Italian Gods – #1

Italian Gods – #1

Una volta ho conosciuto un ragazzo, usciva solo la notte, il suo passo era veloce e disciplinato come una marcia, spaccava i finestrini delle macchine e quando lo faceva non pensava a nulla. Quando tornava a casa non era soddisfatto di quello che aveva distrutto, ma del piacere di ascoltare il rumore del vetro che si frantuma, più forte di quello che nascondeva nell’anticamera del cervello.
Una volta ho conosciuto un ragazzo che non riusciva ad andare a puttane perché pensava tutto il tempo a sua madre, alle sue gambe storte e alla paura del tempo che passa, poi un giorno l’ho nascosto in macchina e l’ho lasciato per strada, e allora ho conosciuto una puttana e lei parlava come una madre: la pigrizia è più pericolosa della paura mi ha detto, mentre faceva pipì in mezzo alla strada.
Una volta ho conosciuto una bambina che adorava nuotare, e ogni volta lo faceva fino all’orizzonte, amava tenere tutti lontani, e quando se ne sono accorti le hanno detto che il mare non esiste, e ora lei continua a cercare quell’assoluto, qualcosa che penetri la sua mente come la sensazione del mare aperto, dove non è mai più tornata.
L’altra sera ho conosciuto Alì, un venditore ambulante indiano, l’ho conosciuto subito dopo aver letto di lui in un libro, la notte prima era un personaggio, il giorno dopo un uomo vivo davanti ai miei occhi. Mi dice che Roma non gli piace, che è troppo sudicia e rumorosa. Mi dice che ha paura di tutto, che suda sotto i vestiti di lino ogni volta che deve cercare di vendere qualcosa, e anche la sera, quando torna a casa, quando deve telefonare al cognato per fargli sapere com’è andata la giornata. Cerca di vendermi anelli e collane, souvenir e cianfrusaglie, gli dico che non ho soldi, l’ustione sul braccio mi pulsa, lui mi guarda e mi crede, smette di sudare, e mentre esce dal ristorante dove lavoro si ferma e mi dice: “Non c’è mai giustizia per chi compie il suo capolavoro, da qualche parte nel mondo.”

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Alessandra Perna suona il basso e canta nei Luminal, che non è un gruppo punk, ma un’unione di tre persone che cercano l’assoluto attraverso la musica. Scrive per Jaymag quando incontra qualcuno d’interessante, quando ascolta musica che le fa cambiare qualcosa nella vita, quando vede la verità realizzarsi da qualche parte nel mondo.

 

Foto di copertina in alto di: Claudia Borgia


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