THE BEARDS, Cow boy italiani alla conquista dell’America

THE BEARDS, Cow boy italiani alla conquista dell’America

Purtroppo o per fortuna, è sempre più lunga la schiera di artisti italiani semi-sconosciuti in patria ma apprezzati all’estero. Tra questi la storia dei veneti The Beard è certamente tra le più strapalate ed interessanti. I The Beards sono un duo della Riviera del Brenta che con le loro barbe lunghe alla Black Keys si sono contraddistinti subito a livello internazionale come autori e interpreti di un originale mix di blues, country e rock, ribattezzato proprio oltreoceano Spaghetti Americana. Nel 2006, con un solo disco all’attivo, il duo veneto vola negli USA per il primo tour americano: 18 concerti e migliaia di miglia percorse dalla Florida all’Ohio arrivando a New York, dove i due hanno anche l’occasione di collaborare con il leggendario batterista di The Band Levon Helm. Da allora The Beards hanno in attivo in USA, Londra, Francia, Australia e Hong Kong performance, passaggi radiofonici e collaborazioni con artisti del calibro di Professor Louie (Aaron Hurwitz), Jim Diamond, Julien Poulson, Tommy Talton, Dirty Dozen Brass Band, Benji Shanks, Mark Kramer, Soundogs e lo stesso Levon Helm. In Europa hanno raccolto ottimi responsi durante l’ultimo Tour francese, la vittoria allo Jesolo Music Festival e la partecipazione alla 66°ma Mostra del Cinema di Venezia. Insomma, roba forte che i media italiani, senza alcun motivo apparente, ignorano praticamente del tutto.

The Beards 2

5 Dischi all’attivo, Mephisto Potato Sauce (2006) e Digging Fingers (2008) – con la Ancient Records di New York – Widmann’s Mansion (2013), prodotto dal leggendario Professor Louie, produttore di The Band e Mercury Rev (con 5 nomination ai Grammy Awards) e pubblicato dalla storica etichetta americana Woodstock Records.Muskito (2012), colonna sonora dell’omonimo film australiano, nasce con la partecipazione dello sceneggiatore e musicista Julien Poulson (Brian Ritchie e Nick Cave) ed è pubblicata dall’australiana Metal Postcard Records.El Brigante (2014), primo album in italiano dei Beards, edito ancora da Metal Postcard, vede la partecipazione di Professor Louie, il trombettista newyorkese Howard Johnston, Julien Poulson e il nostro Alessandro Grazian.

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Nella primavera del 2015 America Recordings pubblica Spaghetti Americana, la prima antologia dei Beards: diciassette
classici del duo più due inediti, disponibile in cd, download e vinyl limited edition. Nel frattempo i due barbuti sono in
studio con un nome molto prestigioso: Jim Diamond, il produttore dei White Stripes, che sta lavorando a Freak Town, sesto e attesissimo album in studio.

Rick Rubin li adora, l’America li applaude e noi?… Meglio non farsi troppe domande, e farle direttamente a loro…

Spaghetti Americana è il titolo della vostra recente antologia. Un titolo che rimanda ad un genere ben preciso…

Il titolo che è stato scelto dall’etichetta statunitense America Recordings e prova a sintetizzare quello che può essere il nostro genere agli occhi degli addetti ai lavori d’oltreoceano. La parola ‘spaghetti’ ha a che fare con i film western all’italiana ed in particolare con quel modo poco americano di rielaborare le sconfinate praterie del west. A questi film veniva riconosciuta una sublime bizzarria come del resto alla nostra musica.

Mentre vi godete l’uscita dell’antologia siete già a lavoro sull’imminente nuovo cd Freak Town vede la produzione e la partecipazione come terzo elemento del gruppo di Jim Diamond. La sua produzione ha portato i White Stripes dall’anonimato al successo mondiale…

Siamo arrivati a Freak Town dopo molti chilometri di viaggi in giro per il mondo, molti concerti e vere e proprie battaglie in sala d’incisione. Con questo background abbiamo gettato le basi per una collaborazione importante come quella con Jim. I dischi precedenti hanno attratto interesse e ottenuto vendite importanti, ad es. Muskito ha ricevuto apprezzamenti da parte di Rick Rubin ed è un bestseller del mercato indipendente. Tutti i dischi hanno avuto molti passaggi in radio, recensioni e critiche positive a livello mondiale. Questi sono i presupposti per i quali si è voluto scomettere su di noi e tentare il salto ai ‘piani superiori’.

Spaghetti Americana è un ottimo biglietto da visita per conoscere The Beards. Come avete selezionato i brani?

La scelta è stata fatta dall’etichetta. È importante sottolineare come negli USA il concetto di antologia non sia quello di epitaffio: nel nostro caso la realizzazione di una raccolta rappresenta una fase fisiologica di un percorso discografico. Questa è l’iniziativa di una realtà che non comprende soltanto America Recordings ma altri players, tra i quali quello che sta promuovendo l’incisione di Freak Town. Soprattutto ci hanno evitato di litigare sulla scelta dei brani, così potremmo
litigare su altro…

In Mephisto Potato Sauce (2006) mettevate in musica il folklore e le leggende del vostro Veneto. Quali sono le similitudini tra il vostro Veneto e l’America?

Quel disco è stato pensato per il mercato americano, le storie e leggende della campagna veneta ci sembravano perfette per lo scopo, potrà sembrare un’idea pazza ma ha funzionato. Durante il tour di anteprima americana abbiamo esaurito completamente la prima tiratura e attualmente l’album continua a ricevere ordinazioni da tutto il mondo, in particolare dagli States. La prima etichetta di distribuzione di Mephisto, l’inglese Pollytone Records, lo ha portato in tutta Europa e
Giappone, ma non è giunta in Italia…

Un’altra vostra collaborazione importante è quella con Julien Poulson (Brian Ritchie e Nick Cave), vi affida la soundtrack del film Muskito. The Beards in versione colonna sonora: cambia molto?

Non cambia molto perchè la nostra prospettiva musicale ha sempre un taglio cinematografico. In un certo senso vediamo le canzoni come un flusso di fotogrammi sonori ed è per questa caratteristica che Poulson ci ha assoldato per la causa di Muskito. Lo incontrammo durante il Festival Folk Blues di Binic in Bretagna nel 2009. Attualmente stiamo lavorando con Julien alla preparazione di un musical basato su Muskito da presentare in Australia.

Spaghetti Americana fa il punto della situazione su The Beards. Amatissimi all’estero, ancora poco noti nel nostro paese: questa cosa vi incuriosisce o vi amareggia?

Sul territorio italiano esistono tanti piccoli laboratori artigianali che vivono esportando all’estero, noi non ci sentiamo tanto diversi da un’azienda vinicola che imbottiglia e spedisce il proprio vino oltre i confini nazionali. Sia chiaro: il vino non lo imbottigliamo soltanto…

Di altri cow boy in tricolore ne abbiamo parlato in un pezzo di qualche tempo fa…


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