Un ricordo di mio padre

Un ricordo di mio padre

Di: Rèv

La musica è sempre stata centrale nella mia vita, anche in tempi non sospetti.
La mia prima esibizione davanti a un pubblico in fondo è stata in terza elementare come cantante, non avevo ancora scoperto il demone della batteria.
La svolta fu una cassetta da novanta minuti regalatami dai miai cugini più grandi, su un lato la colonna sonora del film “Blues Brothers” ma soprattutto sull’altro lato un disco dei Supertramp. Anni dopo fui invitato ad entrare in una band non alla voce ma ai tamburi, visto che il loro batterista suonava così fuori tempo da essere peggio di me che non lo ero affatto.
La mia “fidanzatina” di allora, parlare di una relazione vera e propria mi sembra esagerato, mi convinse a provare questa nuova esperienza.
A quel punto superato il provino, sì, sembra ridicolo, ma mi sottoposero ad un provino, entrai a tutti gli effetti nella band e, essendo una persona estremamente democratica, imposi subito un cambiamento radicale nel repertorio.
Credo che in fondo per questo ancora mi debbano ringraziare.
A questo punto non avevo una batteria per cui provavamo in una sala concessaci dall’oratorio del mio paese, con enorme terrore delle suore che frequentavano il posto e, nonostante i tentativi di sabotaggo da parte di altri frequentatori della sala, tipo nascondermi il pedale della grancassa, andammo avanti con una tenacia imbarazzante.
A quel punto mio fratello mi chiese di entrare nella band in cui suonava lui, tutti ragazzi tra i cinque e i sette anni più grandi di me,
una grande occasione ma mi serviva lo strumento.
Non sapevo che mio fratello stava macchinando nell’ombra e convincendo i miei genitori della mie serietà nella scelta di suonare uno strumento, li convinse a farmi indebitare per anni pur di avere una batteria mia.
Un pomeriggio, con la conplicità di un mio zio, mi fecero uscire di casa.
Al ritorno trovai tutta la mia famiglia in salotto con una bellissima batteria montata al centro della stanza.
Mio padre a quel punto mi disse: “Facci sentire cosa sai fare.”
Suonavo come in trance e mentre tutti i vicini bussavano da ogni parete del nostro appartamento, mio padre mi diceva sorridendo: “Continua, continua.”
Ecco, forse esattamente in quel momento è iniziata davvero la mia avventura con la musica.


Rèv – Millegiorniunora on MUZU.TV.
 

Gianluca Giannasso, batterista pugliese, dopo un breve periodo a Milano oggi romano d’adozione. Protagonista da molti anni della scena indie rock italiana, vanta numerose collaborazioni con gruppi di punta dell’underground italiano. Dal disco d’esordio del cantautore pugliese Luca De Nuzzo (Compagnia Nuove Indie) all’album di debutto dei romani Starla (Orange Park Records) passando per i primi tre lavori di Fabio Cinti, che registra prima per Sonday Music e poi per Mescal, fino all’approdo con il trio nu-bluez Dead Shrimp che rappresenta al meglio la nuova generazione del blues, come testimoniano le innumerevoli entusiastiche recensioni, le centinaia di concerti in giro per lo stivale e l’attenzione appassionata di pubblico e addetti ai lavori. Gianluca ha sempre affiancato al lavoro di registrazione in studio un’intensa attività live, che lo ha portato a girare l’Italia con molte bande e a collaborare, tra gli altri, con Morgan, Paolo Benvegnù, Lele Battista e il promettente chitarrista/cantante americano Reed Turchi. Rèv, il primo album dell’omonimo progetto solista di Gianluca Giannasso.

facebook.com/gianlucagiannasso.rev



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