Primo maggio, volevo stare zitto ma poi…

Primo maggio, volevo stare zitto ma poi…

A Roma ballavano con i soldi dell’Eni. A Taranto ballavano protestando contro l’Eni. A Milano protestavano contro EXPO, oggi qualcuno di quelli contro EXPO è pro EXPO per colpa di qualcuno che diceva di essere contro EXPO e intanto visto che c’era era anche un poco contro le banche, le auto parcheggiate, la polizia, Lamù, L’Uomo Ragno e Jerry Calà. Un casino. Io che per principio non indosso le ciabatte nemmeno in casa, ieri le ho messe. Altro casino.

Davanti alla tv ho constatato che la musica balcanica ha davvero rotto i coglioni, pure la pizzica, e anche le tipe che zompettano a piedi nudi con la fascia arcobaleno intorno alla fronte hanno rotto i coglioni. Insomma, hanno rotto i coglioni un po’ tutti, diciamolo.
Mo direte, con quello che è successo a Milano ci tiri la pippa sui concertoni del Primo Maggio? Eccerto! Quando l’antagonismo si copre il volto non è antagonismo. Ma da dove arriva la violenza gratuita? È nascosta anche (non solo, ovviamente) dietro la fiacca ripetitiva dei clichè sinistroidi, da un antagonismo politically correct in scena ed in direttta televisiva dal palco di Piazza San Giovanni. Ed anche dalle mie ciabatte, lo ammetto.

Quagliando, altrimenti sembro pazzo. Un paese che ha due festival del Primo Maggio perché quello organizzato dai sindacati che dovrebbero difendere il lavoro ed i lavoratori prende i soldi dalla multinazionale che i lavoratori li imbottisce di veleno, un paese in cui non c’è più una sinistra e purtroppo, sì purtroppo, una vera destra (un cazzo di nemico da combattere che abbia naso, gambe e occhi ben visibili), è per forza un paese in cui il sano antagonismo va a farsi fottere e crea mostri.

C’è chi pensa di fare le rivoluzioni mettendo un comico ed i suoi giocolieri in parlamento a puntare i piedi, c’è chi sfascia tutto a prescindere perché imbottito di informazioni contrastanti e se infili nell’ano di teste di culo una sac à poche infarcita di merda, il corto circuito è assicurato. Siamo tutti bravi ad indignarci, giustamente, per la devastazione di Milano, ma prendiamoci le nostre responsabilità. Vogliamo toglierci ste cazzo di ciabatte?

Basta con i “primi maggi” politicalmente corretti o anacronisticamente corretti. Ridateci i fascisti, ve prego.


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