Luca Madonia, l’intervista

Luca Madonia, l’intervista

L’ex Denovo Luca Madonia torna a quattro anni dall’ultimo lavoro, con l’album intitolato “La monotonia dei giorni”. Un disco pubblicato per l’etichetta di Carmen Consoli Narciso Records. Carmen che, oltre ad aver partecipato alla co-produzione, presta la sua voce nel brano “La mia condizione”. Dieci brani inediti dalle atmosfere eleganti e raffinate che mettono in evidenza la sensibilità dell’autore. Lo abbiamo intervistato per voi.

“La monotonia dei giorni”, titolo che fa pensare ad un disco depresso, poi lo ascolti ed è pieno di spunti positivi. Come mai questa scelta?

Il malessere che accompagna le esistenze di ognuno di noi può essere girato in positivo attraverso una indagine sui nostri sentimenti, su quelli che Gaber chiamava i piccoli spostamenti del cuore. In questo senso la monotonia dei giorni non è noia ma intimità.

Per un artista forse è più semplice uscire dalla spirale della ripetitività della vita…

Si, in un certo senso è vero. Io però ho sempre scisso l’artista dall’uomo. Ho bollette da pagare, una famiglia e problemi non diversi da quelli delle altre persone. E’ innegabile che il rapporto con la musica, l’incontro con il pubblico e lo sviluppare le proprie passioni, aiuta a rendere speciali alcuni momenti.

Nel disco c’è Carmen Consoli come co-produttrice e alla voce in “La mia condizione”…

Essendo conterranei ci conosciamo da tempo. La scintilla è però scoccata nel 2011 dopo Sanremo. Abbiamo iniziato a frequantarci assiduamente e scelto di lavorare insieme. Il disco è stato tutto lavorato nel suo studio analogico. Uno studio ai piedi dell’Etna, casa nostra. E’ stata una esperienza particolare produrre un disco, il primo da solista, nella nostra Catania. L’atmosfera rilassata ci ha dato la voglia di sperimentare suoni particolari, nel disco ci sono molti stumenti vintage ed addirittura un vox valvolare degli anni Sessanta. Il brano con Carmen ha un suono ricco e con delle belle chitarre elettriche, mi piace molto. Con lei abbiamo anche condiviso una parte di tour e ripartiremo insieme, insomma una esperienza a 360 gradi.

Dici anni ’60 e subito ricollego le melodie dei pezzi di questo disco ad un piglio Beatlesiano…

Bhe, grazie per il complimento. In effetti i Beatles sono la mia passione, il mio amore direi, da sempre. Li ascoltai per la prima volta a 8 anni, a 12 obbligai mia madre a portarmi a Londra. In quell’occasione sono riuscito a fare anche una foto a Lennon.

Alla produzione ti ha affiancato Toni Carbone, bassista e compagno storico nei Denovo…

Con Toni ci conosciamo da più di trent’anni. Siamo grandi amici ed abbiamo condiviso l’esperienza Denovo, abbiamo gli stessi gusti e lo stesso gusto, lavorare insieme è qualcosa di estremamente naturale e credo che questo si senta nel disco.

Capitolo Denovo. L’anno scorso è uscito “Kamikaze bohemien”, una sorta di disco-reunion per festeggiare il trentennale della band…

Il nostro manager ha scovato dei nastri del 1982 registrati a Firenze, ci è subito piaciuta l’idea di ripulirli e donarli al nostro pubblico. Un bel modo per festeggiare una lunga storia.

Come sono i rapporti con Mario Venuti, l’altra anima dei Denovo e… considerando la reunion per il trentennale, c’è la possibilità che torniate a fare musica insieme?

La vita ci ha portato ad affrontare carriere soliste, ma i rapporti sono buonissimi. I Denovo sono il primo amore, e il primo amore non si scorda mai. In futuro potrebbe anche succedere che si torni a fare cose insieme, non abbiamo mai chiuso del tutto quella porta. Io sono tornato a vivere a Catania, ho figli e famiglia, Mario vive altrove ma le poche volte che ci incontriamo è sempre piacevole confrontarsi.

Cosa ti ha spinto a tornare nella tua città, Catania? Che differenza c’è tra la Catania del grande fermento musicale degli ’80/’90 e quella attuale?

Negli anni ’80 la scena catanese è stata pioneristica, nei ’90 si è consolidata con il cambio generazionale che ha visto Carmen Consoli protagonista. Oggi il fermento dal punto di vista musicale è buono, ma non ai livelli degli anni d’oro. La città ha però ancora nel suo dna una forza unica, la movida è ancora vivissima. Certo, in questo periodo storico la vitalità deve fare i conti con una realtà fatta di bollette da pagare e conti a fine mese che non tornano. Il mio ritorno a casa credo sia una cosa naturale, ad una certa età si torna all’ovile (ride). Ho figli e famiglia e sto apprezzando cose della Sicilia che da ragazzo nemmeno consideravo, la natura, la tranquillità. Sono privilegiato a poter vivere di musica nel mio habitat.

A proposito di famiglia, i tuoi figli hanno una band con cui hanno anche partecipato a Sanremo giovani, i Bidiel. Ti piace la loro musica?

Non solo mi piace, sono un loro fan! Fanno un pop rock ricco di personalità e senza volere a tutti i costi essere indie, gli ho anche “rubato” un pezzo presente nell’album. Il duetto con Donatella Finocchiaro in “Mi solleverai” è la traduzione dall’inglese all’italiano di una loro canzone. Spero riescano ad avere fortuna, in questo mestiere ce ne vuole molta.

Cosa ti piace della musica contemporanea?

Anche grazie ai miei figli ho scoperto artisti interessanti. Mi piace molto il modo di scrivere di Bianconi dei Baustelle, poi Samuele Bersani e Daniele Silvestri. Gente che ha fatto, anche se in tempi diversi dai miei, la gavetta sul palco. Non mi piace tutto quello che arriva dai Talent contenitori dai quali escono buoni interpreti, ma pochissimi se non nessun autore. Alla prova dell’inedito svaniscono nel nulla.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=WZJtlYSLS7Y”]


Tags assigned to this article:
baustelledenovoluca madonia

Related Articles

XAVIER RUDD, come un tè con gli antenati

Dalla terra dell’eterno sole, dal cuore del down under, Xavier Rudd ci parla del suo ultimo progetto intitolato “Nanna”. “Nanna”

Jack Jaselli, ‘Nostante tutto’: Un brano, un documentario, un grido di libertà.

Su Real Time il 21 marzo alle 23,10 il progetto realizzato a 76 mani con le detenute del Carcere della Giudecca di Venezia

Intervista a Ricardo Fischmann dei Selton

Jaymag ha incontrato per voi Ricardo Fischmann dei Selton. Un’intervista che vi permetterà di conoscere a fondo questa band “Indioindie”

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.