Ideologie

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Di: Simone Da Pra

Quand’ero bambino ricordo che a carnevale mi vestivo da pagliaccio, da Arlecchino o se proprio non si puntava a far ridere nessuno ti vestivi da Zorro.

Oggi ci si veste da rapper.

Insomma qualcosa è cambiato per forza di cose. Non lo si può più negare, il rapper che da un certo punto di vista rischiava di fare la fine dei dinosauri (poveri dinosauri), oggi sta popolando il mondo. O quantomeno il nuovo mondo: il web!

Come già sapete esistono varie specie (e sottospecie) di rapper, ma il tempo a disposizione è poco e non voglio nemmeno annoiarvi quindi stringo alle due più grandi tribù sparse per l’Italia: il rapper di Neandertal e il rapper evoluto.

Il rapper di Neandertal, dal nome che porta, ti aspetti che abbia almeno 40 anni vissuti per le strade, sotto i ponti al freddo e al gelo e invece no: ne ha più o meno 11, supporta soltanto artisti morti da svariati anni come ad esempio 2pac, Notorious Big e Joe Cassano (sull’ultimo parlerei volentieri per delle ore ma purtroppo devo andare a riverniciare il cancello di casa), perchè i nuovi fanno schifo sempre e comunque, lui non ha bisogno di ascoltare una nuova uscita, lui già sa!

Il rapper evoluto invece “se ne sbatte” del rapper di Neandertal, “se ne sbatte” a tal punto che lo cita ogni 2 giorni, gli fa interi post sulla sua pagina Facebook atteggiandosi e mostrando tutto e di più su se stesso. Il rapper evoluto va ghiotto per tutto ciò che luccica ma non è oro.
Ama il virtuale e non potrebbe vivere senza: si fa le foto con le modelle nei locali ma si risveglia da solo, si compra milioni di visualizzazioni su Youtube ma non come mezzo per far arrivare la sua musica ad un pubblico che davvero ascolti quello che dice… semplicemente per vedere i numeri girare.
Immaginatevi una scimmia con il pallottoliere e le Nike che luccicano… ecco, senza andare troppo oltre avete appena conosciuto il rapper evoluto, forse anche più evoluto del rapper evoluto.

Sono passato per questi 2 step, un tempo… ci sono passato così vicino che oggi ne ho il rigetto ma ritengo di poterne parlare proprio per il fatto che l’ho vissuto. Chi non vive una cosa, mi chiedo di cosa stia parlando e perchè.

Ecco, questo per arrivare alla conclusione: in molti dicono che io non sono un rapper e li ringrazio infinitamente. Con tutta onestà io ho smesso di appassionarmi al rEp proprio per queste pagliacciate di cui il rapper si nutre quotidianamente. Ho smesso di appassionarmi al rEp perchè mi sentivo come dentro una scatola di scarpe e i quattro lati si facevano sempre più stretti. Ora non so che genere sia quello che faccio, ma non ho nemmeno l’interesse di scoprirlo. Non sarà il genere che faccio a dirmi chi sono.

Sì, siamo chi siamo.

Oggi però è più facile credere di essere il rapper tutto colorato o tutto sporco che tanto stimiamo.

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Simone Da Pra è un artista veneto di Pieve di Cadore.
Dopo anni di progetti musicali, nel 2015 pubblica il primo EP ufficiale che lo rappresenta pienamente: “Libero”, uscito martedì 10 marzo.
L’EP è anticipato dal singolo “Potrei essere proprio lei”, storia autobiografica di femminicidio che ha come protagonista la madre dell’artista. Il video, presentato su Repubblica.it, racconta la tragica esperienza di Simone vista con gli occhi di un bambino diventato adulto troppo presto.

https://www.facebook.com/simonedapra.official?fref=ts

http://www.simonedapra.it/



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