Leonardo a Palazzo Reale, recensione

Leonardo a Palazzo Reale, recensione

A rappresentare l’eccellenza italiana all’Expo2015 è stato scelto il più noto protagonista della cultura di tutti i tempi e di tutti i luoghi: Leonardo Da Vinci. Molte, moltissime sono state le mostre dedicate al grande maestro del disegno e inventore per eccellenza, che si sono susseguite nei mesi precedenti all’inaugurazione dell’Esposizione Universale, ma che proseguono tutt’ora.

Nella bellissima location del primo piano del Palazzo Reale di Milano è stata allestita la mostra in assoluto più completa del grande artista italiano, che si è prefissata lo scopo di esporre non solo l’estro creativo di Leonardo, ma anche la sua geniale mente razionale. Il grande maestro è stato un ottimo osservatore del mondo, e ha saputo coltivare appieno la sua straordinaria passione per ogni campo del sapere umano: dall’anatomia all’ingegneria, dalla fisica alla musica, dalla botanica alla letteratura. Allestire una mostra monografica sul maestro rinascimentale non è quindi un lavoro da poco. Riuscire a dare una visione d’insieme completa di un genio così poliedrico è di sicuro un lavoro arduo, ma non si può non uscire soddisfatti da questa mostra promossa dal Comune di Milano e progettata da Palazzo Reale, in associazione con Skira Editore. Questa esposizione ha cercato di mostrare agli spettatori ogni sfaccettatura di Leonardo Da Vinci, suddividendo l’aria espositiva in dodici differenti sezioni, che, partendo dal disegno, raccontano tutti i vari aspetti culturali del genio di Leonardo.

Insieme ai prestigiosi dipinti raccolti da numerosi musei di fama mondiale, come il Louvre e la Pinacoteca Vaticane, in mostra ci sono anche numerosissimi disegni e scritti di Leonardo, molti dei quali appartenenti al noto Codice Atlantico, solitamente custodito alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Del resto il disegno per Leonardo era il fondamento: non si fatica a immaginarsi il grande maestro in giro per il mondo con in mano sempre e comunque un taccuino non solo per appuntarsi ogni cosa, ma anche per disegnare, studiare e progettare. Per questo ogni sezione della mostra è costituita in primo luogo da disegni leonardeschi, che ci introducono all’opera centrale di quel segmento di mostra. Come nella sezione fulcro dell’esposizione, “L’unità del sapere”, dove ci viene mostrata l’unione fra scienza e natura che caratterizzava l’arte di Leonardo. I disegni che compongono questa parte sono differenti: schizzi di gorghi d’acqua, sezioni anatomiche, e disegni architettonici, e ci preparano alla visione di San Giovanni Battista, il famoso dipinto conservato al Louvre. In quest’opera più di tutte confluisce tutta l’arte di Leonardo, il suo straordinario uso del chiaro scuro, il suo tratto così preciso e delicato, la sua inimitabile minuzia nei panneggi, ma soprattutto la sua delicatezza nella rappresentazione dei visi. Questo giovane Giovanni Battista ha un viso talmente dolce da colpire dritto al cuore e i suoi riccioli non possono non farci tornare alla mente gli schizzi dei gorghi appena ammirati: l’unità del sapere.

A fare compagni a San Giovanni Battista vi sono poi altri capolavori leonardeschi: San Gerolamo, il Ritratto di musico, l’Annunciazione e la Belle Ferronierre, tutti bene in vista e prepotentemente al centro di ogni sezione. Ma poi c’è una grandissima opera leonardesca che, invece, non è stata valorizzata e che moltissimi spettatori della mostra hanno guardato quasi di sfuggita nonostante la sua grandiosità: si tratta del piccolo dipinto della Scapigliata, solitamente conservata a Parma. Questo piccolo ma grande capolavoro è caratterizzato da un forte chiaro scuro che mette in risalto la testa di donna dai lineamenti così dolci da fare quasi male. La mancanza di un’importante cornice probabilmente è la causa della poca attenzione che il pubblico ha dimostrato nei confronti di questo dipinto, ma se voi non volete perdervi questo piccolo, grande capolavoro, aguzzate la visata nella Sezione 5 “Anatomia, fisiognomia e moti dell’animo”.

Grande risalto è stato dato invece all’arcinoto Uomo Vitruviano, il disegno a matita e inchiostro che Leonardo ha creato per celebrare le proporzioni del corpo umano, precisamente iscritto nelle due figure perfette, quella del cerchio e quella del quadrato.

A conclusione di questo bellissimo percorso alla scoperta di Leonardo, alcuni quadri degli allievi del maestro, e anche di alcuni artisti contemporanei, come Andy Warhol e Marcel Duchamp, che hanno reinterpretato l’icona leonardesca, La Gioconda.

La mostra è un vero e proprio tuffo all’interno del geniale immaginario di Leonardo da Vinci, che, facendoci passare attraverso ogni suo periodo e ogni suo interesse, riesce a farci immergere nelle più recondite profondità di questa “poesia che non si ascolta ma si vede”, che è l’estro di Leonardo da Vinci. L’esposizione sarà aperta fino al 19 luglio 2015, non lasciatevela scappare!

 

 



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