Natalia Lafourcade, la musica che guarisce il cuore

Natalia Lafourcade, la musica che guarisce il cuore

“Hasta la raíz”, è il sesto album di Natalia Lafourcade, una delle voci femminili più carismatiche del panorama internazionale. La abbiamo incontrata.

Natalia Lafourcade bassa

È messicana, ma il suo sound, pur mantenendo le radici latinoamericane, ha un respiro davvero internazionale. Un album molto intimo, in Italia disponibile dal 9 giugno, che non passerà inosservato.

Di Francesco Belais

Natalia, vuoi spiegarci il titolo del tuo nuovo disco, Hasta la raíz. Alla radice di cosa?

Del cuore, dei sentimenti. Ho scritto tantissime canzoni, alcune non ci sono entrate nell’album, e mi sono resa conto che erano tutte molto viscerali. Ho preso coscienza che era un disco molto personale e intimo. Parla quindi di tornare a sé stessi, alle radici, ma nel contempo anche rafforzarle. Quando dovevo scegliere il titolo, ho capito che il singolo “Hasta la raiz” racchiudeva tutti questi concetti.

Nella tua musica si sentono le tue radici latine, ma è un disco dal sound molto internazionale.

Sì, il disco ha due facce, dove la melodia incontra la musica latina. Ho scritto molte canzoni che hanno questo aspetto. Altre canzoni sono più “blu”, più malinconiche e introspettive che sono più riferibili a una tradizione più nordica. È un pop talvolta bagnato di questa atmosfera malinconica, che si allontana dalla vivacità tipica del sound latino.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento, sia dell’area latino americana, oppure in abito jazz, pop, o anche italiani, se ne hai.

Di italiani in realtà nessuno, quelli che si sentono in Messico, sono un po’ troppo commerciali. Ascolto molta musica brasiliana, canadese. Una volta però in un negozio ho trovato un disco di Franco Battiato che ho comprato e mi è piaciuto molto. Gli artisti che più mi hanno insegnato sono Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Edith Piaf, Bjork, la messicana Tonia La Negra, oppure la cubana La Lupe, oltre ai Beatles, Beach Boys, Radiohead e Caetano Veloso. Un po’ di tutti questi.

Nelle note si legge che questo è un disco che nasce dall’amore, da una sofferenza di amore.

Sì, è un disco che guarisce, che accompagna e ricostruisce. L’ispirazione è venuta da questo, con grande intensità, e condividere con artisti che stimo molto mi ha aiutata molto nel processo compositivo.

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