Jesse Malin – New York Before The War

Jesse Malin – New York Before The War

Dopo 5 lunghi anni di silenzio discografico, il cantautore newyorkese Jesse Malin torna sulle scene musicali con il nuovo album “New York Before the War” (in uscita il 31 Marzo per l’etichetta One Little Indian / Audioglobe). Il disco è stato prodotto dallo stesso Malin in collaborazione con Brian Thorn (David Bowie, Coldplay) e vede la partecipazioni di due storici chitarristi: Wayne Kramer (MC5) e Peter Buck (REM). Il suo stile musicale si rifà alla figura dei rocker dall’approccio tradizionale come Bruce Springsteen e Neil Young ma in questo nuovo album, Jesse ha voluto sfidare se stesso sperimentando nuovi ritmi e sonorità. La prima traccia, “The Dreamers“, è una di quelle tipiche canzoni da ascoltare a luci spente nel proprio letto, lasciandosi trasportare e cullare dalla dolce melodia di pianoforte che accompagna l’intero brano. “Turn Up The Mains“, al contrario, è un pezzo molto ritmato, che non sfigurerebbe nelle discografie dei più famosi gruppi rock: martellante tempo di batteria unito ad un riff di chitarra che rimane in testa anche ore dopo l’ascolto. “Oh Sheena” è una canzone molto orecchiabile, le cui sonorità vanno quasi a sconfinare nell’indie-rock mentre “The Year That I Was Born“, la sto ancora immaginando con in sottofondo un banjo o addirittura una lap steel: sarebbe stata una fantastica hit country! (A proposito, “Bent Up” mi sento di includerla in questa categoria). Nell’album non potevano certo mancare le ballads malinconiche come “She’s so Dangerous“, “I Would Do It For You” e “Bar Life“, ma anche pezzi dal ritmo trascinante come “Boots Of Immigrations“, “Freeway” (ci riavviciniamo all’indie) e “Death Star” (ricorda molto una canzone dei Weezer). “Addicted” invece, non è il brano che chiude l’album (è la seconda traccia), ma è stato volutamente lasciato per ultimo: si tratta infatti del primo singolo estratto da “New York Before the War“, scritto subito dopo la scomparsa dell’amico Arturo Vega, grafico famoso per aver creato il logo dei Ramones. Nonostante le circostanze in cui è venuto alla luce però, si tratta di un pezzo tutt’altro che lento o malinconico, dove i ritmi e le melodie di batteria/basso/chitarra rendono uno splendido omaggio al celebre gruppo punk newyorkese. E con le parole di Jesse Malin, che ha descritto il singolo come “I Ramones che incontrano Paul Simon“, ci congediamo lasciandovi alle “punkeggianti” note (ed immagini) del video di “Addicted“…

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