “Message in a bottle”, e lo prendiamo come un grosso complimento! Sicuramente i Police fanno parte dei nostri ascolti insieme ad altri grandi gruppi Pop e Rock anni ’80, tra cui Michael Jackson, i Queen, i Cure e i Depeche Mode.

Nel vostro press kit c’è una vostra foto davanti alla bandiera di Cuba, è stata una scelta casuale oppure c’è una storia dietro magari legata a vostre passioni personali o a fattori politici?

Dietro c’è solo il camerino del Biko 🙂 il locale di Milano dove quella sera abbiamo suonato. Bisognerebbe chiedere a loro.

Cosa ne pensate della “diatriba” nata tra D&G ed Elton John a proposito delle unioni gay?

Camilla: Credo sia stata una geniale trovata pubblicitaria di D&G.

Quali sono le cose che vi piace fare quando non fate musica?

Camilla: Io lavoro quando non faccio musica, e quando non faccio né musica né lavoro, vedi sotto.
Chiara: Bere, mangiare, dormire e fare l’amore.

Cosa ne pensate della scena musicale milanese? E del fatto che molti locali storici dove poter suonare abbiano chiuso?

Ci sembra che nonostante la chiusura di molti locali storici, nell’ultimo anno le cose stiano cambiando. Si respira un’atmosfera di fermento, nei 6 mesi passati a Milano sono arrivati tra i più interessanti concerti del momento, moltissimi gruppi dall’estero. L’altro lato della medaglia è che i piccoli musicisti locali faticano a emergere perché mancano i cachet.

Qual è il vostro posto di Milano preferito e perché?

Camilla: Il quartiere di Porta Venezia. Mi piacciono i palazzi unici e caratteristici della zona e trovo inaspettato e sorprendente  la commistione  di culture, odori e usanze in una zona così centrale.
Chiara: Il Biko club a sud di Milano. Inizialmente si trovava all’Isola, nella zona di Porta Nuova che ora è diventata il nuovo polo della moda, poi sono stati costretti a cambiare sede ma non hanno mai smesso di fare musica, resistendo alla crisi degli ultimi anni. Fanno una delle più interessanti programmazioni musicali di Milano.

Per quale luogo partireste all’istante senza neanche preparare la valigia? E perché?

Camilla: Un’isola greca, perché ho un disperato desiderio di sole , mare e ciabatte!
Chiara: Tornerei a trovare i miei parenti in California. Perché mi mancano.
Qual è il vostro primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di addormentarvi?

Camilla: Il primo e l’ultimo sono “Cristo che sonno”.
Chiara: Il primo “Dov’è la sveglia che non riesco a posticiparla ” e l’ultimo “Avrò chiuso la porta di casa”?

 


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