Sizarr live al Biko, recensione

Sizarr live al Biko, recensione

Per chi è stato agli ultimi due concerti italiani a Milano e Roma degli Editors lo scorso luglio, il nome Sizarr probabilmente risuona ancora nostalgico nei loro cuori. Il giovanissimo trio tedesco (con un’età media di 23 anni) che ha esordito tre anni fa con il primo album, Pshyco Boy Happy, ha lasciato un ricordo forte e profondo ai fan degli Editors in quella loro prima apparizione italiana. Giovanissimi, un po’ timidi, ma assolutamente professionali e con un sound incisivo ed emozionante, i Sizarr si sono fatti subito notare, e all’Arci Biko di Milano, il 2 aprile, sono stati accolti dai loro fan italiani conquistati proprio durante il tour estivo degli Editors.

L’Arci Biko è un club piccolino, con un palco quasi raso terra, uno di quei club introvabili a Milano, che fa molto Manchester di fine anni ’70. Con un sapore retrò e un aspetto casalingo, questo club sembra il posto giusto per l’esordio da headliner dei Sizarr, una band che guarda molto al passato, il cui sound è assolutamente intimo, perfettamente adatto a un piccolo club piuttosto che a un’immensa location da festival estivo. Questa seconda volta a Milano, infatti, è stata tutta un’altra cosa rispetto alla loro performance da spalla degli Editors: sicuramente perché headliner, sicuramente perché più maturi e un po’ meno timidi, ma tutto anche grazie alla piccola eppure perfettamente azzeccata location. Piccola location vuol dire anche piccolo pubblico, ma un piccolo pubblico non vuol dire sempre e comunque poca partecipazione. Infatti, la cinquantina di persone presenti all’evento, era tutta un fermento in attesa di risentire live una delle band emergenti più potenti degli ultimi anni.

Il duo italiano di apertura, To you mom, ha riscaldato ancora di più l’anima del pubblico, e ha dato modo ai ritardatari di apprestarsi al piccolo palco che, dopo la breve ma intesa performance dei To you mom, è già pronto a ricevere il trio tedesco. Tutto pronto per i Sizarr che arrivano sul palco un po’ titubanti ma accolti calorosamente dai fan in trepida attesa. Il concerto ha inizio. Oppure no? Un guasto al cavo della chitarra di Fabian, il cantante, posticipa l’inizio del concerto con un raggelante momento d’imbarazzo fra il pubblico e la band. “Qualcuno conosce qualche battuta? Perché io no!” dice Fabian, ma fortunatamente Philipp avverte il pubblico che è il compleanno di Marc, il batterista e membro più giovane del gruppo, così parte un inizialmente tiepido Happy Birthday, che mette ancora più in imbarazzo il giovanissimo componente dei Sizarr. Ma il gioco è fatto, il ghiaccio è stato sciolto e il cavo sistemato, il concerto può iniziare veramente.

Si parte con alcune canzoni del nuovo album, che a detta della band ha un sound un po’ più “alleggerito” rispetto al primo, nel quale c’erano moltissimi rimandi a differenti generi musicali. In realtà questo nuovo album uscito da poco, Nurture, ha fissato perfettamente i parametri sonori della band dandogli un’identità, forse, più nitida rispetto all’esordio. I may have lied to you è il primo pezzo, seguito da Calm, e poi si passa subito al primo album con i due singoli Run dry e Purple fried. A questo punto Fabian cede il microfono a Philipp, perché “è il suo momento”. È il polistrumentista e corista della band, nonché voce principale di Slighlty, uno dei pezzi del nuovo album più particolare, con numerosi rimandi alla musica di gruppi come i Foals o i Delphic. La voce di Philipp è molto vicina e altrettanto distante da quella profonda e suadente di Fabian, dolce in modo più tenero a quella del cantante della band, le cui capacità vocali sono state spesso paragonate all’immenso Jeff Buckley. La potenza inequivocabile della voce di Fabian ha modo di esprimersi appieno nel brano successivo, Untitled, sempre dal nuovo album: il cantante è solo sul palco con il suo piano, e il pubblico quasi si dimentica dell’eccezionale performance precedente di Philipp. La voce di Fabian è davvero qualcosa di struggente e così potente da stordire, non si può rimanere impassibili ascoltando qualcosa di così perfetto, e qualche lacrimuccia, infatti, cade, per forza! Seguono altri brani dall’ultima fatica del gruppo, il primo singolo Scooter accident, Baggage man, la dolce ma allo stesso tempo frizzante You and I, per finire con How much for this. Il pubblico, ancora stupito per la performance molto più che emozionante, non fa tempo a riprendersi che il trio torna nuovamente sul palco per l’encore, composto dal loro pezzo forte Boarding Time, che fa ballare e cantare tutti i presenti, e l’ultimo singolo dal nuovo album, Timesick, forse il più frizzante dell’intero album. Un saluto al pubblico italiano davvero azzeccato, che lascia ai fan un ricordo potente di questa giovanissima band.

Rispetto alle loro prime performance in Italia i Sizarr sono cresciuti tantissimo e la loro timidezza oramai del tutto sparita è sintomo della loro gavetta composta da numerosi live in giro per l’Europa. Se, infatti, al concerto degli Editors l’interazione col pubblico era praticamente nulla, questa volta la band si è avvicinata molto ai fan in ascolto, e anche la loro performance è sembrata molto più sicura e precisa. Si può dire che oramai sono diventati una band internazionale di tutto rispetto; l’unica cosa che gli manca è un po’ di notorietà, ma fortunatamente durante questo tour sono riusciti a fare tappa anche in alcune stazioni radio, come l’italiana Radio 2. La nostra speranza è quella che il verbo dei Sizarr si possa diffondere il più possibile perché sono un gruppo di giovani davvero professionali con un immenso potenziale per poter sfondare.


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2 aprile2015bikoliverecensionereportsizarr

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