Codice Atlantico. Leonardo a Milano, recensione

Codice Atlantico. Leonardo a Milano, recensione

Icona di italianità, inventore per eccellenza, oltre che grandissimo artista, Leonardo Da Vinci, seppure nato in provincia di Firenze, è stato uno dei principali personaggi della Milano rinascimentale. Lunghissima è in verità la lista di mansioni svolte dal grande genio italiano: è stato musicista, anatomista e ingegnere, fra le altre cose, ma ciò che più ha reso celebre Leonardo, oltre ai suoi dipinti, sono stati i suoi disegni, racchiusi in una gigantesca collezione denominata Codice Atlantico, per via delle grosse dimensioni dei suoi fogli (tipiche di un Atlante, appunto). Questo Codice è un vero e proprio raccoglitore del genio di Da Vinci, nel quale sono conservati, infatti, disegni e schizzi di cose molto diverse fra loro: da invenzioni a carte geografiche, da disegni tecnici a studi sul volo degli uccelli. Sono 1119 i fogli che compongono questo vero e proprio compendio del genio leonardesco, suddivisi in dodici volumi custoditi nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, considerata da molti, insieme alla vicina Pinacoteca Ambrosiana, la casa milanese di Leonardo Da Vinci.

Dal 10 marzo 2015 fino alla fine dell’Esposizione Universale del 2015 la Biblioteca Ambrosiana e la Sacrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie ospitano due mostre (della durata di tre mesi l’una) che permettono al pubblico di visionare 88 fogli del Codice leonardesco. L’opera è stata sfascicolata grazie a un impegnativo restauro che ne ha permesso così la visione quasi totale al pubblico. Una serie di mostre, infatti, sono iniziate nel 2009, anno del quarto centenario dell’apertura al pubblico della Biblioteca Ambrosiana. Un’iniziativa davvero unica e imperdibile.

Tutto molto bello, insomma, peccato però che la solita disorganizzazione italiana sia riuscita a rovinare tutta la grandezza di questo evento: nessuna mappa per capire come arrivare alle due sale dell’esposizione; pochissime maschere in giro per le sale della Pinacoteca cui chiedere informazioni; nemmeno un cartello che indicasse la mostra del Codice Atlantico, soprattutto all’uscita dalla Biblioteca dove poi teoricamente la mostra doveva continuare nella sala della Chiesa adiacente. Ma, senza nemmeno un cartello o qualche avviso del proseguimento della mostra nella Sala della Chiesa, sono stati in molti a perdersi la parte più interessante della mostra, compresi noi.

Grandissima pecca questa disorganizzazione, unita anche alla scarsità di fogli esposti (una quarantina per questo primo ciclo della mostra). Insomma una mostra con tante promesse che, nonostante il suo forte impatto suggestivo, non è riuscita a mantenere. Peccato che non si sia fatto di più per questa attesissima mostra, davvero unica.

Noi, per rimediare a questa delusione, ci apprestiamo a visitare la mostra di ben 200 dipinti di Leonardo Da Vinci che dal 16 aprile sarà ospitata a Palazzo Reale di Milano.



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