RITORNO AL PASSATO PER VIVERE MEGLIO IL FUTURO

RITORNO AL PASSATO PER VIVERE MEGLIO IL FUTURO

Di: Mickey E.Vil.

Mi presento: da ormai una ventina d’anni sono (iper)attivo in ambito musicale da entrambe le parti della barricata in quanto promuovo musica e allo stesso tempo la produco, la compongo.

Conduco infatti due trasmissioni su una radio FM, cosa che reputo simile al possesso di una perla rara nell’epoca dell’oceano di webradio: Mystery Tour (domenica, ore 21:00), dedicata ai misteri interplanetari, alla cultura trash ed alla musica inaudita; Heavy Demons (domenica, ore 22:00), la cui missio è diffondere il Logos dell’Heavy Metal in tutte le sue forme.

Dall’altra parte della trincea sono il cantante/compositore di una band chiamata The Mugshots, l’unica realtà europea (o meglio, non americana) mai prodotta dal leggendario Dick Wagner, storico chitarrista di Lou Reed ed Alice Cooper nonché collaboratore di Peter Gabriel, Ray Manzarek, Meat Loaf, Kiss, Aerosmith e numerosi altri. Inoltre compongo colonne sonore per la casa di produzione indipendente canadese Creepy Six Films / Brivido Giallo, dedita al recupero di atmosfere thriller tipiche delle pellicole anni Sessanta e Settanta realizzate nel paese in cui viviamo.

Vorrete perdonare la presentazione dall’aria ampollosa ma trattasi di quanto di più aderente alla realtà, senza voler meschinamente – alla soglia dei quarant’anni – esibire un curriculum di cui potersi vantare. Lo scopo di questo editoriale è una semplice constatazione, anche se so che qualcuno potrebbe pensare che tiro acqua al mio mulino… e forse è pure la verità ma è comunque motivante nello scrivere queste righe: credo che nel cosmo imperscrutabile che è il mondo musicale di oggi, fatto da milioni di proposte che sciamano nel web in maniera assolutamente incontrollata, abbiamo bisogno più che mai di una figura-guida, un novello Virgilio che ci prenda per mano “insegnandoci” la via per non perderci irrimediabilmente.

Mi sono accorto di tutto ciò grazie alla grande quantità di materiale promozionale che ricevo settimanalmente: il livello qualitativo è ormai mediamente alto grazie alla tecnologia disponibile e il risultato è sotto gli occhi (le orecchie) di tutti…o di nessuno? Eh sì, perché come si può arrivare alla tal band o al tal disco da soli, affidandosi al Mare Magnum di YouTube, Spotify, Facebook e tutto il resto? E’ qui che a mio avviso entra in gioco una figura come quella del conduttore radiofonico che, senza avere di certo la verità in tasca, si permette di fare una selezione che l’ascoltatore possa fruire “all’antica”, un po’ più “passivamente” ma godendo di un filtro che setacci la gran mole di materiale reso anonimo dalla presenza simultanea di miriadi di realtà sul web.

Anche dal punto di vista del musicista penso la stessa cosa. Credo ancora fermamente, nel 2015, nel ruolo dell’etichetta discografica la quale – col suo lavoro di selezione e promozione – è in grado di proporre i suoi prodotti al pubblico con una forza mediatica che dovrebbe impedire al tal disco di finire nell’abisso dell’oblio telematico, grande rischio corso da tante validissime band. Non sono un sostenitore del crowdfunding in quanto, so di passare per un novello Matusalemme, credo fermamente nell’investimento di lavoro, tempo e denaro di chi ha i mezzi per promuovere la musica. A maggior ragione oggi, epoca in cui praticamente ogni etichetta discografica richiede alla band il lavoro fatto e finito, risparmiando così sui costi delle registrazioni che ormai sono alla portata di qualunque band mediamente avviata. Molti musicisti sono addirittura in grado di annullare questi costi registrando in proprio con lodevoli risultati la propria musica.

Spero di non aver annoiato troppa gente con questo piccolo sfogo che riassumo di seguito: dopo la “sbornia” democratica di Internet, in cui ognuno si sente protagonista ed artefice delle proprie scelte, siamo tornati a mio avviso al punto di partenza. Abbiamo ancora bisogno di realtà “vecchie” come la radio, i canali televisivi, le etichette discografiche, gli uffici stampa che con un minimo di illuminazione possono essere in grado di dare la possibilità di emergere a tanti validissimi artisti. Trovo conferma della mia ipotesi guardando in faccia la realtà, soprattutto in ambito Rock e Metal: le band che emergono dal calderone mediatico-telematico sono indissolubilmente legati alle realtà di cui sopra.


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alice cooperHeavy MetalMickey E.VilThe Mugshots

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