Oltre ogni confine, il jazz manouche dei Note Noire Quartet

Oltre ogni confine, il jazz manouche dei Note Noire Quartet

Il jazz manouche, o gypsy jazz, è sempre più apprezzato. Stiamo assistendo a un ritorno di fiamma di questo genere affascinante e fieramente zigano ed europeo, il cui simbolo antesignano è Django Reinhardt. L’Italia non rimane indietro. Fra Jacopo Martini, Maurizio Geri…

… I Note Noire 4et vivono il jazz manouche nella sua pienezza, cercando l’unione e l’armonia tra la tradizione mediterranea e quella mitteleuropea, le cui strade si anticamente si allontanano pur restando inevitabilmente legate dalla loro comune origine. Il Quartetto cerca di riscoprire questa unione culturale e musicale attraverso una ricerca che unisce la tradizione classica con l’elemento di novità contemporaneo. Nel loro percorso si ispirano non sono agli ensembles Django, ma a Goran Bregoviç, Markos Vamvakaris, Sandor Lakatos. Roberto Beneventi alla fisarmonica, Tommaso Papini alla chitarra, Mirco Capecchi al contrabbasso e Ruben Chaviano al violino, una formazione essenziale di musicisti professionisti ed appassionati che contribuisce a mantenere vivo e dinamico il genere.

Il loro talento non resta confinato nei confini italiani; il loro tour tocca tutta l’Europa. Il loro nome nel mondo del manouche è indubbiamente noto, anche ai più ritardatari dopo l’esibizione al Royal Albert Hall di Londra nel 2014. La loro esperienza conta numerose date significative, come il Rhino Jazz Festival a Lione, il Longlake Festival di Lugano, il Jeff Festival a Koper, Slovenia, il Piacenza Jazz Fest / Milestone Jazz Club. Ambasciatori del talento italiano a casa e all’estero, i Note Noire portano il piacere della loro professionalità sia su grandi palchi che in contesti più intimi.

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Il 9 maggio 2015 è uscito il loro ultimo album, “Oltreconfine”, distribuito dalla IRD (International Records Distribution)

Un album ricco e completo. Dalla travolgente « Hora de Cichici » alla romantica « La Petite Valse della Note Noire », lo scoppiettante “Swing de Bienvenue”, la dinamica « Migrando », che si apre con un meraviglioso assolo di Mirco Capecchi, alla più mitteleuropea “Aubadee”, il quartetto esplora il proprio genere in tutte le sue forme. Dopo l’album “Note Noire” del 2012 e “Incontri” del 2013, “Oltreconfine” è il frutto di una evidente evoluzione, nei suoni come nel percorso artistico dei Note Noire. L’album è completo. Sonorità che rapiscono, schiudendo all’ascoltatore un mondo fatto di tradizioni antiche, sperimentazioni nuove, feste zigane e un soffio esotico del violinista afrocubano Ruben Chaviano. La vita libera e senza confini gitana, i balcani, il Danubio e la Parigi di Django Reinhardt si uniscono in una rivisitazione contemporanea e mai scontata di questo genere pittoresco che non cessa mai di reinventarsi. “Oltreconfine” perché i Note Noire non si accontentano di relegare la loro musica a una branca precisa, a una tradizione specifica, ma spaziano ed esplorano, regalando all’ascoltatore attimi esotici di viaggi nello spazio e nel tempo.

Ad ogni appassionato e neofita il consiglio è di chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in questo viaggio fra feste zigane e paesaggi del Vecchio Mondo.

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